Legge Gasparri bocciata dalla Ue

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Si tratta del secondo richiamo della Commissione europea all’Italia. Due mesi
per accelerare l’iter legislativo della riforma

La Legge Gasparri non è uniforme alle regole comunitarie sulle comunicazioni elettroniche in materia di radiotelediffusione. Il passaggio dalla trasmissione terrestre analogica al digitale terrestre introduce “restrizioni ingiustificate alla prestazione di servizi di radiotelediffusione e attribuisce vantaggi ingiustificati agli operatori analogici esistenti“: la bocciatura della Legge Gasparri da parte della Ue arriva sotto forma di un richiamo. Il secondo all’Italia, per la precisione. La richiesta è stata espressa sotto forma di parere motivato, nella seconda fase della procedura di infrazione prevista dall’articolo 226 del trattato C E. La televisione digitale terrestre, prospettata dalla controversa Legge Gasparri, potrebbe ridurre le possibilità di scelta ai consumatori italiani: lo riferiva già la lettera di costituzione in mora recapitata nel luglio scorso. A un anno di distanza la seconda bocciatura Ue: adesso l’Italia corre il rischio di essere deferita dalla Commissione alla Corte di Giustizia della U e. A innescare la bocciatura è stata una denuncia di Altroconsumo. Ma anche per la Commissione europea la Legge Gasparri potrebbe impedire agli operatori che non svolgono attività di trasmissione analogica la sperimentazione di trasmissioni digitali e la realizzazione di proprie reti digitali. Bruxelles accusa inoltre la normativa di permettere alle emittenti esistenti di aggiudicarsi un numero di frequenze per la sperimentazione digitale superiore a quello necessario La revisione della Gasparri (la cosiddetta proposta Gentiloni) è al vaglio del Parlamento da un anno, ma le lungaggini parlamentari hanno reso il nostro paese inadempiente agli occhi della Ue. Per ripristinare pluralismo e concoerrenza la riforma della Gasparri h a due mesi di tempo per accelerare l’iter legislativo. Proprio nei giorni scorsi la Rai ha ottenuto una tranche di 33 milioni di euro di finanziamento per la copertura del territorio con il Digitale terrestre o Dtt, in vista dello switch off del 2012.

Autore: ITespresso
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