Legittimità delle radio on line

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Dopo il famoso caso Napster, lassociazione dei discografici americani (RIAA) ha iniziato già da tempo unaltra battaglia, che ha per oggetto limposizione del pagamento dei diritti dautore per la musica trasmessa dalle radio on line

Di Michele Iaselli NEW YORK – LUfficio americano per il copyright ha già preso posizione a favore dei discografici e si annuncia una disputa molto dura in quanto molte web radio sarebbero costrette a chiudere. Il caso in questione, a prescindere dalle indubbie problematiche create dal carattere di extraterritorialità di Internet, assume anche in Italia un notevole interesse in quanto nuovo e particolare. Già dal 1999 e cioè nellanno in cui si è registrato il boom delle web-radio ci si pose il problema delleventuale violazione del diritto dautore. In realtà, si faceva riferimento alla c.d. web radio personalizzata, che dava la possibilità al singolo utente di crearsi una propria playlist cioè un proprio palinsesto. Un tale fenomeno sicuramente violava la normativa sul diritto dautore, per cui la Dcod network si attivò per regolarizzare questo servizio e fu la prima società, che ottenne dalla SIAE una licenza di webcasting relativa alle trasmissioni musicali su Internet. A seguito di questo accordo altre radio (Radio Deejay, Radio Capital, Italia Radio) regolarizzarono in maniera simile la diffusione on line di musica su richiesta. Come è facile intuire, in questa prima fase veniva, quindi, regolamentato uno specifico servizio fornito dalle web-radio, ma non lintera attività della stazione radiofonica. La SIAE consapevole, evidentemente, di questo limite e della rivoluzione creata dallavvento di Internet nel settore delle trasmissioni musicali, specie avuto riferimento alle nuove tecnologie digitali, ha affrontato, nellanno successivo, in maniera diversa il problema ed ha realizzato una licenza sperimentale per lutilizzazione in reti telematiche di opere musicali tutelate dalla SIAE, con il chiaro intento di coprire, con tale licenza, tutte le possibile forme di diffusione della musica mediante luso di reti telematiche. Questa licenza sperimentale è stato il frutto di un accordo raggiunto tra la SIAE e LEdiMA (European Digital Media Association) che è un organismo cui aderiscono le principali aziende leader del settore. La nuova licenza, che è stata sottoscritta per prima da Vitaminic, presenta alcune novità rispetto alla precedente. Innanzitutto, ladozione di un sistema tariffario basato sul criterio della percentuale delle entrate del sito web e poi il carattere di flessibilità ed elasticità dello schema contrattuale, che consente un facile adattamento alle nuove esigenze di un mercato sempre in evoluzione, in considerazione anche dei continui progressi tecnologici. Del resto, proprio per questo motivo, la licenza ha carattere sperimentale e la SIAE è ben consapevole dellimpossibilità di cristallizzare, in un arido schema contrattuale, una realtà così mutevole come quella connessa ad Internet. [STUDIOCELENTANO.IT]

Autore: ITespresso
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