L’Egitto oscura tutta la Rete e gli Sms

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L’Egitto blocca all’accesso a Internet e alla telefonia mobile. Dopo i casi di Cina, Iran e Birmania, emerge un nuovo modello di iper-censura

Non è stato sufficiente chiudere Facebook, Twitter e i social network. Per tentare di fermare le violente proteste al Cairo contro il trentennale governo di Mubarak, l’Egitto oscura tutta la Rete e blocca gli Sms.

La censura online allarga il suo raggio d’azione. Hosni Mubarak, dopo 30 anni di regime, teme un contagio da parte dei movimenti 2.0 per la democrazia. A novembre anche l’Arabia Saudita ha oscurato Facebook. Nel giugno 2009 l’Iran chiuse Twitter e Facebook con simili accuse, anche perché i social network veicolavano le immagini e le parole d’ordine della protesta. Ma l’oscuramento di tutta Internet è un giro di vite che lascia basiti.

Il governo tunisino di Ben Ali, caduto a causa delle rivolte organizzate anche grazie ai social network, aveva tentato di mettere le mani sugli identificativi degli utenti di Facebook, violando gli account del social network. Lo ha denunciato Joe Sullivan, lo Chief Security Officer di Facebook, il social network con 650 milioni di utenti nel mondo. Mentre la protesta contro il regime di Ben Ali (ora caduto) prendeva piede nelle piazze di Tunisi, centinaia di migliaia di utenti hanno imparato a sfruttare Facebook, Twitter e gli altri social network per coordinare i cortei, condividere foto e video delle manifestazioni, e denunciare le violenze della dura repressione da parte delle forze dell’ordine.

Ricordiamo che Google misura la febbre della censura nel mondo. Un fenomeno, quello della censura, globale, che riguarda sistematicamente ben due dozzine di paesi al mondo. Spiccano i casi di Iran, Cina e Birmania. Ma ora l‘Egitto con il blocco all’accesso alla Rete, si erge a nuovo modello di iper-censore.

Da anni Reporters Sans Frontières (Rsf) ha rilasciato la Guida pratica del blogger e del cyber-dissidente , che insegna i trucchi per aggiornare i blog senza finire nelle maglie della censura dei cyber-tirann. Come è noto le dittature hanno a disposizione tante tecnologie per esercitare la propria repressione.

Google e la geografia della censura online
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