L’Enciclopedia Britannica imita Wikipedia

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Dopo anni di guerra contro l’enciclopedia open source, in nome dell’autorevolezza, anche la blasonata enciclopedia si apre al Web 2.0. Per apparire nel top ranking su Google

L’Enciclopedia Britannica aprirà le porte al Web 2.0, quello che ha fatto la fortuna della rivale, più popolare ma meno blasonata, Wikipedia.

Scrive The Inquirer : la storica “Encyclopaedia Britannica” mira a “a strappare lettori alla stessa Wikipedia, permetterà di includere nella prestigiosa enciclopedia anche contenuti generati dagli stessi utenti in perfetto stile Web 2.0″. Alla Britannica “ sembra concepibile che i motori di ricerca come Google, mettano come primi risultati le voci di Wikipedia, che non sempere sono accurate, mentre la Britannica sia relegata in fondo, quando i suoi contenuti sono molto più affidabili.”

Già tempo fa l ‘Enciclopedia Britannica aveva aperto i suoi contenuti ai blogger: l’abbonamento online al costo di 70 dollari all’anno, ma Britannica Webshare consente l’iscrizione, l’invio dell’Url del proprio sito, la consultazione e il link dai blog delle voci all’interno dei post. Con le sue 21 milioni di pagine visitate, la Britannica deve vedersela contro i 3,8 miliardi di pagine viste al mese di Wikipedia.

Ma la Britannica ha sempre vantato la propria maggiore accuratezza rispetto a Wikipedia, anche se tanti ( Nature in testa) avevano scritto che Wikipedia era precisa e puntuale quanto la Britannica.

C’è chi studia ancora l’affidabilità e autorevolezza di Wikipedia: un docente ha preparato un tool( http://trust.cse.ucsc.edu/ ) che colora il testo delle pagine tenendo conto dell’affidabilità degli utenti, calcolando l’autorevolezza in base a quanto tempo i contributi non vengono modificati.

Autore: ITespresso
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