Lenovo alla prova dei server

Aziende

Mauro Catalano, country manager e Ad di Lenovo Italy, conferma l’accordo per produrre server su licenza Ibm. Sempre più vicino l’approccio al mercato consumer

Lenovo produrrà server su licenza Ibm. E’ quanto ha affermato Mauro Catalano, country manager e amministratore delegato di Lenovo Italy, durante il primo incontro ufficiale con la stampa. Ancora non si hanno dettagli sui tempi di produzione: quel che è certo è la firma dell’accordo.

“Stiamo studiando il mercato e abbiamo deciso di affrontare il settore dedicato ai server, sconosciuto a Lenovo fino a questo momento, firmando un accordo di produzione su licenza Ibm. Non sappiamo ancora con certezza quando ciò avverrà – spiega Catalanoma il primo passo è stato fatto”. Catalano ha confermato quando aveva anticipato a Vnunet ai tempi dello scorso Smau.

L’amministratore delegato aveva dichiarato che “In Europa Occidentale, Lenovo potrà diventare un’azienda multiprodotto e multicanale, toccando, il prossimo anno, anche il mercato dei server”. E così sarà. Catalano ha confermato l’impegno dichiarato lo scorso ottobre e ha affermato che Lenovo ha “investito in ricerca e sviluppo mirata anche alla produzione di prodotti eco compatibili: le confezioni ingombrano poco, i prodotti sono a basso consumo energetico”. Come il notebook Thinkpad X300. “Lenovo –precisa una nota della società – ha progettato il notebook includendo tecnologie a basso impatto ambientale, vetro Lcd senza arsenico e schermo Led senza mercurio, oltre agli imballaggi riciclabili”.

Il produttore, forte dell’acquisizione della divisione personal computer Ibm, non ha mai nascosto di voler pensare al mercato consumer. Lenovonon ha ancora toccato il mercato consumer in Italia, mentre è già sbarcata negli Stati Uniti con una nuova linea di prodotti desktop e notebook dedicati. Nell’area Emea, Lenovo è sbarcata sui mercati francese e sud africano nel segmento consumer ma vuole affrontare anche altre nazioni, tra cui l’Italia”. Catalano conferma che Lenovo è channel oriented. “Vogliamo abbassare le vendite dirette e aumentare quelle indirette per arrivare ad avere più del 90% delle vendite via canale, agendo attraverso il recruitment. Per questo ci siamo presi Claudio Casini (ex Ingram micro, ndr) che si occuperà proprio di selezionare i partner”.

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