Lenovo svela il primo smartphone con Google Tango, è PHAB2 Pro

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Lenovo Phab 2 e Phab 2 Pro
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Lenovo presenta Phab2 Pro il primo smartphone dedicato all’Augmented Reality (AR), in grado di sfruttare la tecnologia Tango di Google. Nella strategia del vendor grande attenzione all’evoluzione Iot, AR e VR, ma con l’obiettivo finale, a partire dai device, di offrire un ciclo esperienziale completo ai clienti

In occasione di Lenovo Tech World 2016, a San Francisco, il vendor cinese ha presentato i primi smartphone con la tecnologia Tango di Google: la famiglia si chiama Phab2 e il primo modello che sfrutta Tango si chiama Phab2 Pro. Se definirlo un semplice smartphone può sembrare riduttivo, di questo si tratta, pur con a bordo il set di sensori e software di Google in grado di rilevare la realtà circostante, mapparla e riproporne una versione aumentata con diversi strumenti e una serie di applicazioni dedicate appunto all’Augmented Reality (AR).

Le prime demo sono sembrate alquanto elementari: il gioco del domino, una simulazione con i dinosauri per cui si possono mettere in un’aula scolastica veri dinosauri virtuali in scala con i dati AR che appaiono mentre loro si muovono intorno all’animale preistorico, e un semplice rilievo di un locale, opportunamente misurato e arricchito poi di altri elementi. In ogni caso le app sono servite a capire il potenziale futuro offerto da queste soluzioni.

Tango lavora sulla base di tre tecnologie che permettono l’interazione arricchita con la realtà: il rilevamento dei movimenti, la percezione della profondità e l’analisi dell’area circostante. Attraverso il rilevamento dei movimenti, la fotocamera e i sensori di Phab2 Pro vengono rilevati l’ambiente in 3D, mentre l’analisi dell’area circostante comunica allo smartphone la posizione e attraverso la percezione della profondità viene analizzato l’ambiente individuando le superfici e gli ostacoli. Spiegano i tecnici di Google: lo smartphone visualizza e percepisce gli oggetti vicini e l’ambiente attraverso sensori che effettuano 250.000 calcoli al secondo.

 

Lenovo svela il primo Google Tango: Phab 2 e 2 Pro da 6,4 pollici
Phab2 Pro con display da6 ,4 pollici – Fotocamera posteriore con sensore da 16 MP e anteriore con sensore da 8 MP

Dal punto di vista delle informazioni specifiche dello smartphone Phab2 Pro vanta uno schermo molto ampio da 6.4 pollici. Il display è un quad HD e lo smartphone è equipaggiato con processore Qualcomm Snapdragon 652. Arriva per la prima volta un comparto audio ben nutrito da un sistema Dolby 5.1. Phab2 Pro dispone di una fotocamera frontale da ben da 16 Megapixel (quella posteriore con sensore da 8 MP), 4GB di RAM, scanner per le impronte digitali, una generosa batteria da 4,000mAh. Tutte caratteristiche da Android evoluto.

Lenovo svela il primo Google Tango: Phab 2 e 2 Pro da 6,4 pollici
Lenovo svela il primo Google Tango: Phab2 e 2 Pro da 6,4 pollici

Il punto di forza di Phab2 Pro è ovviamente la tecnologia Tango che aggiunge un obiettivo grandangolare alla fotocamera e speciali unità depth-sensing al mirino da 16 Megapixel. Il dispositivo di Lenovo arriva all’inizio dell’autunno, a settembre con alcune apps – oggetto anche della demo, incluso un gioco sparatutto virtuale in stile reality; un’applicazione educational, realizzata  in partnership con l’American Museum of Natural History; e una app domino in stile Rube Goldberg con pezzi virtuali.

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Lenovo Phab2 Pro

Lenovo promette, a venire, 25 apps che spaziano dai giochi ad altre situazioni basate su diverse localizzazioni, alle utility, disponibili in un app store speciale, in arrivo in estate: sono previste 100 apps per fine anno. Lenovo Phab2 Pro dovrebbe costare 499 dollari.

La strategia di Lenovo

Gli annunci, che oltre a Phab2 Pro comprendono anche la famiglia Moto Z e altri modelli Phab2, sono stati anticipati da una fotografia di scenario interessante, offerta da Yuanqing Yang, il Ceo di Lenovo. L’azienda cinese ha una vision, necessaria considerati gli andamenti del mercato in generale, e del mercato in cui agisce Lenovo in particolare, di respiro più ampio, con un orizzonte immediato da qui a due anni che prevede sì la proposta di device all’avanguardia – il claim è l’innovazione non si ferma mai – ma che mostra Lenovo consapevole nell’individuare nell’era Iot, dei device interconnessi, la sfida prossima, ancora più vicina dell’assaggio odierno su Augmented Reality con Tango, ancora più concreta di oggetti strabilianti come gli schermi flessibili per potere portare uno smartphone al polso come fosse un bracciale (mostrato a Tech World), o digitare su tastiere non più fisiche (cui forse ci siamo anche già un po’ abituati).

Yuanging Yang - CEO di Lenovo
Yuanqing Yang – CEO di Lenovo

Lenovo pensa ai device, che servono a produrre contenuti, registrare esperienze, fruire dati, e tutto questo avviene in cloud; le cloud hanno bisogno di infrastrutture che Lenovo può offrire attraverso i suoi investimenti di 87 miliardi proprio secondo la strategia Data Center Innovation.

I device a loro volta rappresentano la porta per erogare servizi, e quindi cinque sono i passaggi chiave nell’esperienza possibile per le persone, attraverso i device, in cloud, sfruttando le potenzialità della rete.
1. Le persone sono legate ai propri device con cui comunicano
2. I device devono rimanere collegati tra di loro
3. I dispositivi devono disporre di connessione permanente al network
4. I dati personali delle persone vengono raccolti in tempo reale sui device
5. App e servizi raccolgono e veicolano le informazioni da e per i device per soddisfare i bisogni degli utenti.

Lo sforzo di Lenovo è arrivare a un’offerta non solo di oggetti fisici, ma di un sistema in grado di chiudere il ciclo dell’esperienza per l’utente. In fondo lo sforzo su Augmented Reality, con il primato del primo dispositivo Tango odierno, offerto a un prezzo ancora decisamente mainstream è proprio quello di offrire la possibilità non solo di guardare, ma anche di vedere, e riconoscere, non solo di ascoltare ma di capire.

Resta da vedere se la via dell’innovazione suggerita oggi sia davvero quella di cui il pubblico ha bisogno ora. Se il passo, interessante, sia subito supportato da un valido ecosistema applicativo. Senza le app, anche Tango ha vita breve proposto su uno smartphone.
A Google, Tango serve a riproporre parte del patrimonio già sviluppato con i Google Glass, ma con un device che è già fondamentalmente alla portata di tutti, mentre gli occhiali non lo erano. In ambito professionale potrebbero esserci soluzioni molto interessanti, ma lanciamo subito il sasso senza nascondere la mano. Con device dal display così grande, che hanno bisogno di essere usati con entrambe le mani… Possiamo interagire nella realtà vera, sfruttando le possibilità offerte da quella aumentata o possiamo solo osservarla e capire come modificarla per migliorarla? Vedremo.