L’Equo compenso s’impenna a tripla cifra

AccessoriMarketingMobilityWorkspace
Equo compenso, Apple aumenta il prezzo di iPhone
2 1 1 commento

L’Equo compenso, che pesa su tutti i dispositivi IT come smartphone, tablet, chiavette, hard disk e decoder, potrebbe aumentare del 500%

Confindustria Cultura Italia nega che si tratti di una tassa sui telefonini, ma ribadisce che “l’adeguamento dei compensi per le riproduzioni personali a scopo privato di opere digitali è un atto dovuto dalla legge ed è finalizzato a sostenere la cultura di questo Paese e i lavoratori del settore. Come succede ovunque in Europa”. Il ministro Bray promette : “Nessuna tassa, difendiamo la qualità“. Però l’Equo compenso, che pesa su tutti i dispositivi IT come smartphone, tablet, chiavette, hard disk e decoder, potrebbe aumentare del 500%. La “tassa” della Siae (e che la Siae nega che sia una tassa), introdotta tra il 2009 e il 2010, per compensare i danni prodotti dalla pirateria digitale, potrebbe compiere un balzo a tripla cifra. L’adeguamento dell’equo compenso, attraverso l’aggiornamento del Decreto del 30 dicembre 2009, servirebbe a coprire le spese Siae previste per il 2014, che si sono impennate dai 100 milioni dell’anno scorso a 175 milioni di euro attuali. Ma è polemica mentre il governo studia l’approvazione di nuove tariffe per i diritti di copia privata, in concomitanza col rinnovo del decreto sull’equo compenso.

L’aumento dell’Equo compenso per copia privata porterebbe nelle casse della Siae una cifra compresa tra i 175 milioni di euro (stima Siae) e i 200 milioni di euro di euro (stima di Confindustria Digitale) rispetto ai 72 milioni di euro del 2012. Un incremento del 500% mentre il mercato IT soffre da trimestri.

Non è in discussione l’innovazione tecnologica a cui l’industria dà linfa e sostegno, mettendo a disposizione le proprie opere a beneficio dei consumatori e del mercato. Qui si tratta di allineare i compensi al mutato contesto degli utilizzi e dell’evoluzione dei dispositivi di comunicazione elettronica, in linea con i principali modelli Europei che sono di dimensioni ben maggiori” si difende Confindustria Cultura Italia, l’unica insieme a Siae a difendere l’Equo compenso.

Confindustria Digitale aveva invece chiesto uno stop al governo, invitandolo a ”sospendere tale aumento, convocare il tavolo tecnico con tutte le parti interessate per condurre uno studio indipendente sull’evoluzione tecnologica e il comportamento dei consumatori, recepire le raccomandazioni del Rapporto Ue dell’ex commissario Vitorino sulla copia privata, in modo da emanare, in tempi rapidi, un decreto che definisca un compenso effettivamente equo’‘. Intanto il ministro Bray ha chiesto al Comitato consultivo permanente per il diritto d’autore di aprire un’istruttoria per la revisione del controverso Decreto varato dal Ministro Bondi nel 2009. Il Comitato ha dato mandato alla Siae, beneficiaria del gettitodell’equo compenso, di redigere una relazione tecnica per attestare ”lo stato dei mercati e attuare una rilevazione delle tariffe medie europee”.

L'Equo Compenso potrebbe aumentare del 500%
L’Equo Compenso potrebbe aumentare del 500%
Autore: ITespresso
Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore