Lera della Formula 1 virtuale aperta dalla vittoria di Coulthard a Monte Carlo

Management

La telemetria bidirezionale ha trasformato la McLaren dello scozzese in un terminale di rete Intranet. Lautomotive terreno di coltura ideale per la ricerca Ict. La ricaduta sulla produzione di serie

Torniamo sulla clamorosa (pi dal punto di vista tecnico dellIct che da quello sportivo del campionato) vittoria della McLaren-Mercedes di David Coulthard al Gran Premio di Monaco di Formula 1 di domenica. Si tratta di un fatto sensazionale, in quanto – per la prima volta nella storia delle corse automobilistiche – i tecnici di un team sono intervenuti dal box per correggere il malfunzionamento di un organo della propria vettura da competizione, senza richiamare il pilota dalla pista. Un fatto epocale, che sigla in modo inequivocabile due cose. Innanzi tutto lalto tasso di interscambio tecnico tra il mondo dellIct e quello dellautomobilismo sportivo, un terreno ideale per la ricerca avanzata e per la sperimentazione di soluzioni tecnologiche innovative. C poi lapertura di una nuova era tecnico-sportiva, in cui luomo sar (purtroppo) sempre meno un pilota di rango e – al contrario – sempre di pi un gestore attento e competente di sistemi elettronici. Oggi una moderna monoposto di Formula 1 (ma anche una Sport-Prototipo da endurance o una berlinetta da rally) – per i computer del team che la gestisce in corsa – una specie di terminale avanzato di una rete Intranet. Volendo banalizzare, la McLaren di Coulthard, la Ferrari di Schumacher e la Williams di Montoya sono come delle superstampanti particolarmente evolute, condivise in un ambiente di lavoro ipertecnologico. I tecnici di Woking, di Maranello e di Grove possono infatti intervenire a distanza su determinate funzioni, dando comandi e input a seconda delle esigenze, soprattutto se queste vengono modificate – rispetto ai parametri iniziali programmati – da fattori imprevisti. Che il mondo dellautomobile – sia quello della progettazione/produzione di serie sia quello della ricerca avanzata applicata alle competizioni – stia diventando sempre pi virtuale, non novit. Non per niente si parla di automobili bioniche e di vetture da corsa cibernetiche. Ormai il trend avviato e difficilmente si ritorner indietro. Magari potr accadere – forse tra un po di tempo – quello che gi succede nel mondo dellalimentazione, dove si sta assistendo a un ritorno sempre pi consistente a metodi di lavorazione artigianale, applicati a piccole produzioni di nicchia, in antitesi (per non dire in rivolta) a quelle industrializzate e massificate per la Grande distribuzione organizzata. Ma per il momento lautomobile lanciatissima sulla strada dellhi-tech e dellIct. Anni fa, Urania (una bellissima collana di fantascienza che riproponeva in Italia i racconti e i romanzi pi interessanti della fiction americana) pubblic un racconto breve, intitolato Lultima Ferrari. Era la storia di una monoposto di Maranello che correva – unica a essere guidata da un pilota vero – un Gran Premio in cui tutte le altre vetture erano affidate a robot telecomandati. Non ricordiamo chi vincesse la gara e come finisse il racconto (i libri non sono come i computer non si prestano mai), ma ci auguriamo che non sia questo il futuro della Formula 1, anche se siamo consapevoli dei grandi vantaggi che la telemetria bidirezionale potr portare alla produzione di serie, soprattutto in termini di sicurezza attiva e passiva.

Autore: ITespresso
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