L’eredità

Management

Chi vuol esser milionario?

Da qualche anno a questa parte i ‘superquizzoni’ televisivi in stile Mike Bongiorno hanno ceduto il passo a una nuova formula, che gioca tutto, dall’inizio alla fine, su tempi allungati ed esasperazione della suspence. Il concetto di fondo, in ogni caso, non è molto diverso: alla fine si tratta pur sempre di far sfoggio di cultura generale per incassare ricchi premi in denaro sonante. L’Eredità, condotta dal prode Amadeus, è fra le ultime novità nel genere e pone di fronte sette sfidanti, che hanno la possibilità di eliminarsi a vicenda finchè non ‘ne rimarrà soltanto uno’. Ogni fase di gioco vede i partecipanti rispondere a turno alle domande poste secondo varie formule (vero/falso, più risposte fra cui scegliere e via dicendo ); se si commettono due errori, ci si trova a rischio di eliminazione e si deve scegliere un avversario da sfidare per tentare di salvarsi. Allo sfidato viene permesso di scegliere una fra tre possibili ‘sfere’, ciascuna contenente una domanda a risposta multipla. Se questi azzecca la risposta si salva e ottiene in eredità il montepremi dello sfidante (che esce dal gioco), se sbaglia viene eliminato e cede il suo bottino allo sfidante. Dopo ogni eliminazione si passa alla manche successiva, con il conteggio degli errori azzerato e così via fino ad arrivare a quella conclusiva, dove i due ‘sopravvissuti’ si giocano l’intero montepremi. Quest’ultima fase è costituita da una serie di domande a difficoltà crescente, delle quali solo la prima metà offre la possibilità di sbagliare e correggere una volta la propria risposta. Chi azzecca più risposte esatte, ovviamente, intasca il malloppo. Il videogioco realizzato da Milestone riproduce per filo e per segno ogni elemento distintivo dello show, ricreadone l’impostazione grafica, l’atmosfera ‘kitsch’ e il frizzante accompagnamento vocale del presentatore (che però non si vede mai in faccia). Come nella realtà, i partecipanti sono sette, e questo significa che se non avete altre sei persone con cui giocare il fascino della situazione si polverizza all’istante. Se L’Eredità sa infatti essere molto divertente giocato in gruppo, diventa noioso, lento e frustrante nel caso si debba sfidare l’Intelligenza Artificiale. E poi farsi eliminare dal computer, diciamocelo, è davvero umiliante! Se si è pronti a sorvolare su questo problema e su qualche incertezza tecnica (filmati, comunque eliminabili, che scattano su PC meno prestanti e sistema di controllo solo tramite tastiera) si ottiene in cambio un prodotto curato, non eccelso, ma in grado di divertire parecchio, anche se limitato nel tempo dalla sua stessa natura. Dopo molte partite, le domande poste da Amadeus cominceranno a ripetersi un po’ troppo spesso e la sfida diventerà certo molto meno divertente.

Autore: ITespresso
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