L’eredità (concreta) della Nuvola Rosa

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Monica Rancati, direttore HR Western Europe di Microsoft
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Monica Rancati, direttore risorse umane di Microsoft Western Europe, non fa mistero di quanto sia affascinante ma nello steso tempo complicato lavorare sulla tema della Diversity. In Italia degli 800 dipendenti Microsoft, il 29% è donna e il 43% mamma. Lavorare sui talenti è il primo obiettivo, oltre a spingere la formazione tecnico-scientifica tra le ragazze. Non solo in Microsoft

Incontrata a Roma, in occasione dell’evento La Nuvola Rosa, Monica Rancati, direttore risorse umane di Microsoft Western Europe, non fa mistero di quanto sia affascinante ma nello steso tempo complicato lavorare sulla tema della Diversity e sull’integrazione delle donne in azienda, lei che ha un trascorso recente in Microsoft (da un anno e mezzo) ma che conosce bene anche altre realtà dell’IT (arrivando da Emc Italia).

Monica Rancati, direttore HR Western Europe di Microsoft
Monica Rancati, direttore HR Western Europe di Microsoft

Una realtà, quella Microsoft, che conta 110 sussidiare, 99.000 dipendenti a livello mondiale, presenza in 191 paesi con una rete di 640.000 partner e che annovera approssimativamente 23.800 donne al suo interno, pari al 24% dell’intera forza lavoro.  “In Italia si parla di 800 dipendenti, di cui il 29% è donna e il 43% mamma – precisa.  – Anche a livello europeo abbiamo raggiunto il 30% della presenza femminile, un ottimo risultato, perché non è un percorso che si fa dalla sera alla mattina, soprattutto in un’azienda che ha costruito la propria storia sullo sviluppo software e sui relativi progetti”.
Tra la tecnologia e le donne sembra sempre esserci da sempre una distanza, come dimostrano i dati della ricerca “Valore D” di McKinsey&Company, che mette in evidenza le trappole nascoste nel percorso delle ragazze verso il mondo del lavoro: non solo la formazione delle ragazze è disallineata rispetto alle opportunità di lavoro, ma esiste anche un gap evidente tra maschi e femmine nella discipline tecnico-scientifiche. “Per cambiare  l’Italia – dichiara Carlo Purassanta, amministratore delegato di Microsoft –  occorre accelerare sulla valorizzazione dei talenti, in particolare quelli femminili, e contemporaneamente fare leva sul digitale. Promuovere la formazione tecnico-scientifica è aiutare concretamente i giovani a entrare nel mondo del lavoro, costruendo il loro futuro professionale, valorizzando le menti più brillanti e la crescita del nostro Paese”.

Sul tema dei talenti e sulla diversità di genere Microsoft  sta lavorando internamente, soprattutto puntando sulla consapevolezza della neutralità di genere sin dall’ingresso in azienda e su un processo molto strutturato interno che va a “targhettizzare” la popolazione femminile, dando tempi adeguati per accettare processi e nuove proposte di lavoro. “Mediamente una donna è più difficile da convincere di un uomo su un nuovo progetto – spiega Rancati –  perché analizza nel momento della scelta molte più variabili legate anche alla sfera personale. In Microsoft ricerchiamo profili partendo sempre da una popolazione mista di candidati: il 50% dei selezionati deve essere donna, e cerchiamo di garantire la proporzione anche nella short list finale. Se i tempi di maturazione di una decisione sono mediamente più lunghi per una donna, la determinazione, l’energia e il coinvolgimento sono assolutamente paragonabili a quelli dei candidati uomini”.

Ma il problema più grosso rimane legato al tasso di disoccupazione giovanile. Il nostro Paese detiene il record assoluto, tra le nazioni occidentali e in Europa, in termini di tasso di inattività dei giovani: dei circa 6,5 milioni di giovani tra maschi e femmine, con età compresa tra i 20 e i 29 anni presenti in Italia, il 41% è inattivo cioè non lavora e non cerca un lavoro dando vita ai cosiddetti NEET (not in employment, education or training).  “In questi anni, grazie al programma Youthspark siamo riusciti a formare 25.000 giovani  e complessivamente abbiamo raggiunto 500.000 giovani con diverse nostra attività, che coprono sia gli studenti delle superiori, sia le ragazze come nel caso della Nuvola Rosa, sia i giovani che vogliono aprire una start up” precisa Rancati.
Guardando all’universo femminile, La Nuvola Rosa è solo una delle attività al femminile, alla quale si  affiancano iniziative di orientamento al lavoro (EmployHer e Empowerment @l femminile), di confronto e scambi di idee (InspirHer), di formazione con seminari dedicati alla tecnologia (TecHer).

Tiziana Catarci, prorettore La Sapienza di Roma
Tiziana Catarci, prorettore La Sapienza di Roma

Anche a livello europeo lo sprono è notevole. Neelie Kroes, vicepresidente commissione europea, ha lanciato ICTLadies per incoraggiare le ragazze a intraprendere una carriera nel settore delle tecnologie dell’informazione “perché la tecnologia è troppo importante per essere lasciata solo agli uomini”. Inoltre, le laureate  in ICT  in Italia sono in calo negli ultimi anni rispetto alla media europea, come ricorda Tiziana Catarci, prorettore per le Infrastrutture e le Tecnologie dell’Università La Sapienza: “Per far fronte a questo abbandono, bisogna cambiare il modo di insegnare le materie tecnico scientifiche, in particolare l’informatica, mostrando che il cuore del problema non è la tecnologia ma il problem solving, attività nella quale le donne eccellono”. Sfatando chi sostiene che l’IT sia NERD (cioè Non è roba per donne…).

Tra le iniziative che hanno avuto più successo in occasione della tre giorni romana, il seminario dedicato al Cloud e ai Big Data,  come racconta Roberta Cocco,  direttore responsabilità sociale di Microsoft Italia, che sottolinea la forte partecipazione e la capacità di mettersi in gioco delle 700 ragazze presenti anche su tematiche nuove. “La voglia di sfidarsi e di crearsi un profilo adatto anche alle richieste più tecnologiche sposta l’attenzione su tematiche fino ad oggi inesplorate per le studentesse, come quella del cloud. Il fatto di avere più di un centinaio di relatori, quattro agenzie governative a supporto, 16 partner dimostra il lavoro collettivo fatto in questa occasione  per sanare una carenza formativa molto forte che impatta non solo sulle donne ma anche sul mondo del lavoro”.

Potrebbe sembrare eccessivo, ma Rancati riassume le regole da seguire che possono essere utili in un percorso di formazione e di inserimento nel mondo del lavoro per le ragazze. “Alle giovani donne dico: siate voi stesse e apprezzatevi, fate attenzione ai segnali che date, riconoscete i vostri talenti e accorgetevi che le opportunità sono ovunque… perché spesso non si conosce quello che non si conosce. Sembra una battuta contorta ma non lo è.

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