Lettera aperta al ministro Maroni per legalizzare il P2p

CyberwarMarketingSicurezza
Pirate Bay si rivolge aklla Corte di Giustizia UE

Accademici, giornalisti e parlamentari ringraziano il ministro dell’Interno Roberto Maroni per aver detto ciò che pensa sul file sharing

Hanno scritto una lettera aperta al ministro dell’Interno Roberto Maroni per ringraziarlo di aver parlato senza ipocrisie e in tutta sincerità del fenomeno del Peer to peer (P2p), finora additato come la piaga del crollo del mercato Cd. I firmatari della lettera aperta, pubblicata su Agorà Digitale, chiedono al ministro di fare un passo in più (e che passo): legalizzare il file sharing per usi non commerciali e senza fini di lucro.

Mentre la Francia ha varato la Legge Hadopi (dei tre schiaffi) e la Gran Bretagna la Legge Mandelson per staccare “la spina” ai pirati, in Italia può anche accadere che il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, protegga i “pirati” musicali: contrario da sempre (e con coerenza) alla criminalizzazione della pirateria musicale via Peer to peer (P2p), si è già opposto alla cosiddetta Dottrina Sarkozy dei “tre schiaffi” (tre avvertimenti prima della disconnessione); adesso ha detto non considera il file sharing un reato. Lo scambio di file in Rete non va confuso con la vera pirateria digitale.

Fimi ha risposto: ” ‘Per sconfiggere il sistema mafia occorre una cultura della legalità che parta da voi: chi consuma droga, per esempio, alimenta il traffico di stupefacenti che è una delle principali attrività della mafia. Tutti noi siamo coinvolti in questa lotta e tutti possiamo contribuire accettando e divulgando la cultura della legalità che passa anche dall’andare in giro in moto con il casco o entro i limiti di velocità consentiti. A voi non viene chiesto di dire no alla mafia, ma di dire sì alla legalità’. Lo dice il Ministro agli studenti…ma per la musica evidentemente non vale”.

Autore: ITespresso
Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore