Lettera Aperta delle Associazioni all’AgCom: Giù le mani dalla libertà d’espressione in Rete

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Relazione AgCom: Non decolla la banda ultra larga

I firmatari della lettera aperta temono una delibera AgCom contro la pirateria. Le associazioni chiedono al Presidente Cardani di rispettare il ruolo del Parlamento e di procedere con un’audizione pubblica

Nei giorni scorsi l’industri dei contenuti, paladina del copyright, era tornata all’attacco, chiedendo una delibera all’AgCom per impedire l’accesso ai siti che agevolano la pirateria, in quanto “la proliferazione di piattaforme illegali sembra una battaglia persa in partenza non tanto perché le piattaforme illegali costituiscono una galassia irraggiungibile, quanto la diffusione avverrebbe nell’indifferenza generale delle istituzioni” come denunciava Confindustria Cultura Italia solo pochi mesi fa: “pare infatti che appena dieci di queste piattaforme soddisfino il 90 percento della domanda in termini di traffico pirata e conseguente contraffazione” aveva tuonato il presidente Polillo contro il saccheggio e la mancata lotta alle piattaforme off-shore della pirateria sui contenuti digitali.

Il presidente Agcom Marcello Cardani ha preso la palla al balzo, anticipando “una delibera per aggiornare le norme sul copyright ai tempi di internet, prima o poco dopo la pausa estiva“, e cioè tra maggio a settembre.

Ma a chiedere all’AgCom di rinunciare alla delibera, dopo la retromarcia del precedente presidente Corrado Calabrò, in seguito alle proteste, sono numerose associazioni: Altroconsumo, Assoprovider (associazione provider indipendenti), Assonet (Associazione Nazionale Imprese nel Settore delle Telecomunicazioni e dell’informatica), Aiip (Associazione Italiana Internet Provider), Associazione Articolo21, Free Hardware Foundation Italia, IWA Italy – International Webmasters Association, Linux Club Italia, Stati Generali dell’Innovazione, Rete dell’innovazione, Associazione Piccole Imprese e Consulenti per l’Informatica. “L’Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni si appresta ad adottare un regolamento con cui sanzionare le violazioni del diritto d’autore online, nonostante sia emersa con chiarezza, nei mesi scorsi, la fragilità dell’impianto normativo su cui l’Autorità voleva basare il proprio intervento che sfocia in un potenziale vulnus costituzionale” scrivono le associazioni del settore in una lettera Aperta all’AgCom.

Le Associazioni contestano che a deliberare sia l’Autorità invece del Parlamento e che l’AgCom non abbia svolto uno studio indipendente sul fenomeno: “L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, sebbene più volte sollecitata in tal senso anche da Associazioni sottoscrittrici della presente lettera, non ha tuttavia ancora effettuato alcuno Studio indipendente sui cd danni da pirateria digitale nel nostro Paese, come invece effettuato di recente dalla Commissione Europea attraverso il Joint Research Centre“, aggiungendo: “Oltre alla carenza di legittimazione in capo all’Autorità e ai rischi da più parti ampiamente documentati circa gli effetti deleteri sulla libertà d’espressione in Rete e sugli utenti, l’emanando Regolamento appare pertanto inficiato dalla assoluta carenza di una preventiva analisi di impatto in termini di costi e benefici, cosa che una Autorità indipendente come l’AGCOM non può e non deve permettersi“.

Dati Ipsos segnalano un livello di incidenza della pirateria in Italia del 37 percento per danni che si aggirano sui 500 milioni di euro e secondo Tera Consultants invece il comparto musicale perde 300 milioni di euro. Cifre che si trasformano in una perdita di posti di lavoro di 22mila unità all’anno solo in Italia. Ma questi sono dati di parte:secondo gli avversari di Tera, queste stime non tengono in conto alcuni fatti: secondo lo studio, chiamato Copy Culture Survey, condotto dall’American Assembly, chi usa il file sharing, in media, compra il 30 per cento di musica in più di coloro che non usufruiscono di alcun servizio di condivisione di file. Il che dimostra, se ce ne fosse ancora bisogno, che le etichette musicali (e i governi!) hanno ingaggiato una guerra contro il nemico sbagliato.

I firmatari della lettera aperta chiedono dunque al Presidente ed al Consiglio dell’ Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni: “a) se sia vero che il Presidente Cardani abbia recentemente incontrato sul tema i rappresentanti delle Associazioni dei titolari dei diritti d’autore e, in caso di risposta affermativa, chiedono che venga reso pubblico, in forma integrale, il verbale redatto; b) di rispettare il ruolo del Parlamento e di non procedere in assenza della determinazione del solo organo deputato ad assumere decisioni in una materia così delicata, il cui impatto sulla libera circolazione delle informazioni e dei contenuti è di tutta evidenza; c) di voler sentire in una Audizione pubblica, le sottoscritte Associazioni, nel termine di 15 giorni dal ricevimento della presente, al fine di raccogliere elementi utili alla valutazione dell’opportunità di procedere all’adozione del suddetto regolamento“.

Chi vuole firmare la petizione, è disponibile sul SitoNonRaggiungibile.info.

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Angelo Cardani, presidente di AgCom
Angelo Cardani, presidente di AgCom 

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