L’Europarlamento boccia ACTA

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L'Europarlamento boccia ACTA @ shutterstock

Quasi tre milioni di europei avevano fermato una petizione per chiederne la sospensione. L’Europarlamento, con ampia maggioranza, respinge il trattato Anti-Counterfeiting Trade Agreement (ACTA)

Sull’onda delle 2,8 milioni di firme raccolte da Avaaz, il Parlamento europeo ha respinto ACTA, con 478 voti contrari, 39 a favore e 165 astenuti. l’accordo anticontraffazione che aveva collezionato cinque no consecutivi, oltre a proteste in tutta Europa. Già in precedenza bocciato dalle quattro commissioni (Giuridica, Industria, Sviluppo e Libertà Civili), ACTA era stato oggetto anche di una petizione, sostenuta dall’associazione Avaaz che denunciava i “pericoli” insiti nell’Anti-Counterfeiting Trade Agreement (ACTA). Infatti ACTA rischiava di diventare grimaldello per mettere bavagli digitali al Web e comprimere i diritti digitali: “Acta potrebbe consentire alle corporazioni di censurare internet“. In gioco era la “compatibilità di Acta con i diritti fondamentali Ue, come la libertà di espressione, di informazione o di protezione”.

Riporta una nota: “Il Trattato anti contraffazione ACTA (Anti-Counterfeiting Trade Agreement) è stato respinto mercoledì dal Parlamento europeo e pertanto, per quanto riguarda l’Unione europea, non sarà legge. È stata la prima volta che il Parlamento ha esercitato le sue nuove competenze in materia di trattati commerciali internazionali. 478 deputati hanno votato contro ACTA, 39 a favore e 165 si sono astenuti“.

Prima del giudizio della Corte di giustizia europea sulla compatibilità del trattato col diritto comunitario, l’Europarlamento ha respinto ACTA. L’accordo ACTA, che è stato negoziato tra Ue, Stati Uniti, Australia, Canada, Giappone, Messico, Marocco, Nuova Zelanda, Singapore, Corea del Sud e Svizzera, vuole essere un enforcement del copyright e della proprietà intellettuale.

L’unica voce contraria è quella di Confindustria Digitale, che appoggiava ACTA senza se e senza ma: “Prendiamo atto della decisione del Parlamento Europeo di rigettare l’accordo ACTA senza attendere il parere della Corte di Giustizia UE, ma non possiamo non denunciare gli ennesimi paradossi a cui abbiamo assistito in questa vicenda” commenta il Presidente di Confindustria Cultura Italia Marco Polillo, alla luce del voto del Parlamento europeo su ACTA. E prosegue: “Le norme contenute nell’accordo bocciato sono già all’interno dell’ordinamento italiano e della maggior parte dei Paesi firmatari: ACTA aveva la sola funzione di armonizzare queste norme. Come troppo spesso accade quando si trattano i temi della proprietà intellettuale, le falsità diffuse da chi è interessato a continuare ad approfittare e trarre illeciti guadagni dal lavoro altrui ed amplificate artatamente in nome di un presunto “popolo del web” sono state fatte proprie dal decisore politico che continua a rincorrere istanze populistiche di cui non è in grado di comprendere l’origine, mostrando una persistente incapacità di capire le dinamiche della comunicazione in rete. Il tutto a scapito del lavoro intellettuale e dell’industria dei contenuti, un settore produttivo che dovrebbe fungere da spina dorsale per rilancio economico del vecchio continente e che invece rischia l’estinzione a causa di decisioni come questa”. Confindustria Cultura riunisce AESVI, ,AFI Agis, AIE, Anes, Anica, APT, Fem, FIMI, PMI Univideo.

Al Mobile World Congress (MWC 2012) di Barcellona, Eric Schmidt, chairman di Google, aveva tenuto uno storico discorso contro la censura online e a favore della libertà di espressione in Rete. Contrari ad ACTA erano tutti i Partiti Pirata europei. ACTA era stato redatto “in grande segreto”, e questo ne aveva minato la credibilità fin da subito. Anche il presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz, aveva espresso severi dubbi su ACTA. Amnesty International aveva chiesto alla UE di respingere il trattato che sarebbe potuto diventare un “vaso di Pandora” di potenziali violazioni di diritti umani.

L’intesa verteva sia sulla distribuzione digitale dei contenuti protetti dal copyright, sia sulle policy per prevenire la vendite di prodotti contraffatti come borse “finte” e prodotti di moda e design copiati.  Anche se l’intesa non imponeva nuovi diritti intelletuali ma di fatto serviva solo a potenziare  diritti già esistenti, né imponeva un monitoraggio costante del traffico Internet, da anni ACTA era finita nell’occhio del ciclone per la segretezza che ha circondato l’accordo. Una segretezza degna dell’anti terrorismo o dell’anti spionaggio industriale. Un oscuramento mediatico che aveva da tempo messo in allarme i cittadini digitali in quanto spia di una “mancanza di democrazia e trasparenza“ nel processo decisionale.

L'Europarlamento boccia ACTA
L'Europarlamento boccia ACTA
Autore: ITespresso
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