L’evoluzione dell’IoT si chiama smart machines. Reply parla di intelligenza artificiale

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Reply, durante il suo tradizionale appuntamento Xchange 2015 ha condiviso la conoscenza dei progetti e delle tecnologie più innovative sulle quali la società sta lavorando e lavorerà nei prossimi mesi. L’evento si è tenuto a Milano e il tema di base è la digital transformation

Intelligenza artificiale, Iot, tecnologia indossabile e per finire smart machine e industry 4.0. Sono tante parole che possono essere raggruppate in una sola: evoluzione.

Secondo Reply, durante il suo tradizionale appuntamento di condivisione e conoscenza dei progetti e delle tecnologie più innovative sulle quali la società sta lavorando e lavorerà nei prossimi mesi, Xchange 2015, tenutosi a Milano nei giorni scorsi, il tema di base è la digital transformation.

Tatiana Rizzante, CEO Reply
Tatiana Rizzante, CEO Reply

Ma il futuro sarà sempre più interconnesso? La robotica pian piano sostituirà davvero gli umani? A giudicare da un’immagine proiettata in sala, durante l’evento, l’idea è balenata in testa. Ma è ancora fantascientifico pensare che l’umanità possa essere sostituita dai robot, mentre è meno fantascientifico pensare che tra l’uomo e ‘la macchina’ non si crei una sorta di relazione, si spera, anche costruttiva.

Qualche tempo fa, Maurizio Cuzari, ad Sirmi, a proposito di Ict si poneva un quesito, ossia, se fosse mai stato possibile pensare a una sorta di digital disruptor anche nel mondo dell’Ict. In fondo, altri segmenti di mercato ci hanno provato e vinto la battaglia, come per esempio Amazon, Airbnb, Uber e quindi perché non pensare che anche nel mercato Ict ce la si possa fare?

Reply ha proprio cercato di trovare una risposta a questa domanda e ha portato a Milano diversi esempi del ‘già fatto’ così come ha parlato di start up e di come la società torinese possa essa stessa essere un incubatore, o meglio ne abbia dato i natali, per trovare nuova linfa e per trarre quelle ricchezze che necessitano a un’azienda come Reply per non restare indietro. E’ noto, come scritto da Itespresso.it, che Reply investe sulle startup e ha costituito un incubatore, Breed Reply, specializzato nel finanziamento e nello sviluppo di startup nell’ambito dell’Internet degli Oggetti (IoT).

Breed Reply è basata a Londra, con sedi in Italia e Germania, spiegava una nota della società e offre tre servizi: finanziamenti a livello “seed” e “early stage”; aiuti concreti con trasferimento di competenze imprenditoriali, manageriali e tecnologiche e, grazie all’ecosistema Reply, un coinvolgimento a medio lungo termine per far affermare le startup nei loro mercati di riferimento.smart machines@shutterstock

Breed Reply ha già avviato un progetto di crescita con Xmetrics, società che offre un servizio innovativo per nuotatori. L’investimento in Xmetrics si inserisce nella strategia di sviluppo di Reply nell’Internet degli Oggetti e, nel settore delle tecnologie indossabili, un ambito dove Reply è entrata a fine luglio 2014, rilevando il 20% del capitale delle società americana Sensoria.

La soluzione di Xmetrics, tramite sensori, componenti elettroniche e software, basati su dispositivi mobili, consente di gestire allenamenti di nuotatori professionisti e per chi ama  il nuoto, analizzando i principali parametri biometrici e le performance degli atleti in tempo reale. “La piattaforma aziendale cambia e anche noi ci muoviamo perché il mondo va veloce e noi dobbiamo cogliere la possibilità di portare soluzioni e prodotti che creino valore aggiunto per i nostri clienti. La piattaforma – spiega Tatiana Rizzante, ceo di Reply – diventa fondamentale come Crm e customer experience portando sempre più informazioni ai clienti. Ma l’altra piattaforma chiave è l’Iot, dato che avremo sempre più prodotti che dovranno essere interconnessi rapidamente e su questo filone, vorrei ricordare la soluzione proprietaria in partnership con Microsoft e Sap”.

Filippo Rizzante, CTO Reply
Filippo Rizzante, CTO Reply

Reply si è focalizzata sull’Iot, come fattore propulsivo verso una trasformazione in atto che vedrà nell’intelligenza artificiale la chiave di volta. Ma c’è già un futuro scritto dopo l’Iot? Sia per Tatiana sia per Filippo Rizzante, Cto di Reply, la risposta è si e questa si chiama smart machines: robot multifunzione, intelligenza aritificale a bordo, si iniziano a delineare nuove linee di produzione, attraverso però un percorso che non è semplice. Reply sta lavorando attraverso quattro iniziative: la smart factory, si tratta di dati, di augmented reality , con alcune tecnologie emergenti che stanno vedendo le prime applicazioni sui droni; nel futuro potremo anche parlare di still human, un quadro ancora strano che ci deve portare ad abituarci a lavorare con le macchine; infine i device Iot, device che hanno una propria intelligenza e tutto questo porta a pensare alle smart machines.

Nel corso degli anni, studiosi si sono accorti che mentre da un lato la potenza dei computer aumentava esponenzialmente e le macchine diventavano sempre più economiche, gli esseri umani hanno anche imparato a programmare meglio. Si pensi a Ibm e si pensi al supercomputer Watson. Qual’era l’idea alla base? Quella di realizzare una macchina che comprendesse abbastanza bene una lingua umana e fu così che in una celebre quiz di cultura generale, lo scontro tra uomo e macchina divenne un cult tanto che sia John Kelly e Steve Hamm, nel loro saggio Smart machines, sia Tyler Cowen in Average is over, ne parlarono. La macchina vinse e uno degli sconfitti commentò: “Partecipare ai quiz sarà il primo lavoro che Watson toglierà agli esseri umani”.

La differenza con il passato l’ha portata il cloud – spiega Filippo Rizzante – il cloud fornisce alle macchine un ‘cervello’ molto grande e scalabile”.

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