L’evoluzione di Facebook

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Facebook evolve in piattaforma per app di terze parti. Da Deals a Music, passando per un accordo con le note in streaming di Spotify

Facebook vuole evolvere da destinazione consumer che aggrega utenti e il loro tempo, in una piattaforma per altre applicazioni (di terze parti). Facebook esce dall’infanzia ed entra nella sua adolescenza. Il 22 settembre, in occasione della conferenza sviluppatori F8, Facebook potrebbe presentare delle novità. Partiamo da Facebook Deals: molti osservatori si erano precipitati a dare per certa la sospensione di Facebook Deals. Ma, secondo Techcrunch.com, Fecobook darà l’addio solo agli affari quotidiani (i Daily Deals) mantenendo i Check-In Deals. Sul fronte musicale, invece, Facebook starebbe per lanciare un servizio musicale. Alla developer conference, F8, Facebook potrebbe togliere i veli ad una modalità sponsorizzata per le aziende di distribuzione musicale, a partire da Spotify, per consentire allo streaming musicale di godere della popolarità di Facebook, il social network con 750 milioni di utenti. Il servizio, ancora senza nome, potrebbe chiamarsi Facebook Music o forse Spotify on Facebook pronto a rivaleggiare con iTunes Match, l’applicazione che Apple ha rilasciato in beta da giorni .

Non debutterà un Facebook Music: il social network non costruirà un suo servizio musicale da zero, bensì consoliderà il proprio ruolo di piattaforma digitale. Facebook potrebbe rifocalizzarsi in questo senso: invece di vendere impressions pubblicitarie, potrebbe vendere la rete di utenti ad altre aziende come fa con Zynga. Facebook non fa i suoi giochi, ma permette alle terze parti come Zynga di approfittare dei 750 milioni di utenti del social network. Se Zynga guadagna, lo fa anche Facebook, e viceversa. Con la musica, il social network di Mark Zuckerberg seguirà la stessa strada. Una strategia brillante che sta facendo la fortuna di Facebook.

Facebook avrebbe potuto sfidare LinkedIn nel settore business, ma Facebook non realizza un network professionale o servizi specializzati: lascia alle terze parti questo piacere. Facebook ha approvato l’app BranchOut, una ricerca professionale per “Main Street, e non Wall Street“. Anche la decisione di tagliare Facebook Deals (come si è visto, i Daily deals), rientra in questa strategia declinata al social commerce. Anche nel cinema Facebook sta siglando accordi con gli studio di Hollywood.

Del resto, Facebook sta uscendo dall’infanzia e sta crescendo. La sua metamorfosi coincide con un cambio di prospettiva, che prende le mosse dalla consapevolezza di essere abbastanza grande per assorbire le aziende che la sua stessa esistenza crea (vedi Twitter che acquissce i client nati dal suo successo). Quando Facebook inizierà ad acquisire servizi di destinazione per i loro utenti o per il cashflow che generano, e non solo per i tool, gli ingegneri o i talenti, farà il suo ingresso nella maturità.

Ma allora Facebook sarò una società quotata, che non potrà più fare solo affidamento sulle energie adolescenziali, ma dovrà mostrare trimestrali in crescita costante. Finché rimane teenager Facebook può siglare partnership come quella che probabilmente annuncerà il 22 settembre con Spotify.

Facebook e Spotify, accordo musicale in vista
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Autore: ITespresso
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