L’exit strategy di Blackberry sotto la lente delle società d’analisi

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L'exit strategy di Blackberry
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Le società d’analisi si interrogano sulle possibilità di riuscita del piano di Blackberry

I 4,7 miliardi di dollari (pari a 9 dollari per azione) offerti dalla finanziaria canadese Fairfax permetteranno a Blackberry di uscire dalla Borsa, entrare nel cono d’ombra delle aziende private e recuperare la lucidità necessaria per decidere che fare nel proprio futuro. Con questa mossa, Blackberry può comprare il tempo necessario per ripensarsi e capire che fare da grande: uscire dal mercato pubblico, ristrutturare, vendere alcune parti, forse rifocalizzarsi come piattaforma per l’enterprise, come spera First Asset Investment Management. Stare meno sotto i riflettori di Borsa significa guadagnare tempo per lavorare e rimboccarsi le maniche.

Anche se non è la soluzione definitiva, la mossa regala al  vendor canadese un po’ di respiro in un mercato smartphone sempre più competitivo ed aggressivo, dove (apparentemente) non c’è spazio per un quarto OS e dove il fenomeno del BYOD (bring your own device) ha premiato Android, iPhone e, in misura minore, Windows Phone. Ed è proprio Windows Phone che sta guadagnando terreno alle spese di Blackberry.

Secondo CoolBrands, il marchio BlackBerry è precipitato dal numero 4 al numero 180, in una classifica dove domia Apple al primo posto per il secondo anno consecutivo.

Secondo Gartner il crollo del Blackberry è stato verticale: il market share si è dimezzato dall’11 per cento nel 2011 al 5 per cento nel 2012, fino al 2.8 per cento nella prima metà del 2013. Una discesa implcabile, una spirale infernale.

Fuori dalla Borsa, BlackBerry terrà un profilo basso:Meno scrutinio significa più tempo per lavorare“. Secondo Morningstar il pioniere dell’email mobile che non ha saputo evolvere nell’era di Android e iPhone, senza il fiato sul collo e i bagliori degli investitori di Wall Street, potrà riorganizzarsi con maggiore serenità.

Rifocalizzarsi in una nicchia professionale è una delle possibilità per Blackberry: la scommessa consiste nel reinventare la società. Secondo CCS Insight, Blackberry guadagna tempo per valutare le opzioni strategiche che spaziano dallo spin-off di Blackberry Messenger (BBM) e cessione del business hardware.

In questi anni l’Australian Treasury ha abbandonato il Blackberry per l’iPhone, così invece non farà il governo canadese. Invece il Pentagono apre al BYOD.

Il fatto è che i nuovi touchscreen Z10 e Z30, e il Q10 con tastiera fisica, necessitano di nuovi server: e non tutti sono disposti all’upgrade, in epoca di spending review forzata, per tagliare sprechi in azienda. Trentaquattro delle 100 grandi aziende FTSE britanniche stanno testando BB10; Blackberry incrocia le dita.

Il processo della diligence terminerà il 4 novembre: non urerà come i 14 mesi del buy-out di Dell. Fino ad allora, BlackBerry ha tempo per cercare offerte migliori; altrimenti, passerà alla due diligence ed otterrà i finanziamenti per il piano. Fairfax Financial Holdings sta cercando finanziamenti presso BofA Merrill Lynch e BMO Capital Markets.

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Autore: ITespresso
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