Lexmark: la carta stampata minaccia l’integrità dell’azienda

CyberwarSicurezza

Secondo una ricerca della società i volumi di carta prodotti in azienda hanno lo stesso potenziale di rischio delle più sofisticate minacce informatiche

Una ricerca promossa da Lexmark sulla sicurezza del documento e condotta da Ipsos Global a livello europeo, rivela che attualmente una delle principali minacce al business delle aziende non è connessa all’utilizzo delle nuove tecnologie – fonte di diffusione di virus, spyware e altre tipologie di fenomeni illeciti – bensì è imputabile a un supporto tradizionale come la carta. Lo studio, che ha coinvolto oltre 1.000 dipendenti in tutta Europa, evidenzia che le aziende, nonostante la spinta normativa, non hanno ancora adottato policy idonee per la salvaguardia del patrimonio aziendale e, in particolare, per la protezione dei documenti cartacei che contengono informazioni riservate. Anche l’Italia presenta dei ritardi nella definizione di regole di comportamento necessarie per gestire il flusso documentale e, soprattutto, utili per infondere nel personale la consapevolezza delle problematiche relative la protezione del dato. Egualmente importante quanto l’utilizzo di tecnologie di sicurezza, infatti, è la piena comprensione da parte dei dipendenti del ruolo che giocano nel contribuire a tutelare le informazioni sensibili della propria azienda e, in alcuni casi, anche dei dati personali: ognuno deve essere responsabile della propria condotta in tutte le attività quotidiane. La ricerca Ipsos Global rileva, per l’Italia, che il 69% dei documenti dimenticati dagli impiegati sulle stampanti contengono informazioni aziendali riservate o confidenziali; ne consegue che il 18% degli impiegati ha avuto accesso a documenti riservati che chiunque altro avrebbe potuto leggere o portare via. In particolare, il 41% ha ammesso di averli lasciati sul vassoio della stampante senza preoccuparsi di proteggerli, il 5% di averli letti, il 3% li ha conservati e il 2% li ha addirittura gettati nella spazzatura. A queste percentuali si aggiungono ulteriori dati che sottolineano la mancanza di comprensione da parte dei dipendenti aziendali dei rischi associati alla sicurezza del documento. Il 19% del personale lascia documenti contenenti informazioni confidenziali aperti sulla propria scrivania; mentre l’11% non distrugge i documenti riservati, ma li abbandona sotto altre carte sulla propria scrivania.L’assenza di un prassi adeguata per la protezione dei documenti risulta ancora più allarmante se consideriamo che, ancora oggi, il 23% degli impiegati italiani ritiene i documenti cartacei decisamente più autorevoli rispetto alle comunicazioni telefoniche o via posta elettronica; solo il 14% degli intervistati afferma che le nuove tecnologie li abbiano resi ridondanti.

Autore: ITespresso
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