Lexmark misura gli sprechi di carta

Stampanti e perifericheWorkspace

La ricerca è stata promossa da Lexmark e realizzata da Ipsos sugli ingenti costi sostenuti dalle aziende

Lexmark afferma che le aziende italiane sono sepolte da una montagna di carta sprecata, per un costo di oltre 287 milioni di euro annui. Da una ricerca, commissionata da Lexmark e realizzata da Ipsos Global, risulta infatti che mediamente il personale d’ufficio delle aziende italiane stampa oltre 115 miliardi di pagine all’anno, di cui ben il 17% non vengono nemmeno utilizzate. Sono 19 miliardi e mezzo le pagine stampate negli uffici italiani (il 17% del totale) che non vengono mai utilizzate perché rimangono nella stampante o nella fotocopiatrice, oppure finiscono direttamente nel cestino. Da quanto afferma la ricerca, in Europa la Francia è uno dei Paesi che sprecano maggiori quantità di carta (oltre 1 milione di alberi all’anno). Le aziende tedesche invece si affermano come quelle più attente lasciando inutilizzato solamente il 6% della carta stampata, contro ? ad es. ? il 12% degli spagnoli (cfr. tab. pag. seg.). Eppure, nonostante l’8% del personale d’ufficio in Italia stampi fino a 50 pagine al giorno (il 4% ne stampa fino a 100!) e ben 115 miliardi di pagine vengano stampate annualmente, ben poche aziende e pochissime persone sono coscienti del costo economico e ambientale di questi sprechi. L’11% dei dipendenti italiani afferma di stampare tutto quello che riceve, mentre il 26% è abituato a stampare i messaggi di posta elettronica semplicemente per leggerli. Lexmark è impegnata ad aiutare le aziende a ridurre e gestire gli sprechi nella stampa, sia per mezzo di caratteristiche avanzate nella propria tecnologia multifunzione sia attraverso soluzioni di consulenza specializzate: “I nostri servizi TCO Meter (Total Cost of Ownership) e Discovery consentono ad una azienda di dimensioni medio grandi di ottimizzare la gestione dei flussi documentali risparmiando fin oltre il 20% rispetto ai costi di gestione delle risorse di stampa abitualmente sostenuti”, spiega ancora Tedeschi. Ad esempio, la razionalizzazione dell’installato operata per la filiale italiana di una multinazionale degli elettrodomestici condurrà in capo a quattro anni ad un risparmio superiore al milione di euro (il 25% circa dei costi precedentemente sostenuti dall’azienda). La revisione dei flussi svolta per una compagnia assicurativa, invece, ha condotto all’eliminazione dei prestampati, con risparmi di oltre 130.000 euro annu i.

Autore: ITespresso
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