Lexmark misura l’uso della carta nel settore Finance

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Lo spreco di carta negli uffici provoca danni notevoli per il business e
impatto negativo per l’ambiente

La ricerca promossa da Lexmark in Europa per conoscere il livello di inefficienza nei processi di gestione documental e rivela che i volumi di carta consumata inutilmente sono ingenti, con notevoli perdite economiche per le aziende e un serio impatto generale per l’ambiente. Nonostante si riscontri globalmente consapevolezza sul problema, con Paesi come l ‘Italia già attivi nelle misure per ridurre le inefficienze, persistono i ritardi nell’adozione di politiche di contenimento. Nel confronto tra settori e mercati, è il settore pubblico il più attento a eliminare sprechi e costi. Condotta dalla società di analisi Ipsos Global nei mesi febbraio e marzo 2006, la ricerca ha riguardato un campione di circa 3000 persone, rappresentativo di aziende di ogni settore e dimensione di sei Paesi europei, ossia Francia, Germania, Italia, Regno Unito, Spagna e Svezia. Rispetto all’atteggiamento nei confronti della stampa inutile di documenti, il 94% degli intervistati ha dichiarato di essere a conoscenza degli effetti negativi degli sprechi di carta, non solo in relazione alla situazione economica dell’azienda, ma anche sul fronte ambientale; solo il 5% ritiene che stampare inutilmente non abbia alcuna conseguenza finanziaria o ambientale seria. Un risultato registrato in tutti i Paesi esaminati: 96% in Germania e Italia, 95% in Francia, 94% in Spagna, 93% nel Regno Unito e 90% in Svezia. Questa opinione è, inoltre, condivisa da tutte le categorie di dipendenti: maschi e femmine di qualsiasi fascia di età, impiegati presso aziende di ogni dimensione in qualunque settore, dall’industria al terziario. Positivo anche il dato relativo all’impegno da parte del personale dipendente nel ridurre il problema: fra chi si è dichiarato consapevole del fenomeno, ben il 74% ha affermato di essere già attivo in tal senso, mentre il 20% è a conoscenza del problema ma non conosce le misure concrete per contrastarlo. Nelle aziende di oltre 500 dipendenti si registra il più alto tasso di intervento, con il 78% degli intervistati che ha già implementato politiche di riduzione degli sprechi, rispetto alla media generale del 74%. Il 20% degli intervistati ammette che oltre un terzo delle pagine stampate ogni giorno è inutile; il 68% dichiara di limitare tale proporzione a meno del 10%. In Italia e Spagna quest’ultimo dato raggiunge il 77%, per quanto il volume di pagine stampate sia decisamente più elevato. Al contrario, in Svezia, dove le stampe sono minori, la quantità di pagine prodotte inutilmente è vicina alla media. Nel settore pubblico, solo in Italia e Svezia i dati sono in controtendenza: gli sprechi del Pubblico sono il 17% contro il 7% nel nostro Paese, il 27% contro il 18% è la situazione svedese.

Autore: ITespresso
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