Lexmark si concentra sulla stampa, da sempre

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"Il fatto di avere un’unica attività, rende Lexmark forte". Lo crede Massimiliano Tedeschi, amministratore delegato in Italia

I prodotti ci sono e la strategia è stata delineata: colpire il mercato delle pmi con stampanti che possono essere appetibili anche per il mercato soho. Laser, monocromatiche e a colori, con prezzi interessanti, che possano contribuire ad arginare i costi totali di stampa che pesano sul bilancio dell’azienda per l’1-2% del fatturato. Non poco. “Nel mondo si stampano 19,5 miliardi di pagine ogni anno, e di queste il 17% viene direttamente cestinato”precisa Massimiliano Tedeschi, amministratore delegato di Lexmark Italia.“L’ufficio senza carta ?continua?, cavallo di battaglia per molti anni, non si è realizzato. L’informazione arriva sul pc in forma digitale, ma atterra sulle scrivanie ancora in forma cartacea. Negli anni ’80 i documenti venivano stampati e poi distribuiti; oggi avviene il contrario: prima si distribuiscono in forma elettronica e poi si stampano”. Lexmark, nell’incontro annuale che fa il punto sulle strategie della divisione professionale che ha in carico la gestione delle stampanti laser, ribadisce il suo impegno verso la piccola e media impresa italiana, “che soffre del problema di avere ancora poco ottimismo sul futuro”, continua Tedeschi. “Il nostro punto di forza è che abbiamo un’unica attività, forniamo solo soluzioni per la stampa distribuita e ci concentriamo su queste, nell’ottica di salvaguardare gli investimenti delle realtà imprenditoriali italiane. Lo testimoniano realtà come La Banca popolare di Intra o la casa di moda Mariella Burani, che si sono affidate a noi per la gestione dell’intero parco documentale”. A livello mondiale Lexmark ha vissuto, dopo 18 trimestri consecutivi di crescita, un momento di difficoltà : “Credo che il calo dell’ultimo trimestre sia dovuto a due motivi ? precisa Tedeschi -: una forte competizione che ci ha costretto a rivedere i prezzi delle stampanti e dei consumabili e gli enormi investimenti per adeguare il parco tecnologico”. Il 2005 dovrebbe chiudere con una crescita a livello mondiale dell’1-2%, a fronte di un fatturato 2004 di 5.314 milioni di dollari. “I dati italiani non possono essere resi pubblici, tranne la segnalazione che l’Italia è nelle quattro major country della regione Emea – precisa Tedeschi -. Le dimensioni della nostra filiale sono contenute e questo ci aiuta a prendere decisioni velocemente e ad agire in modo snello sul mercato italiano”. In Italia, Lexmark conta 90 persone, due divisioni (professionale e consumer), cinque strutture di vendita (consumer, pmi, large account, soluzioni e servizi, materiale di consumo). Una vera pmi (più media che piccola). Per maggiori informazioni sulle nuove stampante laser, leggi: Nuove stampanti da Lexmark, obiettivo Pmi

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