LFbi avverte sul rischio di estorsione online

Sicurezza

Hacker russi e ucraini si sono impossessati dei dati di un milione di carte di credito

La mafia hi-tech arriva dallest. Un gruppo di hacker di origine prevalentemente russa e ucraina, sono riusciti a penetrare nei database di grosse aziende di e-commerce e e e-banking rubando i dati di un milione di carte di credito. Ora alle aziende vengono chieste delle grosse somme per evitare che in futuro ci siano nuove incursioni, magari con danni anche peggiori. Secondo quanto fatto trapelare dallFbi, a cadere vittima degli hacker sarebbero state 40 aziende sparse in una ventina di stati. Una volta scaricati i dati, i pirati fanno una fotocopia e la inviano allazienda vittima chiedendo un riscatto e offrendo in cambio dei servizi di sicurezza contro altre incursioni. Se la società non assicura i pagamenti richiesti, le minacce degli hacker si fanno sempre più pressanti si legge sullarticolo della Cnn. LFbi ha deciso di rendere pubblici questi ultimi attacchi, per convincere le aziende che non lo avessero ancora fatto, ad adottare buoni sistemi di difesa contro le incursioni degli hacker Nonostante molti avvisi in questo senso, i proprietari dei pc non sempre hanno aggiornato i loro sistemi, permettendo agli hacker di continuare gli attacchi dicono allFbi. Il gruppo di pirati russo-ucraino ha sfruttato un bug di Windows Nt, ora Microsoft ha comunque reso disponibile un patch gratuito che dovrebbe risolvere il problema. Il primo caso di cyber-risale al dicembre 1999, quando un hacker russo di 19 anni riuscì ad impadronirsi di 300.000 numeri di carte di credito dallo shop online di Universe CD. La società poi rifiutò di pagare i 100.000$ richiesti.

Autore: ITespresso
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