L’FBI chiude Silk Road. L’impatto su Bitcoin

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Dread Pirate Roberts, il 29enne Ross William Ulbricht, gestore del cyber bazaar dell’illegalità Silk Road, è stato arrestato dall’FBI a San Francisco. La piattaforma ha accumulato una fortuna nella moneta virtuale BitCoin

L’FBI ha annunciato l’arresto dell’operatore di Silk Road, un “mercato nero” clandestino dedicato alla vendita online di sostanze psicotrope e prodotti illegali. Il sospetto Dread Pirate Roberts, il 29enne Ross William Ulbricht, è stato arrestato a San Francisco, con l’accusa di cospirazione nel traffico di narcotici ed altri gravi capi di imputazione. Silk Road era una piattaforma Tor, un cyber bazaar del Deep Web dove acquistare droghe e beni illegali, documenti falsi, trojan bancari e account trafugati su Netflix o Amazon. L’FBI ha calcolato un giro d’affari illegale pari a 1.2 milioni di dollari in bitcoin, la moneta virtuale che sta avendo un tracollo dopo questo arresto; e commissioni per 80 milioni di dollari in meno di tre anni.

Silk Road adesso è offline, ma la sua popolarità derivava dall’essere riuscita a combinare recensioni in stile EBay e un aperto e dichiarato disprezzo nei confronti della Legge. Ross William Ulbricht, noto come Dread Pirate Roberts o DPR, viene oggi definito il John Gotti del cybercrime.

Ma, al di là dei titoli roboanti, la caduta di DPr sta avedo un’impatto anche sulla promettente Bitcoin. Sull’account del sito erano stati accumulati 3.6 milioni di dollari in Bitcoin, la moneta virtuale che scommette sull’anonimato. Ma secondo l’FBI dietro all’anonimato si possono nascondere il lavaggio di denaro sporco o il terrorismo. La moneta è instabile da mesi ed è crollata del 70% in primavera, dopo aver toccato i massimi durante la crisi di Cipro, nonostante gli investimenti della Silicon Valley. Introdotta quattro anni fa da un gruppo di programmatori guidati da Satoshi Nakamoto, la moneta virtuale nata per acquistare e pagare in modo semplice su Internet, oggi conta 11.8 milioni di Bitcoin in circolazione secondo Bitcoincharts.

I gemelli Winklevoss, un tempo rivali di Mark Zuckerberg nella querelle su Facebook, sono oggi fra i più grandi investitori in Bitcoin. I Winklevoss ottennero 65 milioni di dollari dal patteggiamento con il Ceo di Facebook. Founders Fund, con lo zampino di PayPal, ha investito 2 milioni di dollari in BitPay, un sito che permette ai commercianti di accettare pagamenti in Bitcoin e di processare transazioni fino a 7 milioni di dollari al mese. Anche Union Square Ventures, fra i pionieri ad investire in Twitter, ha messo 2.5 milioni di dollari in Coinbase, mentre Google Ventures ha investito in OpenCoin, azienda dietro a Ripple. In circolazione sarebbe un valore di 1.6 miliardi di dollari in Bitcoin.

Bitcoin viene visto come la risposta a un sistema sclerotico di pagamenti globali balcanizzato in monete concorrenti ed istituzioni in competizione, secondo la visione dell’economista Hayek di un mondo con monete private denazionalizzate. In Germania Bitcoin ha vinto questa battaglia e viene riconosciuta come una “moneta privata”, soggetta a vendite e a tassazione da capital gain: lo ha deciso il ministro delle Finanze tedesco ad agosto.

In un blog post, Nakamoto ha descritto l’idea di monete digitai cifrate senza legami con alcuna banca centrale. Bitcoin utilizza un protocollo open-source: nessuno hacker è briuscito a crackare il sistema finora. Se viene effettuata una transazione da un indirizzo Bitcoin, una stringa di circa 34 numeri e lettere, il possessore rimane nascosto. L’identità di Nakamoto è tuttora misteriosa. Il futuro di Bitcoin è nelle mani dei regolatori? Secondo Bloomberg, anche la moneta virtuale dovrà diventare mainstream come ogni innovazione abbracciata dal mercato.

[Fonte: Bloomberg e Reuters]

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Autore: ITespresso
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