LG G Flex, l’innovazione aspetta conferme

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TEST e SLIDESHOW – LG G Flex presenta molte caratteristiche innovative, dal display P-Oled curvo al guscio ‘autorigenerante’, ma il prezzo di listino di 899 euro è esagerato. LG ha svolto un ottimo lavoro su interfaccia e software

LG propone LG G Flex tra i propri smartphone di punta. Nel panorama delle proposte attuali si tratta di uno smartphone certamente innovativo, proprio a partire dalle caratteristiche del display, ma non solo. Il prezzo ‘di listino’ particolarmente elevato di 899 euro ne scoraggerebbe subito l’acquisto, per fortuna si trova – anche su Amazon – praticamente alla metà, ma entriamo subito nei dettagli della prova.

LG G Flex, descrizione

LG G Flex, conosciuto anche con il nome in codice D955 è uno smartphone Android (4.2.2) con display da 6 pollici di diagonale, e un form factor unibody leggermente curvo. Il display ha la risoluzione 1280×720 pixel ed è di tipo Plastic-Oled (P-Oled), sfrutta in pratica le caratteristiche di un polimero conduttivo molto simile alla plastica.

Le prime impressioni non sono eccellenti, si percepisce costante, su tutte le schermate una sorta di ‘puntinatura’, un effetto sgradevole nell’utilizzo della maggior parte delle applicazioni, per chi è abituato agli  smartphone di questa fascia di prezzo, tutti oramai con risoluzioni superiori.

Però di LG G Flex  si apprezza immediatamente la forma ergonomica, quando si risponde alle chiamate, per quanto anche questa non sia una caratteristica che da sola può giustificare la scelta, e se ne apprezza la ‘tascabilità’: lungi dalle nostre intenzioni interpretare questa osservazione come nulla osta a inserirlo nella tasca posteriore, ma è un dato di fatto che questo smartphone ha una scocca in grado di sopportare pressioni elevate fino a raggiungere di nuovo, se schiacciato, la forma piatta. Alla corretta distanza di visualizzazione (30 cm) si percepisce anche l’effetto avvolgente dato dal P-Oled, come se si guardasse il Tv di casa, peccato però davvero per la risoluzione che un po’ vanifica l’esperienza.

LG G Flex Profilo
La curvatura di LG G Flex non significa rigidità. Test effettuati da parti terze, non dal vendor, documentano la resistenza alla pressione. E’ possibile tranquillamente schiacciare lo smartphone sul piano fino a renderlo piatto

 

A nostro avviso è molto più interessante, come soluzione innovativa, la copertura del dorso. Lg protegge la scocca posteriore di G Flex con un rivestimento autorigenerante (così lo definisce il produttore), si tratta di una plastica che in pratica preserva la scocca da graffi e segni perché è in grado di deformarsi e poi rimodellarsi. Il display anteriore è protetto dal vetro Corning Gorilla 2.

Gli ingombri (16×8,16×0,87max mm) per 177 grammi di peso collocano questo smartphone quasi nella famiglia dei phablet. Alla presa si apprezza il grip, ma si capisce subito che non è possibile raggiungere ogni punto del display con una mano sola e presto ci si adatta a utilizzare entrambe le mani per fare qualsiasi cosa. Un fattore questo della presa con una mano sola cui, specialmente il pubblico femminile, è particolarmente attento. Siamo di fronte quindi davvero a uno smartphone ‘sperimentale’ con luci e ombre, ma che viene venduto a un prezzo elevatissimo.

LG G Flex_dorso
LG G Flex, si noti il pulsante di accensione con sopra e sotto il controllo del volume

 

Un’altra novità, ma non in senso assoluto in casa LG (si pensi a LG G2) riguarda il pulsante di accensione con illuminazione a led di segnalazione dello stato, posto appena sotto la fotocamera posteriore, sul dorso, al centro. Sopra e sotti ci sono i pulsanti di controllo del volume: il tasto di controllo volume e quello di accensione così adiacenti possono rendere difficoltosa la funzione di cattura dello schermo. La soluzione comnuque ci è piaciuta, perché il tasto di accensione è sempre raggiungibile con qualsiasi mano si prenda lo smartphone. E’ questa la zona dove trova spazio anche la fotocamera da ben 13 Megapixel, l’illuminatore a led e il dispositivo degli infrarossi. Con questo form factor doveva necessariamente essere curva anche la batteria, generosa, integrata e non sostituibile da parte degli utenti. La capacità complessiva è di circa 3500 mAh per un utilizzo superiore alla giornata lavorativa se si decide di non forzare troppo la mano con i contenuti multimediali e le applicazioni di localizzazione, e si predilige soprattutto il tipico utilizzo casa/ufficio.

LG G Profilo
Un profilo che invoglia: si potrebbe inserire nella tasca posteriore dei pantaloni. ma la curvatura non nasce per questo scopo, ma per ragioni ergonomiche

 

LG G Flex non ha nemmeno un tasto sul profilo, ma solo il comparto per l’inserimento della micro SIM. Sul bordo superiore e inferiore trovano spazio il microfono per assorbire i rumori esterni e quello per la conversazione, con la presa minijack per cuffie e microfono, disponibili nella confezione e particolarmente curate.

LG G Flex, le specifiche tecniche

Come consuetudine, mettiamo a fuoco solo quelle specifiche in grado di distinguere il prodotto dagli altri per qualche nota caratteristica. E rimandiamo al sito del produttore per una visione d’insieme delle specifiche tecniche di LG G Flex punto a punto.

LG G Flex sfrutta la potenza di Qualcomm Snapdragon 800, MSM 8974, è lo stesso processore scelto da Asus per New Padfone la Gpu è un’unità Adreno 330. Sono 2 i Gbyte di Ram a disposizione, con 32 Gbyte di memoria interna complessivi (ne rimangono 24 per le applicazioni e i dati dell’utente, ma non espandibili). La fotocamera si presenta con un sensore da ben 13 Megapixel (zoom 8X), dispone di tutti gli accorgimenti software che ci si aspetta da uno smartphone di questa fascia, con alcune soluzioni per esaltare gli scatti in notturna,  mentre quella anteriore con sensore da 2,1 Megapixel è di livello standard. La modalità di scatto in notturna dà buoni risultati all’aperto, molto meno nei locali chiusi, buona la messa a fuoco, anche se non velocissima, molto bene la modalità di ripresa macro. Nella media, per sensori di questo tipo, la qualità degli scatti, l’utente ha a disposizione una vasta serie di possibilità di scelta tra le scene, come di ritocco. Per quanto riguarda l’audio: il diffusore audio è posto sul dorso. la qualità non stupisce affatto, per quanto riguarda la potenza, bassi decisamente inesistenti, molto meglio sarà adeguarsi alle ottime cuffie in dotazione di tipo in-ear e godersi l’audio così.

Con Lg G Flex si possono girare video in Ultra Hd (3840×2160). Non manca nulla per quanto riguarda la connettività: LTE  in Cat 4 supporta cinque bande ((800/900/1800/2100/2600 MHz) e così anche è previsto il supporto NFC con Android Beam, il sistema A-Gps supporta la rete di ricezione Gps Glonass. Bluetooth 4.0 è utilizzabile praticamente con ogni profilo disponibile, per tutti gli utilizzi, è previsto WiFi ac e supporto Dlna per i profili DMC, DMP, DMS. LG G Flex supporta Miracast.

Smartphone, il futuro è nell’usability

Concordano praticamente tutti i vendor: a parità di dotazione tecnologica, le cui componenti costeranno sempre di meno, sarà il vendor più abile a integrare hardware e software e a migliorare l’esperienza d’uso quello che avrà più probabilità di incontrare i favori di mercato.

In questa direzione vanno gli sforzi di LG per questo modello e in genere per la nuova serie III. La prima comodità è l’accesso con il doppio tocco (Toc Toc), sia per attivare lo smartphone, sia per spegnere il display. A seguire, di immediata percezione, la possibilità di rispondere alle telefonate avvicinando lo smartphone all’orecchio, mentre diminuisce di volume la suoneria; gradevole sono la modalità di accesso ai contenuti multimediali quando il telefono è orientato in widescreen – spostando i pollici verso l’esterno – e la possibilità di navigare tra le app con tre dita (passando da una all’altra); come pure la possibilità di utilizzare Dual Window, con due app attive nello stesso momento. LG G Flex offre nel complesso ben tre diverse modalità di ‘multitasking’.

Sono, queste, personalizzazioni specifiche di casa LG: non siamo per nulla sicuri che l’articolazione di un numero sempre maggiore di gesture, per abilitare nuove funzioni, sia la via migliore per facilitare l’uso dei dispositivi, ma certamente chi assimila la gestualità proprio alla ricerca di funzioni particolari, immediatamente attivabili, poi si trova perfettamente a proprio agio.

E’ questo il caso per esempio di Dual Windows, che ci sarebbe piaciuta molto di più se avesse consentito la visualizzazione delle app immediata, con un semplice gesto da uno dei bordi e la selezione dell’app, un po’ come avviene con Windows 8. Invece il sistema per usarla è semplice sì, ma farraginoso, richiede più passaggi e tutto è un po’ vanificato.

Queste in sintesi le caratteristiche di spicco, ma non si può evitare di segnalare la possibilità di agire tramite il menu impostazioni su qualsiasi tipologia di parametro, e su ogni aspetto delle funzionalità del telefono. Così, per esempio, è possibile personalizzare di fino persino la posizione di alcuni pulsanti, come anche la posizione della tastiera e il tastierino per telefonare, per avvicinarli nell’uso alla mano di riferimento con cui di solito si tiene lo smartphone. Inoltre si può pensare a un accesso in modalità ospite: così sarete voi, prestando lo smartphone, a determinare a quali applicazioni può accedere chi lo utilizza al posto vostro.

E’ questa una flessibilità di uso permessa al momento solo da Android tra gli Os per smartphone, ma questa caratteristica può anche essere vista come un boomerang e rappresentare in ultima istanza un puro esercizio di ingegneria software o di stile, che non si finisce mai di padroneggiare.

LG G Flex, il software

A fronte degli sforzi per aumentare l’usability del sistema software Optimus UI 4.0, stupisce in un primo momento l’immaturità del client email preinstallato di default, che prevede l’utilizzo di account Exchange, ma raggruppa sotto una generica voce “altro” tutte le altre tipologie. Così anche solo per impostare un account Hotmail, per esempio, dovrete rintracciare in autonomia i parametri, oppure – e meglio – affidarvi all’ottima app di Microsoft Outlook.com. Limite non specifico di questo smartphone, ma fastidioso. Invece ci ha stupito decisamente e in positivo, sempre riguardo il client di posta, il supporto pinch zoom in e zoom out, che elimina del tutto la necessità di dover fare lo scroll orizzontale per quelle email che altri client Android non riescono in alcun modo a ridimensionare su un’unica vista. Non solo, con Capture Plus integrato è possibile catturare perfettamente, come foto, anche email molto lunghe.

Bene l’esperienza di browsing, molto bene il software di traduzione immediata Quick Translator: basta puntare la fotocamera dello smartphone su qualsiasi parola, praticamente in tutte le lingue più diffuse per avere subito la traduzione immediata nell’idioma scelto. L’abbiamo provata anche con i vocaboli commerciali di bolle, fatture e così via e si è dimostrata davvero un valido ausilio. Rassicurante l’utility Safety Care, per cui, in determinate condizioni – come per esempio il non utilizzo prolungato dello smartphone, si attivano una serie di alert, alle persone che abbiamo impostato come contatti per le emergenze. Per esempio, se non si risponde alle chiamate viene inviata al contatto scelto la propria posizione Gps.

Quick Translator
LG G Flex – Quick Translator

LG G Flex integra il sintonizzatore Fm (con le cuffie), i software per la registrazione vocale, ma anche per la ricerca e il riconoscimento vocale. Sono disponibili un File Manager e un Task Manager e Polaris Viewer 5. Per il prezzo di listino in ambito Office ci saremmo aspettati molto di più. Molto interessante l’applicazione integrata di LG per il backup: LG Backup appunto. Un sistema di autobackup e ripristino dello smartphone a un determinato stato, una sorta di Time Machine semplificata, scegliendo quali impostazioni e dati si vogliono salvare.

 

LG G Flex, prestazioni e giudizio

LG G Flex è uno smartphone con evidenti luci e ombre. Lo chassis robusto, l’autonomia più che discreta, la forma ergonomica, probabilmente lo faranno apprezzare di più nel tempo. Su alcune applicazioni, l’effetto puntinato e la risoluzione non al top del display quasi ricordano un riposante “effetto carta”. Però è vero che rispetto ai display full hd, questo P-Oled non offre il medesimo confort visivo, può non convincere a sostenere una spesa elevata.

Dal punto di vista delle prestazioni non abbiamo proprio nulla da dire. La Cpu è convincente e permette ai benchmark Antutu di raggiungere quasi 36mila di punteggio, meglio di Samsung Galaxy Note 3, meno bene di Htc One M8, giusto per citare due riferimenti, tenendo presente come termine di paragone Nexus 5 con oltre 40mila punti. I 3D mark Ice Storm Unlimited si sono fermati a oltre 15mila punti e rimane anche in questo caso come termine di paragone più vicino Sony Xperia Z Ultra, con il medesimo processore MSM8974.

Nel complesso LG G Flex mette in evidenza alcune soluzioni pionieristiche e si distingue proprio per quelle, vanta ottime performance – a livello motore, ma sono proprio forse la curvatura del form factor e il display a non convincere appieno. Nell’ergonomica complessiva, con un device dal display così ampio, si sarebbe potuto osare di più nella risoluzione e anche per alcuni aspetti riguardanti l’ergonomia d’uso, come la dimensione dei singoli tasti di una tastiera buona sì, ma perfettibile proprio per le dimensioni della singola zona di input. La diagonale da sei pollici deve piacere a chi è pronto a rinunciare all’utilizzo con una mano sola. Anche nei diversi comparti multimediali, per esempio foto e audio, tutto bene, ma senza alcun effetto “wow” che è giusto pretendere per 900 euro.

Molto bene le soluzioni software di LG, quelle di personalizzazione dell’interfaccia e le modalità di multitasking, sia con le app affiancate, sia in sovrapposizione, con la possibilità di regolare la trasparenza di una finestra rispetto a un’altra – bene la dotazione complessiva, ma alla fine LG G Flex è uno smartphone che ci sentiamo di consigliare senza problemi e anzi con entusiasmo a un prezzo fino a 500/600 euro euro: il prezzo di listino di 900 euro a nostro avviso non è giustificabile; per fortuna LG G Flex  si trova effettivamente proprio alla cifra che indichiamo. Attesissimo l’aggiornamento a Kitkat, già disponibile dal 27 marzo ma non ancora per l’esemplare oggetto della nostra prova.

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