L’hard disk che sarà

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Negli ultimi mesi si è iniziato a mormorare di una possibile crisi degli hard
disk a favore delle Solid State Disk. Non la pensa così Western Digital, uno dei
principali produttori di Hard Disk, che ne ha spiegato i motivi a Vnunet.it

Vnunet.it ha incontrato Daniel Mauerhofer, PR Manager EMEA di Western Digital, uno dei principali produttori mondiali di hard disk, ai quali ha voluto chiedere se anche per queste periferiche è ipotizzabile qualcosa di simile alla legge di Moore per i processori o se viceversa, queste periferiche si stiano avviando al raggiungimento dei propri limiti fisici.

VnuNet: Come stanno cambiando gli hard disk? O meglio, quali sono le ultime tecnologie che hanno segnato un effettivo miglioramento di tali periferiche mantenendole competitive? Come sarà l’hard disk del futuro?

WD:Tra le più recenti tecnologie, la PMR (Perpendicular Magnetic Recording, o registrazione magnetica perpendicolare) è quella che ha portato l’innovazione più significativa. Ha aumentato le capacità dei dischi senza in pratica aumentarne il costo. Adesso è possibile scrivere fino a 330GB di dati per ogni platter, molto di più rispetto alle vecchie tecnologie. E’ un tecnologia che rimarrà per un po’, ne sono convinto. Pensando al futuro, i produttori di hard disk, WD compreso, stanno esplorando nuove tecnologie quali HAMR (Heat Assisted Magnetic Recording). E’ un’applicazione che deriva dalle nanotecnologie, e promette di portare grandi benefici.

Approfondimento

PMR è l’acronimo di Perpendicular Magnetic Recording, o registrazione magnetica perpendicolare è indica un innovativo metodo di memorizzazione delle informazioni sulla superficie dei ?piatti? interni ai dischi fissi: anziché seguire il classico orientamento orizzontale (lungo la superficie del piatto), i bit vengono memorizzati con un orientamento verticale (perpendicolare alla superficie). Questo accorgimento permette di raggiungere una maggiore densità dei dati.

VnuNet:Dimensioni ridotte, resistenza alle sollecitazioni meccaniche, minori consumi e scarsa dispersione termica sono alcune tra le caratteristiche più apprezzate delle attuali flash memory. Riusciranno a soppiantare definitivamente gli hard disk? Con quali armi gli hard disk potranno contrastare o sopravvivere all’avanzata delle memory?

WD:Gli hard disk hanno ancora molto da dire e da dare al mercato. Rimangono competitivi contro le memorie flash sotto molti aspetti: hanno maggiore capacità, minori costi per GB, superiore affidabilità e soprattutto disponibilità. Inoltre, gli hard disk funzionano molto meglio su applicazioni reali e concrete, come start-up di XP, copia di file, scan di virus e nell’utilizzo generale del disco? Per quanto riguarda i consumi, un hard disk all’interno del notebook consuma un’energia inferiore al 6% di quella complessiva. La maggior parte dell’energia è richiesta dallo LCD. Con una memoria flash ? o Solid State Disk, come anche si chiamano ? da 32GB si possono risparmiare 11 minuti, ma al costo di 650 dollari in più? Più in generale, se dovessimo sostituire i 90 milioni di hard disk che sono in circolazione con memorie flash entro il 2010, si dovrebbero investire 6 miliardi di dollari, che è una cifra decisamente alta.

VnuNet:Quali tecnologie attualmente in fase di ricerca sembrano destinate ad essere applicate con successo agli hard disk?

WD:Come detto, PMR per le tecnologie che sono già passate in produzione. Tra quelle che sono ancora in fase di studio, HAMR sembra essere la più promettente.

Approfondimento

HAMR è l’acronimo di Heat-Assisted Magnetic Recording (Registrazione Magnetica Termicamente Assistita) e consiste nell’utilizzare congiuntamente una testina magnetica e un fascio laser. Il laser viene utilizzato per riscaldare con un impulso brevissimo uno strato di materiale ferromagnetico ad alta coercitività (coercitività = una misura della propensione di un materiale ferromagnetico ad invertire la propria magnetizzazione) depositato sul disco. Un materiale ad alta coercitività anche se potenzialmente in grado di offrire prestazioni migliori a quelli attualmente utilizzati, è quindi difficile da influenzare magneticamente e quindi da scrivere. Utilizzando comunque un materiale che una volta portato a temperature elevate riacquisisce una coercitività magnetica usuale, ecco che lo si rende adatto ad archiviare l’informazione.

VnuNet:In quali architetture l’hard disk risulta particolarmente strategico se non addirittura insostituibile?

WD:Praticamente in tutte. Nei prodotti enterprise, in quelli mobili, nei desktop, ma anche nelle applicazioni di elettronica di consumo e nei prodotti retail, quelli che vanno alla grande distribuzione. Gli ultimi due stanno letteralmente esplodendo, e l’introduzione di nuove tecnologie come la TV HD aumenterà ancora la richiesta di storage. Come il crescente utilizzo digitale di musica, video, foto e tutto il resto. E’ un buon periodo per il nostro settore, e non vedo segni di riflusso.

VnuNet:Allo stato attuale è ipotizzabile che gli hard disk abbiano raggiunto i limiti di capienza o delle performance?

WD:Direi proprio di no. Siamo arrivati al livello del TeraByte, ma questo evolverà ancora in futuro. Non avremo forse gli stessi tassi di crescita del passato come capacità, ma siamo ben lontani dall’arrivo.

VnuNet:Quali sono le prossime novità nella roadmap dei vostri prodotti?

WD:Abbiamo appena presentato il primo disco da 1TB del mercato, dotato della tecnologia Green Power, che riduce in maniera sensibile i consumi energetici. Stiamo per presentare un disco Caviar da 1TB, e stiamo per introdurre nuove e più elevate capacità a livello di dischi mobili. Oltre a questo stanno arrivando nuovi prodotti retail sui quali contiamo molto. Insomma, c’è molta carne al fuoco in WD!

Autore: ITespresso
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