L’hi-tech salva i testi perduti.

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Una biblioteca unica di manoscritti medievali, devastata da un incendio durante la seconda guerra mondiale potrebbe essere restaurata per mezzo della tecnologia sviluppata per lo studio della superficie dei pianeti.

La biblioteca medievale di Chartres, in Francia, considerata monumento nazionale, fu distrutta da una bomba durante un’incursione aerea la sera del 26 maggio 1944. La collezione, in seguito ospitata in una dipendenza del Municipio di Chartres, constava di circa 2000 testi e pergamene medievali, molti dei quali datati 12esimo secolo e in copia unica. Una volta domato l’incendio, i volontari cercarono di salvare il possibile dalle rovine fumanti, ma, benché migliaia di testi fossero stati recuperati, la maggioranza di essi era stata carbonizzata, rendendone impossibile la lettura. La tecnologia digitale chiamata «multispectral imaging» potrebbe ora essere in grado di rivelare il testo anche sui manoscritti più rovinati dalle fiamme. Secondo uno dei più autorevoli membri del gruppo che usa la multispectral imaging per decifrare i papiri bruciati della città di Ercolano, distrutta dall’eruzione del Vesuvio nel 79 A.C., la tecnica in questione potrebbe essere ideale per leggere i manoscritti danneggiati della biblioteca di Chartres. «Il bello di questa tecnologia è che non è invasiva» ha spiegato il professor Richard Janko dell’Università del Michigan, in un’intervista della BBC News Online. «Vale la pena di fare un tentativo sui testi di Chartres. Può essere molto importante per lo studio della letteratura medievale» ha aggiunto. «Quella di Chartres era probabilmente la più grande biblioteca medievale esistente» ha commentato il professor Constant Mews, esperto in letteratura medievale della Monash University di Victoria, Australia. La Multispectral imaging è ampiamente usata sui satelliti che producono immagini dettagliate della terra, ma ora sta guadagnando terreno come tecnica per i restauri archeologici. I ricercatori scattano diverse fotografie di un manoscritto con una speciale macchina fotografica multispettrale. Le foto vengono poi passate attraverso una serie di filtri diversi per produrre una serie di immagini viste sotto diverse lunghezze d’onda di luce. Queste lunghezze d’onda vanno dai colori dello spettro visibile agli infrarossi alle luci ultraviolette, invisibili ad occhio nudo. La serie di immagini così ottenute viene poi processata affinché mostri sulla pagina i segni sottili che rivelano le parole scritte prima invisibili per l’occhio umano. Come i manoscritti di Chartres, i rotoli cartacei di Ercolano vennero carbonizzati da un calore intenso. Ma i manoscritti di Chartres subirono anche l’effetto dell’acqua utilizzata per domare lincendio, che creò danni particolari alle pergamene arrotolate. «L’azione dell’acqua dopo il fuoco ha vetrificato le pergamene, rendendole anche molto fragili» spiega Dominique Poirel, ingegnere all’Institut de Recherche et d’Histoire des Textes di Parigi. Non è noto se questo fatto potrà essere d’ostacolo alla lettura delle pergamene con la tecnologia multispectral imaging. Esistono due versioni diverse degli eventi che portarono alla distruzione della biblioteca. Alcuni articoli di quotidiani contemporanei riportano che sia stato un aereo britannico, colpito dal fuoco tedesco, a sganciare le sue bombe sulla biblioteca. Secondo un’altra versione, invece, sarebbe stato un pilota tedesco a sganciare le proprie bombe accidentalmente, suggerendo così involontariamente ad altri piloti di imitarlo. All’inizio delle ostilità, nel 1939, i preziosi manoscritti furono portati al Chateau de Villebon, una residenza in campagna a circa 20 chilometri da Chartres e ritenuta un luogo sicuro. Ma nel 1940, un ufficiale della nuova amministrazione tedesca della città ordinò che fossero riportati al loro posto. Si trattò di una mossa di propaganda per rassicurare gli abitanti della città sul fatto che non avessero nulla da temere dall’occupazione nazista. Il pezzo più importante della collezione era l’Heptateuchon, un trattato del 12esimo secolo sulle arti del filosofo Thierry de Chartres. Poirel ha spiegato che, mentre alcune pagine dell’Heptateuchon sono ancora intatte, per la maggior parte il testo è stato danneggiato dal fuoco. Poirel ha dichiarato di non aver ancora preso in considerazione la possibilità di utilizzare la tecnologia del multispectral imaging, ma ha anche aggiunto: «Se ci saranno ragioni valide per richiedere fondi, lo faremo».

Autore: ITespresso
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