Liberalizzazioni, Agorà Digitale chiede la fine del monopolio SIAE

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Protocollo d'intesa fra Siae e rivenditori di elettronica

Le liberalizzazioni dell’IT possono entrare nell’agenda del governo Monti? Le associazioni chiedono lenzuolate anche nel settore informatico. A partire dalla fine del monopolio Siae e dall’apertura all’Open source

Mentre l’Agenda Digitale diventa finalmente priorità del governo, Agorà Digitale, insieme ad altre associazioni come Articolo 21, ha presentato a Palazzo Madama 15 emendamenti per avviare la “rivoluzione digitale italiana”: abolizione del monopolio SIAE su Intermediazione dei Diritti D’Autore; libertà di praticare sconti per le imprese che svolgono attività commerciale di vendita di libri e e-book; pluralismo informatico, adozione e diffusione del software libero nella pubblica amministrazione; abolizione dell’obbligo di apposizione del contrassegno da parte della Società italiana degli autori ed editori (SIAE) e delle relative sanzioni; liberiamo le Biblioteche; delega al Governo in materia di riforma del diritto d’Autore; norme per rendere efficace l’azione di classe (class action); circolazione dei diritti online; eliminazione delle finestre temporali e promozione del mercato digitale dei contenuti audiovisivi; equiparazione IVA libri cartacei ed elettronici; rendere obbligatorio l’Open Data; libero riutilizzo per tutti i dati già pubblicati; procedura di assegnazione onerosa delle frequenze (senza beauty contest); autorizzazione generale per l’installazione e fornitura di reti pubbliche di comunicazioni; gestione delle frequenze su proprietà privata.

La fine del monopolio SIAE si avvicina? “Evidentemente l’abolizione dei monopoli in materia di diritti d’autore e diritti connessi non era una proposta da “Pirati“. Il Governo Monti prende atto dell’incapacità dell’IMAIE di gestire in modo efficiente e tecnologcamente all’avanguardia la circolazione dei contenuti su Internet e fuori. È proprio il monopolio la barriera principale alla giusta remunerazione degli artisti” esulta Luca Nicotra, Segretario dell’associazione Agorà Digitale. Non è da escludere che qualcosa si muova, visto che anche di recente Gian Luigi Rondi ha commentato: “Quando ci sarà un equilibrio economico strutturale, monopolio o meno, tutti avranno comunque interesse a stare in questa che e’ e restera’ la casa di chi crea e produce cultura”.

Siae
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