Licenziato da Google per aver violato la privacy

Autorità e normativeMarketingSicurezzaSorveglianza

Il motore di ricerca Google ha licenziato David Barksdale, un dipendente accusato di aver spiato negli account e nei log degli utenti. Le mosse di Google in materia di privacy

Google sta da anni cercando di dare una svolta alla propria immagine in tema di privacy. Dopo aver chiuso un contenzioso per privacy relativo a Google Buzz, il motore di ricerca ha licenziato David Barksdale, un dipendente accusato di aver spiato negli account e nei log degli utenti.

Il dipendente avrebbe fatto il cyber-ficcanaso negli account di minorenni; di un ragazzo quindicenne amico Barksdale avrebbe guardato fra i log di Google Voice per individuare il numero di telefono della sua fidanzata, minacciando di chiamarla. Una vicenda inquietante perché ancora una volta mette in risalto come le nostre vite digitali siano in mano non solo di aziende (obbligate a rispettare le normative sul trattamento dei dati sensibili), ma anche di dipendenti non sempre affidabili.

Google risponde alla vicenda tramite il vicepresidente Bill Coughran: “Controlliamo accuratamente il numero di impiegati che hanno accesso ai nostri sistemi e aggiorniamo con regolarità i nostri controlli di sicurezza“.

Facebook, Google, Twitter: dietro ai server ed agli algoritmi, ci sono sempre ingegneri in carne ed ossa. La fidelizzazione degli utenti da parte dei Big dell’Online passa attraverso due canali: non solo la fiducia degli utenti, ma anche l’affidabilità dei servizi. La promessa di sempre maggiori e più accurati controlli è indispensabile per evitare di incrinare questo rapporto di fiducia fra utenti e service provider. Secondo American Customer Satisfaction Index, redatto dalla business school dell’Università del Michigan, in una recente classifica sulla “soddisfazione clienti”: Facebook ha ottenuto 64 punti su 100, sotto gli 80 di Google e i 76 di Yahoo!. Wikipedia.org ha 77 punti, mentre YouTube 73 e MySpace 63.

Nelle scorse settimane Google ha deciso di modificare le proprie policy per la privacy, riscrivendo i termini della privacy in maniera semplificata per gli utenti. Google ha lanciato il Privacy Center, per consentire a ogni utente di gestire tutte le impostazioni in merito alla propria privacy. Google sta espandendo anche l’Help Center e ha realizzato un tool. Gli obiettivi sono la chiarezza e la trasparenza, perché oggi la policy conta più di 400 parole per spiegare la policy privacy principale.

Autore: ITespresso
Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore