L’Ict nei trasporti

Management

Uno studio del Politecnico di Milano evidenzia una notevole presenza di soluzioni. La tradizione predomina sull’innovazione, ma quest’ultima mostra una rilevante diffusione nella parte più dinamica della filiera

Le aziende utenti sono 75, 158 le applicazioni (132 quelle esecutive) e 26 i progetti in fase di implementazione. Cui si sono aggiunte 33 aziende fornitrici di soluzioni e servizi. Questo è il campione preso in esame dall’Osservatorio permanente della School of Management del Politecnico di Milan o nella ricerca ?Intelligent Transportation Systems?. Obiettivo di tale indagine era tastare il polso al settore dei trasporti per vedere quale uso viene fatto dell’Ict.

Ne è risultato un panorama piuttosto variegato che mostra luci e ombre. Da un lato abbiamo una diffusa adozione delle soluzioni più tradizionali, come ad esempio i sistemi di eSupply Chain Execution per la gestione e lo scambio documen¬ale, che sono utilizzati dal 60% delle aziende esaminate. È una cifra ben al di sopra di quanto non accade in altri settori: infatti in Italia le soluzioni di eCommerce B2b sono in media adottate per gestire meno del 5% dello scambio documentale tra aziende. Solitamente si tratta di soluzioni per l’integrazione applicazione-applicazione basate su sistemi proprietari o standard Edi oppure di portali web-based che supportano i processi di trasmissione degli ordini, il controllo dello stato di avanzamento delle spedizioni e certificazione dell’esito dell’avvenuta consegna.

Un buon grado di adozione, anche se largamente al di sotto delle loro potenzialità, hanno anche le soluzioni di Transportation Management impiegate soprattutto per la pianificazione delle attività e per il controllo di gestione.

Dall’altro lato, troviamo l’adozione di soluzioni più innovative negli ambiti del Field Force Automation e del Fleet& Freight

Management, tipicamente basate sulle tecnologie Mobile&Wireless, quali ad esempio i sistemi GPS per la localizzazione dei mezzi, le applicazioni basate su telefonini/palmari e comunicazione cellulare, le soluzioni basate su tecnologie RFId,sono meno d iffuse e in alcuni segmenti del trasporto largamente inutilizzate.

Nella filiera del trasporto primario su gomma effettuato con automezzi di grandi dimensioni, sono adottate soluzioni Its essenzialmente per lo scambio documentale e, con minore frequenza, soluzioni per la gestione dei trasporti. Poco diffuse le soluzioni di Field Force Automation e di Fleet& Freight Management, con la sola eccezione dei box GPS/GPRS usati prevalentemente nella prevenzione dei furti. Gli attori guida dovrebbero essere gli operatori logistici e le società di autotrasporto più strutturate che però si trovano a operare in una filiera estremamente polverizzata e frammentata, con la conseguenza che ogni innovazione Its ha di fatto implicazioni interorganizzative.

Più dinamica appare la filiera del trasporto secondario su gomma, che si occupa della distribuzione di piccole partite. La forte enfasi sul livello di servizio al cliente e sulla conseguente tempestività sia del ciclo fisico sia di quello informativo costituiscono senza dubbio un fattore di spinta decisivo. Oltre alle tradizionali applicazioni Its, soprattutto nell’ambito dei corrieri espresso, si trovano diverse applicazioni esecutive o comunque progetti avanzati di tipo Field Force Automation a supporto dell’acquisizione dei piani, della guida all’esecuzione delle attività e della rendicontazione.

Nella filiera del trasporto intermodale, che prevede l’utilizzo di due o più modi di tra­sporto, si è riscontrata una decisa ?apertura? verso le applicazioni Its, considerate un importante fattore per colmare il gap di servizio che da sempre ne frena lo sviluppo. Vi sono applicazio­ni e progetti in tutti gli ambiti applicativi, dai sistemi per la gestione delle attività di piazzale (o banchina) ai sistemi per l’inte­grazione e lo scambio documentale, dalle applicazioni di controllo accessi basate su RfId ai box GPS/GPRS per la tracciabili­tà delle merci. È questa forse la filiera più ricca di nuova progettualità con un ruolo trainante giocato dagli interporti e dagli operatori del trasporto intermodale più aperti all’innovazione.

Una spinta decisamente più orientata al­l’innovazione basata su soluzioni Its ca­ratterizza ovviamente le filiere specializzate nel trasporto a temperatura controllata e nel trasporto di merci pericolose. In questi ambiti si trovano i progetti più inno­vativi ? dalla misura dei parametri di stato del mezzo e/o della merce, all’interazione dinamica con gli autisti e i clienti, alla ri­pianificazione dinamica dei viaggi.

In riferimento al processo decisionaledelle aziende utenti, emerge una buona consapevolezza delle potenzialità delle applicazioni: in circa due terzi delle applicazioni esaminate sono stati riscontrati benefici in termini di ridu­zione dei costi e in altrettanti casi benefici di miglioramento del livello di servizio.

Per quanto riguarda le criticità di imple­mentazione, il primo importante risultato è che nel 90% dei casi è stata segnalata una sostan­ziale assenza di criticità. In generale, emer­ge come il personale operativo, una volta che gli sono state correttamen­te trasferite le soluzioni, non oppone resi­stenza al cambiamento, e anzi, compren­dendone i benefici, rappresenta un fattore ?positivo? di sviluppo.

La resistenza all’innovazione, riscontrata in alcune decine di progetti iniziati e poi abbandonati, è prevalentemente riconduci­bile alla scarsa conoscenza delle specifiche soluzioni Its e alla conseguente difficoltà a comprenderne l’impatto sui processi di trasporto.

Per un quarto delle applicazioni esaminate i fornitori hanno giocato un ruolo proatti­vo, proponendo soluzioni adeguate alle esi­genze dell’azienda. Per i restanti tre quarti delle applicazioni, il ruolo dei fornitori è stato invece reattivo: sono state le aziende utenti, dopo aver studiato come reingegnerizzare il processo, a rivolgersi ai fornitori per la pura implementazione.

Autore: ITespresso
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