L’impatto della crisi di Wall Street sull’hi-tech

Management

Dopo il crac di Lehman Brothers, in tanti guardano al mercato tecnologico per investire. Ma la crisi delle borse mondiali si rovescerà sull’hi-tech, il settore più globalizzato di tutti? Il rischio c’è, e nessuno ha in tasca risposte certe. A Credit Suisse piacciono le aziende software: tanta tecnologia e pochi debiti. Ma non solo Microsoft, Sap e Symantec sono in grande spolvero: anche i giochi di Electronic Arts e Nintendo vanno a ruba (lo shopping natalizio non taglierà le ali a videogame e console). Per i mini notebook, i piccoli laptop low-cost, sarà una stagione di shopping. Tra luci e ombre invece gli andamenti finanziari delle Tlc: il 3G sembra tenere, tuttavia i Blackberry muti di banchieri falliti, fanno pensare a un calo nel mercato, almeno a breve termine. A non temere la crisi ancora una volta sono i gadget: hanno l’effetto Prozac e consolano dallo spettro della Depressione.

A delineare tre possibili scenari, ancora in divenire, è Forrester Research: se Wall Street è in crisi, la spesa It e nell’advertising online potrebbe rallentare. Se la recessione, in arrivo, spinge l’America a un periodo di verifica, ecco che tornano sotto la luce dei riflettori gli enti regolatori, quindi l’Antitrust tenderà a rafforzarsi. Infine, il mercato è destinato a consolidarsi, con una nuova ondata di fusioni e acquisizioni. Anche per approfittare degli improvvisi saldi autunnali a Wall Street

Wall Street in crisi spinge l’America in una nuova era, tanto che Telecom Italia ha già ventilato l’ipotesi di un New Deal anche per le reti di nuova generazione italiane (Ngn).

Torna lo slogan, più Stato, meno mercato, rovesciando i canoni dell’era liberista di Reagan e Tatcher. Ma, in questo cambio epocale nella finanza mondiale, i piccoli investitori si chiedono:

quale impatto avrà la crisi delle Borse mondiali sull’hi-tech, il settore più globalizzato di tutti?

L’amministratore delegato della società tedesca d’informatica Software AG, Karl-Heinz Streibich, ha affermato che la crisi finanziaria potrebbe colpire il settore dell’Information technology, finora risparmiato dal rallentamento economico. I segnali per ora sono in controtendenza: l’ultima trimestrale di Oracle, per certi versi light sul fronte fatturato, è comunque positiva;

secondo Qualcomm, la crisi USA non ha troppo intaccato il mercato delle tecnologie 3G; la spesa in advertising in Italia è ancora in crescita.

Credit Suisse guarda al software: tanta tecnologia e pochi debit i. Ma non solo Microsoft, Sap e Symantec sono in grande spolvero: anche i giochi di Electronic Arts e Nintendo vanno a ruba (lo shopping natalizio non taglierà le ali a videogame e console). Per i mini notebook, i piccoli laptop low-cost, sarà una stagione di shopping: scarsa liquidità, portatili bonsa i. Le Tlc hanno invece più ombre che luci: il 3G sembra tenere; tuttavia, i Blackberry muti dei banchieri falliti, fanno temere un calo nel mercato, almeno a breve termine. A non temere la crisi sarebbero invece i gadget: hanno l’effetto Prozac e consolano dallo spettro della Depressione.

Tuttavia altri segnali fanno pensare al contrario: il mercato hi-tech è sotto osservazione. Misurare la febbre è d’obbligo, oggi, per evitare brutte sorprese, domani.

Autore: ITespresso
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