L’impatto dell’IT e del digitale nel mondo del lavoro

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QiBit ha collocato oltre 650 profili in ambito informatico
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Le tecnologie plasmeranno l’intero mondo del lavoro nel giro di 15-20 anni. Il World Economic Forum (WEF) prevede che il 65% dei bambini che oggi entrano a scuola, da adulto ricoprirà ruoli in lavori che tuttora non esistono, grazie all’IT

Se un robot non sa svolgere le vostre mansioni, la vostra busta paga è destinata a lievitare. Secondo il sito Glassdoor, i lavori meglio pagati nel 2015 sono: il fisico, l’avvocato e i manager del settore farmaceutico.

wef_trasformazione_digitale_mondo_lavoroMa le tecnologie saranno sempre più pervasive nel mondo del lavoro e plasmeranno tutti i settori dell’economia – e tutte le tipologie di carriere – nel giro di 15-20 anni. Il World Economic Forum (WEF) prevede che il 65% dei bambini che oggi entrano a scuola, da adulto ricoprirà ruoli in lavori che tuttora non esistono.

Si stima un drammatico declino relativo a 6 milioni di ruoli nell’ambito delle funzioni amministrative e di ufficio, ma anche nella manifattura e nella produzione.

I motivi dell’impatto sui modelli di business dell’industria sono svariati: l’aumento della volatilità geo-politica; Internet Mobile, cloud e big data; economia della condivisione e crowdsourcing; classe media nei Paesi emergenti; fattore demografico nei Paesi emergenti; fenomeno di rapida urbanizzazione; lavori flessibili; cambiamenti climatici e risorse naturali.

L'impatto dell'IT e della trasformazione digitale nel futuro del lavoro
L’impatto dell’IT e della trasformazione digitale nel futuro del lavoro

Nel triennio dal 2015 al 2017 assisteremo alla diffusione di Internet of Things (IoT), della manifattura avanzata e stampa 3D, al fenoeno della longevità e dell’invecchiamento, all’emergere di nuove etiche consumer e nuovi temi legati alla privacy, ma anche al rafforzarsi del Fattore D e delle aspirazioni femminili.

Nel triennio 2018-2020, terranno banco: robotica, trasporti autonomi (self driving-cars), Intelligenza artificiale (AI) e la ricerca di materiali avanzati e biotecnologie.

L’AI, il 3D printing, la produzione efficiente dal punto di vista delle risorse e sostenibile e la robotica sono fattori che avranno un impatto nel nostro modo di realizzare e gestire prodotti e distribuire servizi. Gli ultimi due hanno la potenzialità di creare posti di lavoro nei settori dell’architettura e dell’ingegneria, grazie all’alta domanda per sistemi avanzati automatizzati di produzione.

Da un’indagine del World Economic Forum (WEF), condotta intervistando decision-maker globali di Risorse umane (HR), emerge che il  44% punta a nuove tecnologie che abilitino il lavoro da remoto, spazi di co-working e tele-conferenze come principale driver del cambiamento.

I progressi nel Mobile e nel cloud consentiranno l’accesso da remoto ed istantaneo, aiutando la rapida diffusione di modelli di servizi basati su Internet.

Il mondo del lavoro sta radicalmente cambiando: il nostro posto di lavoro non sarà un ufficio, un open space unico, bensì workspace interconnessi, non legati a un singolo posto, ma a molti. I big data e l’informazione sul traffico in tempo reale, renderanno il nostro lavoro più semplice, ma differente.

L’Industria 4.0 è la quarta rivoluzione industriale, i cui modelli di business disruptive  decentralizzeranno le nostre economie, man mano che si passerà da sistemi di valore basati sul possesso a quelli fondati sull’accesso. L’imprenditorialità personale spazierà dal noleggio auto con conducente all’affitto di stanze (da Uber a AirBnb, che già offre più stanze delle maggiori catene di hotel), diversificando le fonti di reddito dei cittadini- imprenditori.

Le supply chain saranno innovate dall’analytics basata sul cloud.

L’umanità si divide ancora fra apocalittici ed integrati, riprendendo un fortunato e brillante titolo di un celebre libro di Umberto Eco, l’intellettuale, autore di best-seller internazionale, recentemente scomparso. Secondo il forum di Davos, la diffusione di robot potrebbe causare la perdita di milioni di posti di lavoro. Un professore della Rice University, Moshe Vardi, parlando all’American Association for the Advancement of Science tenutosi a Washington DC, lo scenario è tale per cui la disoccupazione potrebbe sfiorare il 50% nell’arco di un trentennio, a causa dei progressi dell’AI. Ma le aziende IT promettono di voler solo rendere il mondo di oggi un posto migliore. A noi non rimane che vigilare sui cambiamenti in atto, per non perdere le opportunità che la trasformazione digitale ci offre. Soprattutto dobbiamo avere gli e-skills e le competenze ICT e digitali necessarie, per non perdere le occasioni e per non rimanere indietro.

Autore: ITespresso
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