L’importanza del software

Aziende

Il software cresce malgrado i tassi elevati della pirateria. I vendor, anche per arginare il fenomeno, varano specifici programmi per tutti i tipi di aziende che i reseller promuovono presso i clienti

Negli ultimi anni lindustria del software ha registrato tassi di crescita elevati, superiori a qualsiasi altro settore. Questo andamento economico positivo ha favorito linnovazione del comparto, ha permesso alle aziende di presentare sul mercato unampia offerta di prodotti e ha consentito la nascita di nuove professionalità e, parallelamente, di nuovi posti di lavoro. Lo sviluppo economico dellindustria del software è tuttavia ostacolato e rallentato dalla presenza del fenomeno della duplicazione illegale, il quale si manifesta in forme diverse, che vanno dallunderlicensing nelle aziende, alla contraffazione fino al commercio clandestino su internet. Il fenomeno della pirateria del software rappresenta in Italia un freno per lo sviluppo e loccupazione. Secondo il Global software piracy report, studio condotto nel 2001 da Bsa (Business Software Alliance), quasi un software su due in Italia era illegale. Il tasso di pirateria informatica, due anni fa, si attestava al 45%, un punto percentuale in meno rispetto allanno prima. A rendere noti questi dati è anche uno studio condotto da International Planning Research per conto di Bsa. Inoltre, a supporto di queste considerazioni, lo studio “La pirateria informatica in azienda”, condotto da Ashdown group e presentato lo scorso anno, ha misurato la comprensione delle licenze software e lattitudine della pirateria delle aziende europee. La ricerca, effettuata realizzando 2.035 interviste telefoniche ai responsabili aziendali della gestione di licenze software di 250 aziende in otto paesi europei, ha messo in luce che in Italia le aziende che utilizzano software equiparano luso illegittimo del prodotto al reato di frode fiscale, di queste il 19% è convinto che la sanzione per la sua duplicazione illegale debba consistere nel pagamento di una multa in aggiunta al rimborso del costo del software illegalmente duplicato. Circa il 2% ritiene che i trasgressori debbano essere sottoposti a un regolare processo.

Secondo quanto si legge nellottava edizione della ricerca Bsa, il livello globale della pirateria software è diminuito di 10 punti negli ultimi otto anni. Per quanto riguarda lEuropa, Bsa attribuisce questo risultato alla crescente consapevolezza del problema da parte delle aziende e della pubblica amministrazione nella gran parte dei paesi europei. Bsa ha annunciato che il tasso di pirateria software medio a livello mondiale è sceso, nel 2002 al 39%, rispetto al 49% registrato nel 1994. In particolare, nellEuropa occidentale la riduzione è stata di 17 punti percentuali passando dal 52% al 35%. Per quanto riguarda lItalia, dal 1994 a oggi il tasso di pirateria è sceso di 22 punti percentuali passando da 69 a 47%. Questo dato, tuttavia, fa restare lItalia sul podio dei paesi dove è maggiore la diffusione di software illegale. A differenza del resto dEuropa, in cui si è avuta una riduzione costante del tasso di pirateria, dal 1994 al 2002, in Italia landamento è stato altalenante: dal 1994 al 1997 il livello di pirateria è progressivamente sceso fino al 43% per poi alternare crescite e diminuzioni in maniera costante. Questanno, lItalia ha visto aumentare il livello di pirateria di due punti percentuali, passando dal 45 al 47%, in controtendenza con la media europea. Il nostro paese è anche lunico tra quelli con il più alto tasso di pirateria che ha avuto un incremento, rispetto allo scorso anno, nel livello di software illecitamente duplicato, un primato poco gratificante che porta lItalia al secondo posto in Europa, preceduta solo dalla Grecia. Il fatto che il fenomeno della pirateria abbia conosciuto una sensibile riduzione nellEuropa occidentale nel corso degli ultimi otto anni non può in alcun modo essere considerato un punto di arrivo – dice Beth Scott, vicepresidente Emea di Bsa. “Il software pirata riguarda ancora più di unapplicazione su tre, con pesanti riflessi negativi sulleconomia. I paesi che si sono impegnati nel ridurre la portata del problema – continua Scott – beneficiano oggi di un sostanziale ritorno economico nonché della prospettiva di una sensibile espansione dei propri mercati it”. Lo studio indipendente commissionato da Bsa si è avvalso di una particolare metodologia di analisi per determinare il livello globale della pirateria relativo alle applicazioni commerciali, le perdite da esso derivanti e la tendenza attuale in atto in 85 paesi. Le perdite a livello mondiale causate dalla pirateria software sono passate dai 10,97 miliardi di dollari del 2001 ai 13,08 miliardi del 2002, con un aumento del 19% imputabile principalmente a una crescita della duplicazione illecita di prodotti software di utilizzo professionale a più alto costo unitario.

Cosa succederebbe se la pirateria software si riducesse di dieci punti percentuali nel giro di pochi anni? Se lo è chiesto Idc secondo cui, entro il 2006, leconomia dellEuropa occidentale e dellEst potrebbe crescere di 100 miliardi di dollari, si potrebbero creare 250 mila nuovi posti di lavoro e il gettito fiscale potrebbe aumentare di 23,3 miliardi di dollari. E così, la società di ricerca sottolinea lopportunità per i governi di ottenere nuove entrate per miliardi di euro da investire in aree quali listruzione, la sanità e la prevenzione del crimine. Lo studio in esame, commissionato da Bsa, ha valutato limpatto del settore It in 57 paesi di tutto il mondo e i benefici economici che deriverebbero dallinasprimento dei provvedimenti e dal rafforzamento dellapplicazione delle regole che tutelano la proprietà intellettuale. La tutela della proprietà intellettuale – dice Scott – alimenta la creatività aprendo nuove opportunità di lavoro per le aziende pubbliche e private. Se gli imprenditori fossero in condizione di introdurre le loro innovazioni sul mercato con la certezza di veder protetto il frutto del loro lavoro, essi potrebbero ampliare le loro attività, assumendo nuovo personale. Questo processo innescherebbe a sua volta laumento dei consumi e lincremento del gettito fiscale”. Nonostante i vantaggi derivanti dalla riduzione della pirateria software si estendano a tutti i paesi presi in esame da Idc, alcuni ne beneficiano in misura maggiore rispetto ad altri. I paesi in cui il tasso di pirateria è più basso, o quelli che sono riusciti a ridurre in misura maggiore il fenomeno hanno già verificato i benefici economici di una maggiore tutela della proprietà intellettuale. Per esempio, il Regno Unito, che è il paese europeo con il tasso di pirateria software più basso in assoluto, ha sperimentato tra il 1995 e il 2001 il tasso di crescita più elevato e la creazione di quasi 200 mila nuovi posti di lavoro. Per quanto riguarda lItalia, se entro il 2006 il nostro paese riuscisse a ridurre di 10 punti percentuali lattuale tasso di pirateria, il settore It potrebbe crescere del 50% raggiungendo un giro daffari pari a 38,1 miliardi di dollari (42.495 miliardi di euro), creando nuove opportunità imprenditoriali e migliaia di nuovi posti di lavoro. I vantaggi economici ottenibili sarebbero significativi. Idc stima una crescita economica per 8 miliardi di dollari (8,9 miliardi di euro), 17.742 nuovi posti di lavoro nel settore high tech e un aumento del fatturato per lindustria locale It di oltre 6,4 miliardi di dollari (7,1 miliardi di euro). Complessivamente, questi incrementi aggiungerebbero oltre 1,8 miliardi di dollari (2 miliardi di euro) al gettito. “enomeno della pirateria. Da tempo – dice Yolanda Rios, presidente di Bsa Italia – siamo impegnati a collaborare con lUnione europea e i singoli stati dellEuropa dellEst allo scopo di incoraggiare linasprimento e il rafforzamento delle misure di protezione della proprietà intellettuale. Riteniamo che i governi debbano dare lesempio varando programmi volti alla sensibilizzazione degli utenti sulle responsabilità e i danni che la pirateria provoca allinnovazione informatica, ai titolari dei diritti e alleconomia in generale”.

Cosa vuol dire oggi per i principali vendor avere programmi di licensing software e indirizzarli sul mercato attraverso partner ad hoc? CRN ha sentito i principali vendor per capire quali sono questi programmi e quali sono i vantaggi per i partner ai quali si indirizzano. Vendiamo i nostri prodotti attraverso diversi canali e il nostro target non sono mai gli utenti finali ma gli sviluppatori”, dice Giovanni Franzini, country manager per lItalia di Borland. “In particolare, i nostri sono prodotti che servono a chi realizza software di costituire applicativi di tipo industriale e con un livello di produttività altissima – continua Franzini – Borland riesce a crescere soprattutto perché segue la fase di sviluppo codice e di testing. Con i partner lavoriamo su tutta la gamma. Abbiamo partner che portano sul mercato i prodotti più sofisticati che rappresentano tool di sviluppo anche per gli imprenditori individuali, inoltre, prodotti che richiedono partner ad hoc per essere veicolati verso le grandi imprese. Borland – conclude Franzini – ha allargato il portafoglio prodotti, è un quadro in evoluzione dal quale possono sicuramente trarne beneficio anche i partner”. Un programma strutturato per fasce, quello messo in campo da Adobe. “Abbiamo un programma di licensing denominato Tlp (Transational Licensing Program) – dice Giuseppe dApolito, channel sales manager – è un programma funzionale e lavora in modo indipendente. è un programma strutturato in fasce. In tutto ve ne sono sette. è basato sul cumulo dei punti e sui vantaggi in termini di benefici, a ogni prodotto diamo un punteggio, sommando i vari punteggi con i prodotti acquistati lacquirente cade in una fascia di prezzo specifica. Le fasce sono contraddistinte da una lettera dellalfabeto, Xabcdef, dove la fascia X da diritto a un minimo di cinque punti, mentre la F può arrivare a oltre 20 mila punti. Per le Pmi – dice dApolito le fasce di riferimento sono la X e la A. Per accedere a una fascia X potrebbero, per esempio, già bastare cinque acrobat che valgono un punto ciascuno, oppure una creative suite (4 punti) più un acrobat (1 punto). Da questo si può quindi osservare che bastano pochi prodotti per una Pmi per poter rientrare in un programma di licensing. Tra i principali vantaggi per la Pmi – dice dApolito – dobbiamo ricordare che la piccola e media impresa non deve firmare alcun contratto e nemmeno alcun impegno futuro di acquisto. Oppure, attraverso i programmi di maintenance le Pmi possono acquistare il prodotto ma poi riceveranno aggiornamenti costanti gratuiti. I vantaggi per chi vende i programmi Adobe sono correlati ai vantaggi per lutente finale, non ci sono contratti da firmare e per i rivenditori cè pure il vantaggio che non devono fare magazzino e ordinano le licenze solo quando cè bisogno”. Tutti i programmi legati alle licenze software sono veicolati attraverso il canale. Questo è quanto ha descritto Microsoft parlando esplicitamente di un cambiamento di scenario, dopo lintroduzione di Software Assurance, pacchetto di risorse ad hoc disponibile dentro i programmi di multilicenza. Per i clienti, i vantaggi derivanti da questo pacchetto sono sostanzialmente quello di aggiornare più facilmente la propria infrastruttura It con le ultime versioni dei prodotti Microsoft. E in più un ulteriore valore aggiunto. Se prima permetteva di pagare un canone annuale per i diritti di aggiornamento rendendo quindi più prevedibile la pianificazione del budget dei clienti, la nuova offerta presenta in più altri vantaggi che consentono di ridurre i costi, migliorare linfrastruttura It e aumentare la produttività del personale. “Open License Easyopen, permette laccesso a una soluzione di cinque licenze miste, prodotti completamente separati che permettono di accedere a una soluzione multilicenza, che consenta per esempio di poter acquisire i prodotti a un prezzo congelato dopo due anni. Open Licence – dice Ilaria Moroni, licensing marketing manager – è stato il primo programma di multilicenza. Per la media impresa, lo step successivo è Open Volume, veicolabile attraverso il canale per i rivenditori. Sempre dedicati alla Pmi, sono stati lanciati due programmi di multilicenza: Myo e Msl, offerti dai rivenditori. La particolarità di questi prodotti – spiega Moroni – sta nel fatto che il cliente firma un contratto con un determinato partner e comunica a Microsoft che sarà quel partner a seguirlo. Ogni anno, quindi, si instaurerà un rapporto diretto, il partner andrà costantemente dal cliente, lo aiuterà a organizzare le macchine e gli comunicherà la presenza di nuovi desktop. Il programma Myo è quello che sposa un po di più la mentalità delle aziende italiane che è quella di possedere. Questo programma infatti consente alle aziende di acquistare le licenze per almeno cinque pc per una durata di tre anni. Questi programmi e soprattutto lintroduzione del pacchetto Software assurance non lasciano il rivenditore senza vantaggi. In particolare – conclude Moroni – questi ultimi possono sfruttare i vantaggi di Software assurance per proporre alle aziende non solo una opportunità di multilicenza, ma anche quella di diventare benefit administrator che possa poi andare a gestire i servizi (sconti, creare voucher di formazione e farsi carico di sfruttare in prima persona i benefici per poi fare gli interventi nelle aziende clienti e usufruire del supporto gratuito dellazienda)”. Sco opera nellambito del software di sistema operativo e di infrastruttura. Il modello base di licensing è specifico per server per utenti utilizzatori contemporanei. “Ci sono poi paramenti che riguardano il numero di cpu, la dimensione della memoria utenti contemporanei collegati, che non sono il numero di pc installati, ma gli utenti, persone fisiche, che accedono al server. Questo – sostiene Orlando Zanni, regional manager The Sco group per Italia, Grecia e Turchia – per i sistemi operativi, in generale, le nostre politiche di licensing sono legate alle dimensioni di utilizzo per la posta elettronica, per esempio. Per quanto riguarda le Pmi più che programmi di licensing abbiamo prodotti specifici, come detto, per la posta elettronica e un sistema operativo sostanzialmente unlimited per la mailbox di posta elettronica e in bundle con il server con un numero base di dieci utenti. La distribuzione avviene attraverso un canale di rivenditori, system integrator e sviluppatori di soluzioni verticali che acquistano i nostri prodotti dai distributori oppure, se i volumi lo permettono, accedono a Isv che consentono di avere condizioni particolari e soluzioni verticali. Non vendiamo direttamente i nostri prodotti agli utilizzatori finali ma ci avvaliamo di partner di canale. Per parlare poi di benefici specifici – dice Zanni – non si è osservata competizione tra vendita diretta e indiretta, i margini per i partner sono dignitosi e in più possono vantare di vendere ai propri clienti prodotti di qualità e affidabilità. Nellultimo anno, poi abbiamo introdotto una novità. Una nuova manutenzione elettronica dello schema di licensing che permette al var di operare sul proprio cliente in modo attivo e aggiornare up to date la macchina del proprio cliente, permettendogli di avere uno stream di revenue aggiuntivo”. Il modello di base è la vendita della licenza perpetua. Le tipologie di licenze – spiega Marco Pedrotti, channel sales manager della Global Software business unit di Hp Italiana – sono tradizionalmente di due tipi: licenza perpetua, cioé una volta acquistata tengo attivo semplicemente un contratto di manutenzione e rappresenta un investimento una tantum del cliente. Ci sono poi altre forme di licenze che prevedono il noleggio temporaneo del software, svolto sia su base mensile per un massimo di 24 mesi. A questo punto dobbiamo comprendere le caratteristiche dei prodotti. Dobbiamo distinguere i nostri prodotti in categorie e dentro la famiglia OpenView ci sono i prodotti per la gestione delle reti. In questo caso il licensing è legato al numero di nodi della rete (con un minimo di 250 nodi) e chiaramente variano i prezzi. Sempre nellarea networking ci sono sistemi di reporting di gestione prestazionale della rete e dati di reporting. In questo caso la licenza si basa su volume di dati che i clienti vogliono gestire. Per quanto riguarda la gestione dellinfrastruttura, di server e system management, il modello di licensing è sviluppato sulla base del numero dei nodi e quindi del numero dei server che devono essere gestiti e ogni server ha bisogno di una licenza. Passiamo poi alle licenze legate al mondo del web management. Si tratta – continua Pedrotti – di licenze che si occupano di controllare la qualità di web server, di web services e qualsiasi componente applicativa di tipici internet basati su sviluppi in ambito Java e Xml. In questo caso il licensing varia in funzione del prodotto software. Abbiamo poi una politica di licensing legata ai componenti per area data management e storage area management. Si tratta, in particolare, di strumenti che fanno back up e Instant recovery. Il modello di licensing è una combinazione tra il numero di device che si utilizza in modo parallelo per fare il back up e il numero di server che si vogliono trattare. Per quanto riguarda i programmi per i partner esistono diverse modalità di accesso. Quello principale è quello di acquistare licenze da un distributore autorizzato Hp (Avnet, Algol, Esprinet e Magirus, per esempio). Attraverso di loro, i nostri partner certificati possono acquistare a condizioni riservate, le licenze software, per poi rivenderle ai loro clienti. Vi è anche la possibilità di acquistare una licenza a condizioni particolari, nel caso in cui un partner costruisca dentro la propria organizzazione un centro ad hoc. In questo caso si tratta di un modello di licensing specifico e particolare dal punto di vista commerciale”. Anche Symantec ha programmi ad hoc per vari mercati: “I nostri programmi di licensing sono tutti per i partner perché il nostro business model prevede di andare sempre attraverso il canale. Gestiamo il rapporto con i clienti e coinvolgiamo il partner anche nella fase di rinnovo. In particolare – dice Massimo Capobianco, channel manager South Region Symantec – abbiamo due famiglie di programmi di licensing. Svlp (Symantec volume licensing program) e un altro programma che si rivolge alla media grande azienda (Elite), che rappresenta unevoluzione di un programma precedente che si chiamava Glp (Global licensing program). Tra le caratteristiche fondamentali del programma Svlp, rileviamo la semplicità nel senso che abbiamo ridotto al minimo laspetto della contrattualistica perché non è necessario lo scambio di carte. Nellambito del nostro programma è prevista la combinazione di acquisti poiché abbiamo un programma di licensing basato su range. Entro le singole fasce dacquisto, che sono cumulabili – spiega Capobianco – sono previsti sconti ad hoc. Inoltre, fare ordini è estremamente semplice. Non cè necessità di fare stock e questo rappresenta un beneficio in quanto, a seconda delle esigenze del cliente, i nostri rivenditori emettono un ordine attraverso il distributore a Symantec. A sua volta, Symantec invia la licenza al distributore o allo stesso rivenditore e questo li spedisce allutente finale. Nella licenza e compresi nel prezzo cè la gold maintenance, che è inclusa in quasi tutte le famiglie di prodotto, e gli update, fondamentali per antivirus e supporto tecnico, in italiano per otto ore su cinque giorni lavorativi. Per quanto riguarda Elite – spiega Capobianco – questa è rilasciata agli utenti finali che raggiungono un minimo di acquisto biennale. Questi programmi possono essere veicolati esclusivamente da Elite partner”. Computer Associates fa sapere di non avere un licensing specifico per la Pmi, una tipologia che può variare a seconda dei prodotti. “Abbiamo dieci tipologie di licenze diverse: dallacquisto cassa, paghi tutto e subito, fino ad arrivare a una forma di noleggio mensile. Questultimo – afferma Andrea Amicabile channel manager Ca per Italia e Grecia – può essere una risposta per le piccole e medie imprese che, dotate di un budget ridotto e senza una necessità specifica di tenere la licenza tutta la vita, possono così rendere flessibile lacquisto. Il programma di noleggio mensile lo abbiamo creato noi di Ca e lo distribuiamo direttamente noi, oppure lo forniamo ai partner a valore, che possono beneficiare di uno strumento di vendita flessibile e approcciare clienti che non hanno grandi budget e hanno bisogno di tecnologia”.

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