L’incontro tra Bill Gates e Steve Jobs fra amarcord e futuro

Aziende

Il faccia a faccia californiano fra i due rivali, organizzato dal Wall Street
Journal, si snoda fra ironia, ricordi, visioni 3d e multitouch. Il computer è
vivo e ha ancora tante carte da giocare

Il Wall Street Journal è riuscito in un’impresa storica, quasi a dieci anni dall’ultimo incontro fra i due rivali:mettere insieme Bill Gates e Steve Jobs sullo stesso palco. Abbiamo già parlato delle novità presentate da Apple (YouTube su Apple Tv e qualche dettaglio sul prossimo iPhone) e Microsoft (il tavolo Surface), rispettivamente, a D: All Things Digital. L’ultimo confronto , che vide i due rivali faccia a faccia, fu il Macworld di Boston del 1997 quando Office tornò su piattaforma Mac. Da allora ne è passata di acqua sotto i ponti: Apple è diventata regina dell’intrattenimento domestico (con iPod, appleTv e l’imminente telefonino iPhone) e Microsoft è ancora il colosso del software e dei sistemi operativi (ma anche delle console di gioco e dei server) che tutti temono e invidiano. Steve Jobs e Bill Gates, classe 1955, sono sempre stati in eterna competizione, con litigi e riappacificazioni. L’incontro californiano mette da parte i litigi e è avvenuto all’insegna della storia, delle sfide del passato e dell’amarcord, con qualche battuta e visioni del futuro che ci aspetta. Ironia innanzitutto: Steve Jobs osserva che quando lui e Bill hanno iniziato l’avvertura hi-tech, erano “i più giovani nella stanza, adesso siamo i più vecchi”. Amarcord: chiusa la parentesi del Come eravamo, Jobs volta pagina e dice: “Adesso dobbiamo preoccuparci del futuro e non del passato“. La diversità: Steve Jobs ‘invidia’ a Gates “la capacità di costruire relazioni con i partner: se fossimo così bravi come loro saremmo migliori di quelli che siamo”; e Bill Gates afferma: “(Jobs) ha un gusto e un’eleganza fenomenali. Sembra sempre capire per primo dove si svolgerà la prossima scommessa del mercato. Apple ha inseguito il sogno di creare prodotti che noi stessi volevamo usare e il mercato ha beneficiato dal suo lavoro”. Tecno-futuro: nessuno dei due ha la palla di cristallo, ma questi due ex giovani della scena hi-tech, che hanno contribuito a fondare l’informatica moderna, ne sanno una più del diavolo. Ecco allora le loro visioni: Steve Jobs punta su semplicità e usabilità, mentre Bill Gates scommette su 3D, multitouch (come il tavolo Surface svelato ieri, ma anche come l’iPhone di apple in arrivo sul mercato Usa). Cosa rimane di questo atteso faccia faccia? L’impressione: di acqua ne è passata tanta sotto i ponti (dal loro primo incontro pubblico, mostrato all’inizio del dibattito), ma nessuno dei due ha cambiato stile (Jobs con il suo informale e chic, in jeans, golfino nero e sneaker,Bill Gates con il suo altrettanto riconoscibile stile, in pantaloni marroni e camicia bianca); il computer è vivo e ha ancora tante carte da giocare, e non mancano gli assi nella manica. Il futuro digitale e Internet hanno ridato nuovo smalto al computer, che ha più vite di un gatto e, dato per spacciato, sa sempre rinascere con una veste nuova. Il faccia a faccia si è concluso all’insegna dell’ironia e dello scherzo: Bill Gates incalza Jobs: “Calmi, Steve non vi illustrerà mai il suo sistema di teletrasporto personale“, e Jobs ribatte: “Sì, sì, voglio Star Trek“. Una risata ma anche, chissà!, un’utopia che suggella un incontro di quelli storici e da ricordare.

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Autore: ITespresso
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