L’India ospita Igf 2008

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Quest’anno Internet Governance Forum si tiene in India, dal 3 al 6 dicembre a Hyderabad. Si affronteranno temi importanti per la Rete, quali: cyber-rights o diritti digitali, il diritto all’accesso, la lotta contro la censura e la cyber-repressione, la multiculturalità e la sicurezza in Rete. Ma la novità di quest’anno è la presenza di Google (con un rappresentante italiano), finora sul “banco degli imputati”, insieme agli altri Big della ricerca online per il ruolo nella cyber-censura in Cina.Sarà l’Igf dei fatti e non solo delle belle parole?

L’ Internet Governance Forum (Igf) vuole approfondire il dibattito internazionale multi-stakeholder tra rappresentanti di Governi, Organizzazioni Internazionali, societa’ civile, settore privato, accademia e comunita’ tecniche sulle opportunità di definire diritti comuni e condivisi che garantiscano l’apertura e il carattere multilaterale di Internet.

A Ginevra nel 2004 si è svolto il Summit Mondiale sulla Società dell’Informazione-WSIS promosso dale Nazioni Unite, conclusosi a Tunisi nel 2005 . Ad Atene nel 2006 si è tenuto Internet Governance Forum: Igf .

Nel 2006 millecinquecento delegati convergevano ad Atene. L’Internet Governance Forum (Igf) di Atene conquistò le prime pagine della stampa internazionali quando Amnesty International chiamò a raccolta i blogger, affinché protestassero contro la censura in Rete e mostrassero solidarietà contro l’oppressione degli utenti online.

Dopo il Wsis di Tunisi, dove le ombre superarono le luci dell’evento, ad Atene si ponevano con forza i temi della cyber-censura, della repressione dei blogger e degli Internauti, ma anche i temi delle libertà in Rete, ma anche dei diritti e doveri online.

Da allora la censura non è affatto diminuita: in Iran e in Cina è all’ordine del giorno, anche Wikipedia è un’illustre vittima del firewall cinese e le ultime Olimpiadi 2008 hanno mostrato tutti i lati oscuri della Rete dagli occhi a mandorla. Anzi si sta diffondendo a

macchia d’olio in altri paesi.

All’Igf di Rio Amnesty denunciò l’insostenibile peso della censura online, ma in questo nuovo appuntamento indiano, all’indomani dei terribili fatti di Mumbai, vedrà la partecipazione attiva di Google, finora nel mirino delle associazioni umanitarie.

Google, con un rappresentante italiano al summit, sarà presente dal 3 al 6 dicembre all’Igf di Hyderabad e dirà la sua, sulla definizione di diritti e doveri in rete alla protezione dei minori, sull’accesso alle informazioni, affrontando quindi anche aspetti legati a censura e concorrenza.

La presenza di un colosso hi-tech come Google, insieme a tutti gli altri stakeholder, fa uscire l’Igf dalla virtualità delle “belle parole”, per trovare un terreno comune con i big della Rete, su un piano pratico. Forse questo Igf potrà trovare quell'”approccio pragmatico” fin qui mancato o disatteso. Speriamo che sia l’Igf della svolta, per trovare quel minimo comun denominatore per dare più libertà alla Rete.

L’Italia, infine, contribuirà al dibattito con la Carta dei diritti di Internet, a un anno dal suo debutto a Rio e dopo 12 mesi di confronto e percorso.

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