Lindows si dà all’home entertainment

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Lindows, il produttore di software Linux, ha inflitto un nuovo colpo a Microsoft, con un pacchetto che vuole copiare il Windows XP Media Center

Idot, un piccolo produttore di PC specializzato in vendite dirette online, commercializzerà il modello Lindows Media Computer, che comprende alcune funzioni di home entertainment come la riproduzione di DVD e musica digitale. La compagnia dovrebbe iniziare a vendere i nuovi PC all’inizio di febbraio, ad un costo base di 330 dollari, monitor escluso. L’obbiettivo è offrire un PC a basso costo che possa riunire numerose applicazioni di home entertainment, ha affermato Michael Robertson, CEO di Lindows in una dichiarazione. “Per meno di 350 dollari i consumatori possono avere un lettore DVD, un lettore CD e un personal computer in ogni stanza della casa o dell’ufficio”. Il PC multimediale sembra essere una risposta ridotta allo strombazzato Windows XP Media Center di Microsoft, una versione del sistema operativo incentrata su funzioni di intrattenimento digitale. Ai PC di Lindows mancano una serie di funzioni di base che si trovano invece nella versione di Windows, come la possibilità di registrare i programmi televisivi e il telecomando. I PC di Idot sono basati su processori prodotti da Via Technologies e sono simili ai PC a basso costo di Lindows venduti da Wal-Mart, con l’aggiunta dell’unità DVD e del relativo software. Lindows utilizza il programma etDVD della software house Elegent per la riproduzione dei DVD. Linux ha una storia di contenziosi con i DVD. Il perseguitato software DeCSS, che i governi e le industrie cinematografiche hanno attaccato in quanto strumento per la copia illegale dei DVD, era stato originariamente creato per consentire agli utenti Linux la visione dei DVD sui propri computer. Robertson, fondatore di MP3.com, ha avviato Lindows due anni fa con l’intenzione di offrire una versione semplificata, orientata al consumatore, del sistema operativo open source Linux. La compagnia è stata immediatamente citata da Microsoft per aver sfruttato inappropriatamente il marchio Windows.

Autore: ITespresso
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