L’industria creativa e culturale supera le Tlc

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L’industria creativa e culturale supera le Tlc

Lo studio Italia Creativa, pubblicato da EY (Ernst&Young), giunto alla seconda edizione, misura l’impatto economico complessivo dell’industria creativa e della cultura in Italia, un settore che sfiora il 3% del PIL, supera le Telco e tallona la chimica

Giunto alla seconda edizione, lo studio Italia Creativa, pubblicato da EY (Ernst&Young), misura l’impatto economico complessivo dell’industria creativa e della cultura in Italia. Essa rappresenta il terzo settore per occupazione con 880 mila occupati diretti, in crescita dell’1,7% rispetto al 2014: ha superato il milione di addetti, contando gli occupati indiretti. L’Italia della creatività e della cultura ha superato Tlc, energia, automotive e persino l’alimentare.

EY: L’industria creativa e culturale supera le Tlc
EY: L’industria creativa e culturale supera le Tlc

Il settore dell’Italia creativa vale il 3% del PIL: sfiora i 48 miliardi di euro (per la precisione, 47,9 miliardi di euro) nel 2015, in crescita del 2,4% rispetto al 2014, un incremento superiore a quello del PIL nello stesso biennio. I ricavi diretti sono aumentati di 951 milioni di euro. In termini di valore, l’industria della creatività e della cultura si piazza davanti a quella delle Tlc (38 miliardi di euro) e tallona l’industria chimica (50 miliardi di euro).

A trainare il mercato culturale è la musica, in crescita del 10% rispetto al 2014, ma, sotto il profilo occupazionale, il settore che ha registrato l’incremento maggiore è quello dei videogiochi, con un +7,8% rispetto all’anno precedente. Unico settore che chiude l’anno col segno meno è quello dell’editoria periodica e quotidiani (-8,3%).

Ben l’86% del fatturato è costituito da ricavi diretti, quelli provenienti dalle attività della filiera creativa quali: la concezione, la produzione e la distribuzione di opere e servizi culturali e creativi, mentre il restante è attribuito a ricavi indiretti, ovvero quelli derivanti da attività collaterali o sussidiarie.

Se contrastasse più efficacemente minacce come il value gap e la pirateria, il settore spiccherebbe il volo, raggiungendo quota 72 miliardi di euro. Per crescere, l’Italia creativa deve scommettere su digitale, contaminazione tra digitale ed industria tradizionale, capitale umano ed internazionalizzazione. Proprio in merito a quest’ultimo punto, la letteratura italiana riscuote un successo crescente in Gran Bretagna: traduzioni e vendite sono spinte dalla popolarità raggiunta in Regno Unito da Elena Ferrante.

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