Line of Sight: Vietnam

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Quando il gioco si fa duro… talvolta conviene smettere!

Line of Sight è uno sparatutto (in prima o terza persona) che dichiara apertamente il suo approccio iperrealistico sin dalle prime battute. Piuttosto che sviluppare una serie di missioni diversificate, e magari romanzate da una trama coinvolgente, il gioco si articola in scenari slegati e pressoché identici, tutti caratterizzati da una jungla vietnamita tremendamente ripetitiva. La grafica è ammirevole: non si era mai vista una flora così realistica! D’altronde è un bene che l’erba sia “bella”, dal momento che bisogna strisciarvi dentro dall’inizio alla fine del gioco: basta alzare la testa, anche solo un istante, per essere centrati da un vietcong che non si avrà neppure l’onore di vedere. Il movimento furtivo è l’unica opzione possibile e, spesso, l’unica alternativa a una morte certa sta nel non farsi notare del nemico, che, naturalmente, ha un udito e una vista sovrannaturali. La mancanza di qualsivoglia indicazione nella mappa relativa alla propria posizione e alla propria destinazione, fa poi di ogni missione un disperato peregrinare tra migliaia di cespugli tutti uguali. Il tocco finale viene dalla feroce intelligenza artificiale del nemico, che non lascia neppure il tempo di improvvisare una qualche reazione. Realistico quanto si vuole, questo gioco tende ad assomigliare più a una punizione che a un passatempo. Apprezziamo il prezzo contenuto, ma possiamo consigliare Line of Sight solo ai giocatori davvero inossidabili.

Autore: ITespresso
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