Line sfida Whatsapp e pensa all’IPO

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LINE sfida Whatsapp e pensa all'IPO
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Line potrebbe qyotarsi a Tokyo o a New York, o in entrambe le piazze finanziarie. Con un’initial public offering (Ipo) da 20 miliardi di dollari. Intanto l’app di messaggistica di Naver pensa all’internazionalizzazione

Naver, il motore di ricerca asiatico che ha battuto Google in Sud Corea, vuole internazionalizzare Line, l’app di messaggistica (per iPhone  Android e Windows Phone) che sfida WhatsApp e WeChat. L’80% del fatturato di Line arriva dal Giappone, dove una sussidiaria di Naver ha creato l’applicazione di messaggistica istantanea, per superare i problemi di comunicazione avvenuti nel terremoto e tsunami del 2011. Line guadagna vendendo advertising, giochi ed emoticon, noti come stamps.

Il portale ha dichiarato che Naver detiene il 75% del mercato della ricerca online in Sud Corea,secondo KoreanClick, mentre Google, che ha debuttato in Sud Corea nel 2006, si ferma al 2%. La Sud-Corea con Cina e Russia è uno dei rari Paesi in cui il motore di ricerca di Mountain View non sfonda.

LINE sfida Whatsapp e pensa all'IPO
LINE sfida Whatsapp e pensa all’IPO

Line conta 470 milioni di utenti. La ricetta del suo successo è un design semplice d’uso, ma ricco di emoticon. Line sfida WeChat di Tencent e WhatsApp di Facebook. Line potrebbe qyotarsi a Tokyo o a New York, o in entrambe le piazze finanziarie. Con un’initial public offering (Ipo) da 20 miliardi di dollari. Intanto l’app di messaggistica di Naver pensa all’internazionalizzazion.

Naver.com venne fondata da Lee Hae-jin i nel 1999 come risposta all’ingresso di Yahoo! in Sud Corea. Il successo di Naver è dovuto ai forum di domande e risposte e al motore di ricerca che fondeva i risultati di ricerca di news, blog ed altre categorie in un’unica pagina. Naver è il quinto titolo più appetibile nel Paese asiatico, con un valore di capitalizzazione di 26.76 miliardi di dollari. Ma Line, nata dalla sussidiaria giapponese, è ora uno dei business più noti del motore di ricerca. Ed ora vuole sfidare a livello globale WhatsApp, acquisita per 19 miliardi di dollari da Facebook, e WeChat, l’app che consente anche il noleggio di un taxi.

Autore: ITespresso
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