LinkedIn cresce e smentisce la bolla 2.0

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I conti in rosso di Groupon facevano tremare il Nasdaq, ma i numeri LinkedIn riportano il sereno. Per ora non c’è bolla 2.0

Dopo i fiumi di inchiostro e le valaghe di Bit sulla prossima IPO di Facebook, gli analisti scrutano i bilanci dei social network e dei siti quotati al Nasdaq e si interrogano se ci sia “aria di bolla 2.0” oppure no. La trimestrale di Groupon dell’altro ieri aveva fatto tremare i bolsi a qualcuno: il profondo rosso del titolo Groupon, ieri in calo del 13,3% sotto ai 21,3 dollari, faceva temere il peggio. Ma i ricavi dell’azienda dei coupon e degli sconti online, pur deludendo Wall Street, ha comunque registrato ricavi in crescita da 172,2 a 506,5 milioni di dollari, oltre le stime. Il titolo di LinkedIn, dall’initial public offering (Ipo) di maggio, si è impennato del 70%.

A rasserenare gli animi arrivano anche i conti di LinkedIn, il social network dei professionisti. Crescono le sottoscrizioni a LinkedIn e i prodotti. Secondo Reuters, LinkedIn batte le stime. Le sottoscrizioni al servizio sono balzate da 131.2 milioni ad oltre 150 milioni. E soprattutto in vista della quotazione di Facebook, è una buona notizia. LinkedIn è usato dai professionisti per cercare lavoro o nuovi contratti, monetizza vendendo sottoscrizioni Premium ai suoi membri affiliati e aiutando le aziende sia con le assunzioni che con il marketing.

I ricavi di LinkedIn nel quarto trimestre sono a quota 167.7 milioni di dollari, oltre le aspettative (nel primo trimestre saranno revenue fra 170 e 175 milioni di dollari, l’EBITDA fra 25 e 27 milioni di dollari, in linea con le stime di Wall Street). Per l’intero anno LinkedIn stima: l’EBITDA in un range fra 155 e 165 milioni di dollari, mentre i ricavi si attesteranno fra 840 e 860 milioni di dollari. Attualmente il modello business delle aziende Internet è solido.

LinkedIn a Wall Street
Autore: ITespresso
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