Linkedin Economic Graph, ecco lo studio sul mercato del lavoro

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LinkedIn batte le aspettative
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Linkedin presenta i dati dello studio Economic Graph relativi all’economia dell’occupazione e delle competenze nella città di Milano. Università, aziende e istituzioni in relazione tra loro e con il social network per l’incontro di domanda e offerta

Linkedin, la piattaforma social per il mondo del lavoro appena acquisita da Microsoft, è strumento riconosciuto affidabile – un vero eldorado di dati – quando si parla di professionalità, professioni, competenze da offrire al mondo del lavoro, possibilità da esperire nel mondo del lavoro.

I risultati del primo studio The Economic Graph sulla situazione del mercato del lavoro, realizzato in Italia, e basato sull’analisi dei dati presenti sulla piattaforma e relativi all’area di Milano, offre tanti spunti di riflessione agli addetti ai lavori, al mondo delle aziende, all’università come anche alla pubblica amministrazione.

Linkedin Milan Economic Graph
Linkedin Milan Economic Graph

Milano, da sola conta 829mila professionisti registrati, 96mila aziende con quasi 5mila offerte di lavoro. Sono invece oltre 9 milioni gli iscritti italiani, 433 milioni nel mondo, ma è di soddisfazione sapere anche che in Italia si contano due iscritti in più ogni secondo.

E Marcello Albergoni, che guida Linkedin in Italia, è orgoglioso sia per il fatto che Milano sia una delle quattro città scelte per la ricerca (insieme ad Amsterdam, Manchester e Stoccolma), sia di avere raccolto un panel di osservatori del mondo del lavoro e della scuola in grado di leggere i dati offerti e lo scenario, tra cui Grazia Fimiani, Human Resources and Organization Executive Vice President, ENI spa; Roberto Biazzi, Chief of Human Capital Division Fastweb; Ivan Tardivo, Global Head of HR Corporate & Investment per UniCredit; Nicola Pasini, Delegato del Rettore alle Relazioni e Comunicazioni Istituzionali Università degli Studi di Milano; Loredana Garlati, Pro Rettore per l’Orientamento e le attività di Job Placement dell’Università degli Studi di Milano Bicocca e Antonella Sciarrone Alibrandi, Prorettore Università Cattolica del Sacro Cuore.

Le cifre snocciolate da Albergoni – che non nasconde l’ambizione di Linkedin di racchiudere idealmente la fotografia di tutta l’economia del lavoro nel suo sistema (3 miliardi di curricula)  – raccontano quindi che uno dei profili su dieci di Linkedin in Italia è milanese, che funziona il circolo delle aziende che pescano competenze dalle università, che attingono candidati dalle scuole superiori, che il sistema Linkedin ha categorizzato circa 17mila competenze, tra cui scegliere.

I settori principali in cui lavorano gli iscritti di milano sono: i servizi professionali, la tecnologia, i servizi finanziari e le assicurazioni. Non una novità, ma rispetto a questi settori le offerte di lavoro sono fortemente sbilanciate sull’ambito tecnologico. Quelle per i professionisti del mondo della tecnologia superano del 15 percento la media mondiale, attestandosi intorno al 28 percento del totale.

Nell’ultimo anno, nell’area metropolitana di Milano, si sono calcolate circa 49mila nuove assunzioni, in particolare per i professionisti con competenze di tipo economico finanziario, Social Media Marketing e Relazioni Internazionali.

Marcello Albergoni - Linkedin
Marcello Albergoni – Head of Italy Linkedin

Un altro dato interessante riguarda gli skill unici milanesi rispetto alla popolazione europea su Moda, Consulenze Legali e Conoscenze delle lingue straniere.
Approdano a Milano professionisti prevalentemente da Roma, Napoli e Torino, per quanto riguarda gli spostamenti interni, mentre si parte da Milano per andare a Londra, in Svizzera e in Germania. L’immigrazione di talenti a Milano ha portato sostanzialmente tre skill: la programmazione – soprattutto in C++, professionalità legate a ristorazione e servizi di catering (per Expo) e le competenze di relazione tra PA e imprese anche in ambito internazionale. Un tema interessante è quello delle opportunità; riguardo la tecnologia le posizioni aperte nel settore sono più del doppio rispetto alla media globale; significa che le aziende che offrono lavoro cercano competenze tecnologiche, è un dato che merita l’impegno per costruire e offrire queste competenze.

Linkedin - Le cifre
Linkedin – Le cifre

Il filo che unisce tutte le cifre e determina una visione d’insieme positiva è dato dal fatto che i flussi migratori da e verso l’area milanese non producono solo l’acquisizione o la perdita di competenze professionali, ma attivano anche, e soprattutto, connessioni con altre città in Italia, come all’estero. Milano si pone, a tutti gli effetti, come vero e proprio hub virtuoso, in cui si è già oltre i primi passi riguardo la collaborazione tra aziende e scuola, con più fatica invece per quanto riguarda le istituzioni, anche se Giuseppe Di Raimondo Metallo, Direttore Vicario della Direzione Generale Istruzione Formazione e Lavoro di Regione Lombardia, offre il contributo alla discussione dei dati più di ampia prospettiva, considerata l’attenzione per tutte le fasce di età nell’attività regionale di formazione e collocamento (certo con l’aiuto di partner abilitati).

Questa prospettiva manca invece agli interventi dei responsabili universitari, per ovvie ragioni (considerato il compito formativo), ma anche e soprattutto a quelli delle aziende, più attente alla valutazione dei talenti, al loro riconoscimento – inteso come la capacità di evidenziare al meglio le competenze personali per una migliore collocazione (Fimiani, ENI) – ma in sintesi relativamente ancora poco inclini, lo sottolinea bene Loredana Garlati (Pro Rettori Un. Studi Milano Bicocca), sia ad investire in borse di studio, sia a partecipare a iniziative come i dottorati industriali.

Regione Lombardia - Il sistema integrato delle politiche per il lavoro
Regione Lombardia – Il sistema integrato delle politiche per il lavoro

Le aziende quindi sembrano più pronte ad attingere che a reinvestire. Di Raimondo Metallo, evidenzia invece come i principi cardine delle misure regionali siano legati alla proposta di percorsi quanto più possibile personalizzati, a progetti come quello di Garanzia Giovani, di alternanza scuola/lavoro,  e come i criteri di azione siano di far lievitare il capitale sociale e abilitare, per tutti, la possibilità di approdare a reti di supporto abilitate dalle azioni di partenariato.

Quello che manca al dibattito infatti è forse proprio l’attenzione ai profili più deboli che, pur su Linkedin, saranno quelli che faranno maggiore fatica e che subiranno per primi gli effetti della quarta rivoluzione industriale. I responsabili Unicredit, Fastweb sottolineano come i candidati talentuosi possano permettersi anche di valutare la modalità dell’offerta lavorativa, il contesto di lavoro, tengano in conto il modo di presentarsi online dell’azienda. Possibilità certo preclusa ad ampie fascie di candidati.

E se da un lato tutti gli attori sono concordi nell’attribuire a Milano il primato di avere in ampia parte colmato il gap tecnologico infrastrutturale, si concorda anche sul fatto che le sinergie in atto siano tutt’altro che a pieno regime, che ancora si faccia poco sistema (Biazzi, Fastweb) e a chi lascia il Paese per raccogliere la sfida all’estero spesso non si sia poi in grado di offrire il biglietto di ritorno. Con i rappresentanti universitari che sottolineano come da un lato le facoltà siano aperte a certificare competenze formative, e sia però anche una vera e propria contraddizione di sistema quella di lamentarsi per il numero di laureati tra i più bassi d’Europa, ma allo stesso tempo per ragioni amministrative arroccarsi sul numero chiuso.

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