L’Inno che non piace alla RIAA

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Dopo Napster e gli altri programmi P2P, la RIAA, l’associazione delle case
discografiche americane, si scaglia contro i prodotti che permettono di
registrare canzoni trasmesse alla radio

WASHINGTON (Usa) – Dopo Napster e gli altri programmi P2P, la RIAA, l’associazione delle case discografiche americane, si scaglia contro i prodotti che permettono di registrare canzoni trasmesse alla radio. L’accusa è diretta principalmente contro XM Satellite Radio che ha commercializzato, in collaborazione con Pioneer, il lettore audio portatile ?Inno?. Il dispositivo permette infatti di registrare i contenuti delle radio digitali gestite proprio dal circuito di XM. Con qualche clic e pochi comandi Inno consente anche di pre-impostare la registrazione dei programmi preferiti e di creare e personalizzare le proprie playlist. Si tratta di funzionalità che non sono piaciute affatto alla RIAA che è arrivata a chiedere ben 150 mila dollari di multa per ogni brano registrato alla radio attraverso questo dispositivo. A niente sono servite le spiegazioni di XM e Pioneer volte a far presente all’agguerrita associazione che la musica registrata con Inno non può essere trasferita su altri dispositivi portatili o su PC. Inno è comunque in vendita al sito http://shop.xmradio.com

Autore: ITespresso
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