L’internet che salverà il turismo

Management

Se quello del turismo è un comparto destinato a crescere il 2% anno su anno,
il segmento online sta vivendo invece una stagione di espansione vorticosa.
Servono però software e infrastrutture tecnologiche, per gli alberghi che
vogliono entrare nella Rete

Se l’Italia perde posizioni come meta turistica, visto che negli anni ?70 era il luogo preferito a livello mondiale mentre oggi è scivolata al quinto posto superata anche dalla Cina, potrebbe la tecnologia, l’informatica nel nostro caso, contribuire a un’ inversione di rotta? Per il momento il vicepremier Francesco Rutelli ha fatto appello a internet, istituendo un sito ( www.turistiprotagonisti.it ) e un numero per gli sms (48235) in modo che i vacanzieri italiani possano dare i loro consigli, prendendo spunto da quanto visto e vissuto durante i loro soggiorni all’estero . In ogni caso le cifre di questa industria rimangono importanti, come testimonia uno studio del Wttc (World travel & Tourism Council): la domanda dovrebbe generare complessivamente un fatturato di 246.927,3 milioni di dollari nel 2006, fino a rappresentare il 13,1% dell’export, pari a un contributo al Pil del 4,6%. Se quest’anno la domanda dovrebbe crescere del 2,9%, la crescita media dal 2007 al 2016 dovrebbe mantenersi sul 2,2%. Il settore darà lavoro a 1.115.000 persone quest’anno, una percentuale pari all’11,9% dell’impiego, ma nel 2016 questa cifra sarà più che raddoppiata fino a rappresentare 2.908.000 posti di lavoro, pari al 12,8%. Insomma cifre che confermano la centralità del turismo nell’economia nazionale e l’importanza per le aziende informatiche di presidiare il settore. Intanto il turismo online cresce a ritmi vertiginosi, un po’ come lo shopping online, mantenendo le promesse fatte nel 2000 dall’allora bolla di internet . Secondo uno studio di Forrester Research lo shopping online vedrà nel 2006 100 milioni di persone comprare beni per 100 miliardi di euro, con una spesa pro capite media di 1000 euro. Una tendenza destinata a continuare: una stima di lungo periodo su 17 paesi europei, vede nei prossimi 5 anni duplicare le vendite on line, raggiungendo una spesa complessiva di 263 miliardi di euro, da parte di 174 milioni di acquirenti con una spesa pro-capite media di 1500 euro. I settori maggiormente beneficiati saranno l’abbigliamento, gli alimentari, l’elettronica di consumo e soprattutto i viaggi . Un settore che da solo rappresenta un terzo dell’e-commerce e Forrester prevede che entro il 2011 la spesa destinata ai viaggi online crescerà del 133% (circa 77 miliardi di euro). Inghilterra e Germania saranno in Europa le nazioni più dedite allo shopping online, mentre l’Italia e la Spagna insieme rappresentano meno del 7% della spesa online, ma nei prossimi cinque anni il loro share aumenterà gradualmente fino a raggiungere il 10% .

Autore: ITespresso
Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore