L’intuito non basta a fermare lo spam

CyberwarSicurezza

Da un quiz elaborato da McAfee emerge quanto ancora la minaccia dello spam
sia reale, nonostante i consumatori siano più smaliziati del passato

Un ?Quiz sullo spam? per capire quanto il fenomeno sia compreso e identificato dai consumatori. Lo ha lanciato McAfee nel mese di agosto, trovando una immediata risposta da parte del pubblico, evidentemente intreressato all’argomento. Dalle oltre 7 mila risposte catalogate, emerge che il 55% delle persone non è in grado di giudicare correttamente quali siano i siti Web pericolosi, che condividono gli indirizzi di posta elettronica con terze parti. Il quiz ha presentato ai consumatori home page e link delle policy sulla privacy di otto coppie di siti Web, chiedendo loro di giudicare quale di ogni coppia fosse quella ?buona?. ??Lo spam è molto più di un semplice fastidio. La casella in ingresso della posta elettronica rimane uno dei principali punti di entrata per virus, attacchi di phishing e furti di identità – ha affermato Chris Dixon, director of strategy di McAfee SiteAdvisor – L’incertezza sull’utilizzo dell’email da parte dei siti Web ha generato scetticismo tra i consumatori riguardo l’iscrizione a newsletter, forum e altri passatempi online sicuri?. Il comportamento dei partecipanti ha rivelato una scarsa capacità di identificare siti spam. Chi ha scelto i tre peggiori siti, tra le possibili coppie offerte, avrebbe ricevuto nella realtà almeno 2 mila mail alla settimana; uno solo dei siti ?cattivi? avrebbe portato alla ricezione di almento 300 messaggi in una settimana. Inoltre, solo la metà dei partecipanti ha letto la policy sulla privacy, nonostante fosse ben evidente il link di riferimento sui siti ?giusti?. Alcuni addirittura sceglievano il sito senza policy piuttosto che quello che l’aveva. Dall’indagine emerge inoltre che la capacità di distinguere gli indirizzi pericolosi varia a seconda della categoria del sito Web. La percezione di pericolosità si abbassa in quelli dedicati agli appuntamenti online e in quelli delle carte di credito. Mentre è più alta in quelle dei giochi e dei siti culturali.

Autore: ITespresso
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