Linux colpisce il cuore delle imprese

Aziende

Dai web server ai sistemi Unix, ai mainframe per applicazioni mission critical, il sistema operativo open source guadagna quote di mercato e attrae le aziende promettendo risparmi e flessibilità. Le strategie di Computer Associates, Hewlett-Packard e Ibm

Linux è ormai un sistema operativo che software e hardware vendor non possono più ignorare, specie nellambito enterprise. È in questarea infatti che si registrano i maggiori successi mentre sul versante desktop e consumer la filosofia open source stenta ad affermarsi, anche se qualcosa bolle in pentola. Secondo studi Idc del 2002 il mercato dei server Linux è destinato a crescere a un tasso medio annuo superiore al 30% fino al 2005, con un fatturato che dai due miliardi di dollari del 2001 dovrebbe portarsi agli 8 miliardi del 2005. Anche sul versante software le prospettive sono entusiasmanti; sempre secondo Idc, le entrate derivanti dal sistema operativo Linux e software collegati dovrebbero registrare un incremento medio annuo del 28,2% fino al 2006. Gartner Group, invece, in una ricerca dellagosto del 2002 afferma che nel 2007 il mercato Linux supererà i 9 miliardi di dollari di fatturato. Daltra parte Eva Beck, business manager Linux industry standard server Emea di Hp sostiene che già ora il 33% di tutti i web server utilizza Linux come sistema operativo, spesso allinsaputa dei vertici dellazienda. Unaffermazione, questa, avallata da diversi addetti ai lavori, anche da una indagine di Computer Associates, per cui Linux sarebbe molto più diffuso di quanto si possa pensare o di quanto possano saperne i vari Cio delle aziende. Daltra parte la sua diffusione è difficile da determinare a priori, non potendo infatti contare esattamente il numero di licenze vendute, il condizionale quando si parla di Linux è sempre dobbligo, ma unindagine di Morgan Stanley condotta sui Cio mostra che a livello mondiale il 29% delle aziende stanno già utilizzando server Linux.

Oltre allarea dei web server, dove il successo dellaccoppiata server Apache e Linux ha, come si diceva, prodotto esiti interessanti, è in generale il settore dei server industry standard per applicazioni di firewall, proxy, mail, a essere preso in considerazione dalle aziende attualmente. In futuro però Linux dovrebbe guadagnare quote di mercato sempre più in aree mission critical dove serve una grande potenza di calcolo. Ibm lo sta abbinando con successo ai mainframe per applicazioni nel mondo bancario o di pubblica amministrazione e Ca ha già destinato alcune soluzioni allabbinata mainframe-Linux. Secondo Gartner entro il 2006 sarà un ottimo sostituto di Unix nel 70% delle applicazioni. E, come nel caso di Unix, il sistema operativo si troverà ad affrontare il problema di mantenersi open source senza frammentarsi in molte versioni incompatibili. In realtà un altro problema che Linux deve superare per la sua affermazione è il timore, diffuso fra gli utenti, di non riuscire a gestire da soli il trapasso a un nuovo sistema operativo. Una paura particolarmente giustificata nelle piccole aziende dove spesso non esiste un reparto it. Il profilo dellutilizzatore di Linux è sempre stato quello di una grande azienda con al proprio interno una struttura di sviluppo e supporto, che già usava un sistema Unix proprietario. Una ricerca condotta da Hp mostra come la mancanza di competenze interne allazienda e un non sempre efficiente supporto del vendor siano le maggiori barriere alladozione di questo sistema operativo. Per superare queste paure gli utenti desidererebbero un punto di riferimento unico da cui ricevere hardware, software, sistema operativo e naturalmente servizi e supporto. Solo così i tanti vantaggi di Linux, che indubbiamente fanno gola alle aziende, potrebbero emergere completamente. Primo fra tutti il risparmio dovuto al non dover pagare le licenze (ma anche spesso dalluso di un processore Intel al posto di un Risc proprietario), a cui si aggiunge la riconosciuta flessibilità di questo sistema operativo e non ultimo un allontanamento dalla dipendenza da Microsoft.

Limpegno di Computer Associates annunciato allultimo Linux World Expo, è una garanzia per gli utilizzatori per non fare un salto nel buio e poter integrare Linux con il resto della struttura it aziendale. Spesso si dice che un ostacolo allaffermazione di Linux risieda nella mancanza di applicazioni. Uno stato di cose che non dovrebbe durare a lungo, sibile vederlo allultimo LinuxWorld Expo, dove tra le altre cose la società si è aggiudicata la nomina di Best Security Solution per il software antivirus eTrust. Stiamo chiaramente assumendoci il rischio di sviluppare soluzioni Linux e pensiamo sia un ottimo rischio da correre, perché è basato sulle richieste dei nostri clienti, ha sostenuto Sanjay Kumar, presi dente e ceo di Computer Associates. Quello che stiamo facendo è rispondere alle richieste del mercato, dei nostri clienti, ha ribadito Gualtiero Arnaudi, program manager di Ca Emea. Il nostro impegno nel mondo Linux è iniziato dapprima in maniera leggera e si è poi rafforzato nel tempo. Un anno fa annunciavamo, sempre al LinuxWorld Expo, il nostro interesse, avevamo allora 20 soluzioni su Linux, questanno abbiamo incrementato il nostro committment e non è un caso se il numero di applicativi è salito a più di 60. Questo non preclude certo il nostro interesse per gli altri sistemi operativi, il nostro è, e rimane, un atteggiamento di estrema apertura. A fine gennaio sono state infatti annunciate 12 nuove soluzioni per la gestione, la protezione, lintegrazione e lutilizzo della tecnologia open source, con nuove release per Apache web server, MySQL, Websphere e z/OS. Daltra parte Ca è uno dei membri fondatori dellOpen Source Development Lab, lorganismo che contribuisce allo sviluppo di prestazioni, scalabilità, test in ambiente mission critical, mentre provvede competenze e risorse e garantisce la compatibilità con gli standard aperti. Unulteriore conferma dellimpegno in questambito arriva anche dalla creazione del Linux Technology Group, unorganizzazione guidata da Sam Greenblatt, senior vice president e chief technology officer, trasversale ai vari brand dellazienda e alle diverse piattaforme, che si prefigge lintegrazione orizzontale delle soluzioni Linux tra tutti i brand Ca, promuovendo linnovazione con la partecipazione e il contributo dei clienti e dei partner. Perché lobiettivo dellazienda è proprio quello di realizzare una completa integrazione portando le stesse applicazioni su tutte le piattaforme (Intel, Mac, Risc, Sparc e così via) ovviamente in ambito enterprise. Lintenzione è quella di proporre il sistema operativo open source per applicazioni mission critical, in ambito di alte prestazioni con la sua adozione nelle batterie di server in cluster e sugli zSeries e S/390. Si tratta anche di realizzare una riduzione del total cost of ownership, integrando Linux con linfrastruttura enterprise, spingendo la flessibilità fino alla neutralità rispetto alla piattaforma hardware, che deve poter essere un pda come un mainframe. E in effetti, vista la propria competenza in questarea, i primi porting di Linux di Ca hanno riguardato proprio il mondo mainframe.

Il commitment di Ca per Linux è stato salutato con particolare entusiasmo da tutti quegli operatori convinti che una delle aree dove lopen source si dimostra più debole è quella del software management, un settore in cui lazienda è invece affermata, specie per quanto riguarda job automation, scheduling, backup e recovery. Secondo Dan Kusnetzky, vice president Idc in charge of research for operating environment and platform, i nuovi prodotti di Ca e la sua strategia garantiscono le aziende che intendono adottare Linux di non aver fatto un salto nel vuoto. Quello che le società cercano sono strumenti che funzionino su tutti i loro diversi ambienti – ha dichiarato – e vorrebbero creare un ambiente unificato di management. Un settore in cui Ca è particolarmente forte. E naturalmente ancora più felici delle scelte di Ca sono i produttori dei sistemi operativi come Red Hat, Sco e Suse, con cui esistono delle partnership precise. Come testimonia Orlando Zanni, regional manager di Sco Group Non posso che accogliere con piacere il rafforzamento del committment di Ca, che ormai tratta Linux come una piattaforma business a tutti gli effetti. Riutilizzo dellhardware e tendenza al risparmio oggi convivono in Linux con ;attenzione alle alte prestazioni. Secondo Robert Loos, territory manager South Emea di Suse, la combinazione del proprio sistema operativo e delle soluzioni di management di Ca darà alle aziende la possibilità di implementare applicazioni efficienti, anche da un punto di vista dei costi. Anche per Federico Musto, vice presidente e general manager Emea di Red Hat, le società che installeranno applicazioni mission critical su Red Hat Linux Advanced server beneficeranno in maniera significativa del portfolio di Ca di it management solutions.

È questa secondo Ibm laccoppiata vincente anche per applicazioni mission critical nel mondo bancario, delle compagnie aeree o della pubblica amministrazione. Quando si parla di Linux la mente corre subito a Ibm, il primo grande vendor ad aver scommesso apertamente sullopen source. Daltra parte le risorse rese disponibili complessivamente sono ingenti un miliardo di dollari a livello mondiale per promuovere e supportare la ricerca, lo sviluppo, le vendite, il marketing e i servizi legati alla piattaforma linux. Duecento milioni sono stati specificatamente destinati allarea Emea. Su tutte le nostre quattro linee di server e sulle nostre soluzioni storage oggi è possibile far girare applicazioni Linux, sia virtualizzate, quindi ospitate da altri sistemi operativi, sia in maniera nativa, afferma Gianfranco Previtera, vice president Systems Sales per Ibm South Europe. Limpegno di Big Blue non si ferma ai server trecento milioni di dollari è linvestimento previsto, a livello mondiale, nei prossimi tre anni, per la sola area di sviluppo servizi, ma già oggi vengono offerti education, supporto, consulenza, sviluppo applicativo per ambienti Linux. Ibm ha deciso che per far crescere Linux e il suo nuovo business model era necessario concentrarsi nei servizi, come dimostra anche la sua acquisizione di PricewaterhouseCoopers Consulting, dice uno studio del 2002 di Idc Meridien Research. Per diffondere Linux capillarmente, anche nella piccola e media impresa, Ibm può contare anche sullaiuto dei partner di sempre. Un ruolo chiave lo gioca Computer Gross, il distributore a valore aggiunto che, oltre ad aver organizzato un road show che ha collezionato più di un milione di partecipanti, offre servizi e supporto ai rivenditori disposti a scommettere sullopen source. È però nellarea mainframe che questo sistema operativo sta riservando a Ibm le maggiori soddisfazioni. Linux oggi è un ambiente operativo adatto a qualsiasi elaboratore – spiega Previtera – ma si rivela ideale, e questo fino a qualche tempo fa era impensabile, per applicazioni su mainframe. Abbiamo ormai centinaia di referenze di applicazioni core, che girano in ambiente mainframe su motore Linux e che gestiscono applicazioni vitali per le aziende. Parlo di una grossa banca italiana che sta facendo girare le sue applicazioni di sportello e di internet, quindi il vero crm, su elaboratori zSeries con Linux. Anche il crm della Corean Airline è basata su questa accoppiata. Il governo tedesco, per fare un esempio eccellente, ha deciso che Linux sarà la sua piattaforma strategica per futuri sviluppi che connetteranno i tanti uffici di una repubblica federale, grazie al grid computing. E Ibm è il vendor di riferimento a cui hanno chiesto assistenza per i futuri sviluppi. Anche lo studio di Idc Meridien Research sul ruolo di Linux nei mercati finanziari sostiene che Ibm sia in ottima posizione per avvantaggiarsi della crescita di Linux nei prossimi 12/24 mesi. Una nicchia di mercato per Ibm è il clearing and settlement, mentre i mainframe continueranno a essere la risorsa principale del processing power. Ibm ha fatto migrare su Linux alcuni processori core banking su mainframe, cosa che dovrebbe aiutare a confermare Linux come una praticabile alternativa per i sistemi di clearing and settlement. Nellambiente client-server Ibm deve solo continuare ancora per poco lopera di predicazione sui benefici di Linux prima di decollare sul mercato finanziario. Inoltre lazienda sarà trainata dal suo database DB2 Linux. Lunico settore in cui Ibm è un pò debole è nel clustering computer.

Per Previtera, la strategia Linux di Ibm rientra nel più generale impegno a supportare standard aperti. Il primo motivo di questa politica è il voler lasciare ai clienti la libertà di scegliere il vendor che preferiscono. Ovviamente siamo anche convinti che la nostra leadership tecnologica li porterà a optare molto spesso per Ibm, quindi non abbiamo bisogno di imporre standard proprietari. Con il lancio della strategia on demand, in cui le informazioni e le applicazioni possono stare allinterno dellazienda ma anche allesterno, luso di standard aperti diventa ancora più importante. Perché il collegamento di tanti collaboratori, tante applicazioni, tanti software diversi, di aziende che stanno nel macrocosmo di internet, se non è basato su open standard, non può avvenire con successo. Ecco perché Linux, un sistema operativo che nasce e cresce allinterno della rete, è idoneo a essere al centro del mondo delle e-utilities, per creare la grande infrastruttura del grid computing intorno a internet su open standard. Latteggiamento di estrema apertura si estende anche alle partnership con gli isv e con gli sviluppatori del sistema operativo. Abbiamo accordi di sviluppo con i principali attori da Red Hat a Suse. Linux è una grande agorà in cui chi vuole può collaborare. Quindi non ci sono barriere di protezione, perché tutti gli attori collaborano attivamente per stimolarne la crescita. E il futuro? Io credo che il futuro prossimo ci offrirà degli elaboratori indipendenti dai sistemi operativi, che avranno la possibilità di ospitare più di un sistema operativo -conclude Previtera -. Per esempio gli iSeries possono supportare Linux, As 400 e Ax in contemporanea, condividendo le risorse, il che significa che lelaboratore diventerà il punto di integrazione. Io credo che Linux sarà un sistema operativo adatto ad applicazioni mission critical, ma attualmente è anche molto utilizzato per i workload un pò collaterali, dai firewall, ai proxy, ai mail server. In questo momento quasi tutti i clienti stanno sperimentando Linux in questi ambienti meno critici per lazienda.

Leader assoluta di mercato, secondo Idc, la nuova Hp veicola server, desktop, workstation e tanti servizi. Anche se non tutti lo sanno, Hp è leader nel mercato Linux, lo è da molto tempo e dalle ultime dichiarazioni pare proprio intenzionata a rimanerlo. Eva Beck, business manager Linux per gli industry standard server Emea, citando uno studio Idc nellEuropa Occidentale, rivela che la nuova Hp è leader assoluta del mercato Linux per unità vendute nellarea dei server IA-32 nel terzo trimestre del 2002 con il 42,9%, seguita da Ibm con il 16,95% e da Dell con il 14,20%. Nello stesso periodo dellanno precedente il primo posto spettava a Compaq con il 32,7%, seguita da Ibm con il 21,5% e sempre da Dell con il 13%. La vecchia Hp contribuiva con l8,4%. Daltra parte il coinvolgimento dellazienda comprende diverse classi di prodotti a partire dai server Pro Liant basati su processori a 32 bit, anche blade e di classe carrier, tanto che tutti i sistemi Proliant sono certificati su Red Hat Advanced Server, SuSE e United Linux. Ma Linux è presente anche nei piani di Itanium ed è il primo sistema a 64 bit certificato Red Hat Advanced Workstation e Server. Anche il mondo dei desktop e delle workstation condivide la strategia Linux tanto che esiste unofferta di pc Evo certificata e integrata per alcuni selezionati mercati regionali. Importante è indubbiamente anche lofferta di servizi, completa, per non lasciare solo il cliente in nessuna fase dal progetto della transizione, al nuovo sistema operativo, al training per gli utilizzatori. Per conoscere meglio le linee guida della strategia Hp su Linux, anche in Italia, abbiamo intervistato Paolo Panzanini, country manager industry standard server hp. CRN Quanto è importante Linux per Hp? Paolo Panzanini Quando mi è stato proposto di organizzare la tappa italiana del road show Linux Solution@Work ho risposto subito di sì, perché si sapesse che Hp è già il numero uno in Italia e in Europa, ma senza avere fatto nessuna campagna promozionale o aver adottato una strategia particolare per diventarlo. Siamo i leader perché siamo il primo hardware vendor e quindi siamo leader anche per larchitettura Intel-Microsoft e Unix. Hp si concentra su Linux, rimanendo comunque focalizzata su Microsoft e su Unix, in modo da essere in grado di rispondere alle diverse richieste degli utenti. In particolare in Italia gli analisti dicono che il 15% circa dei server venduti nel 2001 nel settore industry standard sono Linux. Lordine di grandezza dovrebbe essere più o meno quello anche per noi. Però Linux è più difficile da inserire nelle statistiche, perché non si possono contare le licenze o il numero di macchine vendute. Certamente Microsoft rimane il nostro partner principale con cui realizziamo circa il 90% del business industry standard e poiché il nostro obiettivo è quello di avere le migliori architetture a 360 gradi, e con i migliori servizi, è ovvio che continuiamo a guardare Microsoft come primo partner. CRN Quali sono i partner, tecnologici e di canale, con cui lavorate? Panzanini È evidente che il vero differenziatore di Hp è che noi proponiamo Linux insieme ai partner, e per partner intendo gli independent software vendor Send Mail per esempio con applicazioni soprattutto di posta, Sap e Oracle con soluzioni ormai trasversali a tutta lazienda, Intel. Lavoriamo anche con i partner di canale. Linux è un sistema operativo che recentemente è emerso come client nellazienda grande, nellazienda piccola e anche nelluniversità, quindi noi abbiamo bisogno di quella granularità che possiamo raggiungere solo attraverso i partner, per poter fornire tutti i servizi di cui la singola realtà ha bisogno. Stiamo cercando di capire come i distributori possono aiutarci in termini di training e di servizi ai reseller. E stiamo organizzando insieme a Red Hat Italia un solution center, che dovrebbe partire ad aprile o maggio, che sarà utilizzato per sviluppare soluzioni per i clienti e i solution provider italiani. Verrà utilizzato dai nostri servizi di test e sviluppo, ma lintenzione è di aprirlo anche ai nostri partner di canale. Lidea è piaciuta al punto che Red Hat vorrebbe farne un programma europeo. CRN Dove ruberà quote di mercato a Windows o a Unix? Panzanini Quando Linux è partito era visto soprattutto come antagonista di Microsoft e si è diffuso soprattutto nel settore dei server Wintel. In questo momento però gli analisti prevedono che Linux crescerà di più nel mercato Unix. Se prima era considerato unalternativa nellarea client, ora lo è prevalentemente nellarea enterprise. A chi ci chiede se in questo modo non abbiamo paura di cannibalizzare il nostro business, rispondiamo che dal momento che quello di Linux è prevalentemente un mercato di sostituzione e visto che siamo i numeri uno sia nel mercato Unix che Microsoft, inevitabilmente il 50% delle volte ci troveremo a sostituire qualcosa di nostro. Ci sono molte aree da esplorare, per esempio quella del calcolo tecnico dove tradizionalmente con tecnologia proprietaria la curva di aumento di potenza era seguita da una curva di aumento dei costi, con Linux si possono sviluppare algoritmi e macchine nuove con una curva dei costi che cresca meno della curva delle performance. E oltre a Linux su 32 bit cè anche Linux su Itanium come possibilità. Questo sistema operativo può consentire di allargare a nuovi clienti soluzioni mai utilizzate in precedenza perché costavano troppo o non erano abbastanza sicure. Personalmente credo che il destino di Linux dipenda dagli sviluppatori di software, se realtà come Sap e Oracle riusciranno ad ottenere reali vantaggi e a portarne ai loro clienti, scrivendo su Linux le loro principali applicazioni, lo faranno. CRN Che spazio può trovare Linux nelle Pmi, tradizionalmente con un team it pressoché inesistente e un certa paura del nuovo? Panzanini Laffermazione di Linux nelle Pmi dipenderà molto dagli sviluppatori di software con soluzioni specifiche per mercati verticali. Le piccole e medie imprese hanno meno risorse it allinterno e meno interesse a studiare come fare economie di scala differenti, è invece molto focalizzata solo sul suo core business. Linux può essere adottato con il supporto di un partner che conoscendo la realtà specifica sappia costruire quel network di competenze necessarie che vanno dallhardware, ai servizi, agli applicativi verticali. Linteresse nei confronti di Linux è dettato dallintravista opportunità di risparmiare e guadagnare in flessibilità. Queste caratteristiche interessano piccole e grandi imprese, quando saranno pronti gli applicativi verticali la piccola impresa potrà adottare Linux, è insomma una questione temporale.

Anche Fujitsu gioca a pieno titolo nellarena Linux e una dimostrazione di questo impegno deriva da un accordo di collaborazione con Intel per lo sviluppo di server mission critical di fascia alta per il mercato mondiale. I nuovi sistemi vanno a completare la gamma di Fujitsu e Fujitsu Siemens Computer che comprende anche piattaforme di tipo mainframe e Unix. Entro la fine del 2004 dovrebbero essere disponibili le famiglie di sistemi DP e MP basate su processore Xeon, ma il passo successivo dovrebbe essere Itanium con i grandi sistemi multiprocessore, scalabili fino ai sofisticati mainframe a 128 processori, previsti per il 2005. Limpegno dellazienda su Linux continua così ad accrescersi, dopo lannuncio effettuato lo scorso ottobre sulla strategia aziendale ad hoc, Fujitsu ha creato una nuova struttura organizzativa, costituita da oltre 300 ingegneri, dedicata ai sistemi Linux allinterno dellEnterprise System Group. Questa struttura è focalizzata sulla fornitura di piattaforme hardware e di prodotti software di base per il miglioramento dellaffidabilità, della disponibilità e della scalabilità dei sistemi di fascia enterprise basati su Linux. Un grosso ruolo lo giocherà naturalmente anche la collaborazione con Intel e con la comunità Linux, usando la suite Intel di tool software per accelerare, insieme ai principali isv, la messa a punto di applicazioni Linux su macchine Fujitsu

Dopo il road show su Linux dello scorso autunno, Computer Gross continua il suo impegno sullopen source. In questo momento stanno mettendo a calendario altri corsi Linux, iniziati in gennaio, che saranno gratuiti per i partecipanti al tour. Sono corsi di primo livello della durata di due giorni che si rivolgono ai tecnici e si preoccupano di gettare le basi della conoscenza di Linux. Ma la vera novità è che a partire da marzo Computer Gross distribuirà il primo pc Ibm Linux. Molto coerentemente si chiama Linny ed è un pc client nato per le reti Unix, ma perfettamente integrabile anche nelle reti Nt tramite lattivazione di un protocollo. Venduto a un prezzo di 749 euro, si basa sulla versione SuSE 8.1 Professional.

Autore: ITespresso
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