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Ubuntu Touch sfida Android su Ubuntu Edge, lo smartphone dual boot, frutto del crowdfunding
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Sul Pc Gnu/Linux è fermo all’1% circa da anni, mentre spopola sui server e soprattutto nel Mobile, grazie al boom di Android. L’OS open source di Google infatti domina su circa il 70% del mercato smartphone contro il 17% circa di Apple (fonte: IDC). Ma il mondo degli sviluppatori Gnu/Linux non si accontenta di Android, che è solo open source, e vuole giocare la partita su più tavoli con Software davvero libero: con Firefox OS, Sailfish OS (sviluppato dalla start-up Jolla, frutto dell’evoluzione di MeeGo visto su Nokia N9, prima del passaggio di Nokia a Windows Phone) ma anche Ubuntu Touch di Canonical e Tizen OS di Samsung. Grande risonanza mediatica ha ricevuto l’annuncio del crowdfunding per realizzare un nuovo smartphone: Ubuntu Edge. Lo smartphone voluto da Canonical, ma finanziato dalla raccolta fondi in Rete, verrà realizzato solo se gli utenti lo vogliono davvero, tanto da partecipare al crowdfunding. Inoltre Ubuntu Edge sarà dual boot: si può avviare con il sistema operativo Android di tablet e smartphone, oppure con la distribuzione Ubuntu. Il futuro di Linux è Mobile e le scelte finali sono nelle mani degli utenti, nello “spirito collaborativo” della filosofia del Software Libero. Il mercato smartphone vale 358 miliardi di dollari ed è un’arena abbastanza grande per le sfide fra OS open source

La campagna di crowdfunding punta a produrre 40.000 unità di Ubuntu Edge, con schermo da 4,5 pollici, con densità dei pixel non oltre i 300ppi (1280×720) e 720p. Canonical preferisce privilegiare la fedeltà cromatica e la gamma dinamica alla denstà dei pixel. Il processore non è noto, ma sarà multi-core e “il più veloce del mercato”. Altre specifiche di fascia alta: 4GB di RAM e 128GB per lo storage. Nessuna corsa si megapixel neanche nella fotografia digitale. La fotocamera sul retro da 8 megapixel con la garanzia, però, di scattare anche in condizioni di scarsa luminosità, videocamera anteriore per videochat da 2 megapixel. Edge includerà anche tecnologie 4G, NFC e Bluetooth 4.0.

Ubuntu Edge rappresenta la nuova frontiera di Gnu/Linux sul Mobile. Per via di due caratteristiche: il crowdfunding; il dual boot. Il Crowdfunding significa che, come lo smartwatch Pebble, lo smartphone verrà realizzato solo se verrà finanziato dalla raccolta fondi in Rete, via Indiegogo, quindi dalla partecipazione al finanziamento degli utenti finali. Inoltre Ubuntu Edge sarà dual boot: l’utente deciderà se avviare lo smartphone con il sistema operativo Android di tablet e smartphone, oppure con la distribuzione Ubuntu Touch.

Ubuntu Edge rappresenta la sintesi dello “spirito collaborativo” della filosofia del Software Libero: il mondo GNU/Linux favorisce il libero scambio di segreti industriali indipendentemente dal profitto, inoltre, secondo le regole di GNU general public licence (GPL), le condizioni che un editore/programmatore di software deve rispettare per poter distribuire un software open-source, consistono nel garantire l’accesso al codice sorgente (open source).

E gli altri OS liberi che stanno scaldando i motori nel Mobile chi sono? Oltre a Ubuntu Touch, sugli scudi è Firefox OS, supportato da 13 provider del mercato Tlc, da Telefonica ad America Movil fino a China Unicom. I punti di forza dell’OS open source di Mozilla sono: la snellezza (Android deve “sfamare tre bocche” per tre pezzi di software – Android kernel, Dalvik e WebKit -, tanto che non gira su 256MB di RAM, vuole almeno 1 GB, invece Firefox OS deve sostenere solo il motore di rendering del browser Web Gecko); la completa adesione all’Open Web e al rispetto degli standard, a partire dall’HTML5. Altre caratteristiche interessanti di Firefox OS, sono: potrà salire su smartphone con CPU single-core e memoria modesta e con prezzi sotto i 100 dollari, dedicati ai mercati emergenti, dove i cellulari stanno per cedere il passo agli smartphone low-cost; avrà funzionalità social integrate (Facebook e Twitter, HERE Maps con funzionalità offline, smart walking, guida e direzioni trasporto pubblico).

Frutto della fusione fra Nokia Linux Moemo e Linux Moblin di Intel, MeeGo si biforca in due progetti: Sailfish OS della startup Jolla (l’ex team di Nokia con 70 dipendenti, ha deciso di sfidare i colossi del mercato smartphone,  investendo 11 milioni di euro nello sviluppo di un nuovo sistema operativo mobile Sailfish); e Tizen OS di Samsung. Ereditato dalla start-up Jolla, che lo sta sviluppando per conto suo, il risultato finale sfocia in Sailfish OS, con un leggero gusto di Linux, tramite Mer project. Lo smartphone di Jolla costerà 399 euro e sarà compatibile con le apps Android. Sarà un modello 4G, dotato di schermo touch da 4.5 pollici e fotocamera da 8 Megapixel. Con 16GB di storage, ha microSD slot per l’espansione. Segni particolari: batteria rimovibile.

Tizen OS, nato dalla collaborazione con Intel, è frutto della fusione di Bada con Tizen. Tizen Os è un Linux Mobile che deriva da MeeGo, sorto dalla combinazione fra Nokia Linux Moemo e Linux Moblin di Intel.

Ubuntu Touch sfida Android su Ubuntu Edge, lo smartphone dual boot, frutto del crowdfunding
Ubuntu Touch sfida Android su Ubuntu Edge, lo smartphone dual boot, frutto del crowdfunding

All’inizio LiMo Foundation (un consorzio che riuniva, fra le altre aziende, Panasonic Mobile Communications, NTT DoCoMo ed SK Telecom) non voleva rinunciare a portare Linux nel Mobile, anche nell’era di Android (che è un sistema open source, ma non Free Software secondo la nota definizione di Richard Stallman). Dunque, presto vedremo Tizen OS all’opera grazie a Samsung, desiderosa di differenziarsi da Android, dopo l’acquisizione di Motorola da parte di Google. Se Google sfida Samsung con Moto X, Samsung risponde sfoderando Tizen OS contro Android (Samsung è anche vendor Windows Phone).

Il 2013 sarà l’anno della sfida a Google all’insegna di nuovi OS mobili open source, derivati in parte dal kernel Linux. Il mercato smartphone vale 358 miliardi di dollari: le sfide fra OS open source troveranno pane per i loro Pinguini e terreno per giocare la partita.

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Sailfish Os della startup Jolla

Autore: ITespresso
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