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Linux Foundation festeggia i 20 anni del kernel

Linux Foundation fotografa lo stato del Software libero e open source
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Nel 1991 Linus Torvalds iniziò a lavorare su quello che sarebbe diventato il kernel di Linux. Il progetto venne pubblicizzato da Torvalds il 26 agosto di quell’anno su comp.os.minix. Linux Foundation ha pubblicizzato un video sulla storia del kernel per festeggiare i 20 anni di Linux. Pur non essendo mainstream, in quanto è Windows che gira sul 90% dei desktop, Linux oggi spopola sui server, sugli smartphone (è alla base di Android), avanza sulle Tv, domina negli e-book reader e si è ritagliato una nicchia sui netbook e ora guarda ai tablet. Per i 20 anni del kernel Linux vediamo di ripercorrere la galoppata del Pinguino.

Da poche settimane è terminato lo switch-over dell’LSE (London Stock Exchange), la Borsa di Londra, che ora è stabilmente “Powered by Linux”. La piattaforma di live trading basata su Novell SUSE, un nuovo sistema è in grado di offrire “una velocità di esecuzione da record e una stabilità mai vista da quando nel 1986 il classico bando “alle grida” ha ceduto il passo ai sistemi elettronici”. Va in pensione così la piattaforma TradElect basata su infrastruttura C# (Microsoft.net su Windows Server e SQL Server), che era stata aggiornata da Accenture nel 2007 con una spesa di circa 40 milioni di sterline, ma che nel 2009 aveva stufato i managers di LSE per i troppi crash e per i tempi di latenza non più all’altezza della concorrenza.

Insomma per Linux sono stati 20 anni di crociata “anti Microsoft” (ora finita in pensione, il nuovo rivale sono se mai i sistemi proprietari di Apple), coronati con alcuni successi e un unico vero flop (Linux desktop non è mai decollato, anche se Ubuntu ha ancora molto da dire). Jim Zemlin, direttore esecutivo della Linux Foundation, ha aperto il Summit 2011 della Linux Foundation Collaboration ricordando i vent’anni del Pinguino: “Con l’unica eccezione dei computer desktop – continua Zemelin – Linux ha superato Microsoft in quasi tutti i mercati, compresi i server e il mobile“ ha continuato Zemlin: “Penso che non ci interessi più (Microsoft, ndr) – commenta -. E’ stato il nostro grande rivale, ma adesso sarebbe come sparare sulla Croce Rossa”.

Oggi dove è Linux? Lo troviamo su Android, su Amazon Kindle (l’e-reader che domina il mercato degli e-book reader; e quindi svetterà anche sul prossimo Amazon tablet di cui si chiacchiera da settimane), passando per Maemo, la maggior parte dei dispositivi mobili in circolazione gira su software basati su Linux, così come i maggiori siti del web e la maggior parte dei supercomputer.

In dieci anni di supercomputing, i supercomputer Top 500 sono passati dal 96% di Unix al 96% di Linux. I mercati azionari usano Linux per il “72% degli scambi azionari del 2010” (e i dati si riferiscono a prima che Linux “motorizzasse” anche la Borsa di Londra. Linux equipaggia il super collider del CERN da 10 miliardi di dollari, così come gli effetti speciali di Avatar. Anche a Wall Street Linux piace: negli ultimi 10 anni il titolo del vendor Linux Red Hat è cresciuto del 400%.

Com’è oggi il mercato Pc? I Pc Windows mantengono il 90% del mercato. Invece Mac è circa al 5%, e Linux è meno dell’1%. Ma questo è l’unico mercato in cui Linux non ha saputo mantenere le promesse. Anche se Ubuntu Linux (prossima versione: Oneiric Ocelot) prova a convincere gli utenti grazie alla visione di Mark Shuttleworth, il miliardario di Canonical, che (provocatoriamente) si dice che vorrebbe essere lo Steve Jobs di Ubuntu. Shuttleworth sta diventando lo Steve Jobs di Linux nel senso che sembra voler aderire alla filosofia di “un solo uomo, una sola visione, un solo desktop” (”one man, one vision, one desktop“).Vediamo perché. Innanzitutto Ubuntu vuole non solo che Linux funzioni, vuole che abbia un look e una grafica gradevoli. L’usabilità e la semplicità d’uso sono infatti il punto di forza di Ubuntu. E questo è un bene; tuttavia Shuttleworth sta spostando l’attenzione da Ubuntu a Unity desktop. Unity ha fatto la sua comparsa in netbook remix di Ubuntu 10.10, offrendo un’alternativa snella e leggera a GNOME desktop. In occasione dell‘Ubuntu Developer Summit di ottobre, Shuttleworth ha descritto lo switch da GNOME a Unity come una modifica radicale per Ubuntu: non si tratta di un’iperbole, in effetti lo è, ma ad alcuni puristi (linuxisti ortodossi) la mossa è parsa “stile Apple“. Unity, che introduce come Apple l’application launcher con la mano sinistra e che porta il menu applicazioni fuori finestra nella barra del global menu (come in OS X), è innovativo tanto che perfino la rivale Fedora potrebbe pacchettizzarlo.

In ambito smartphone le vendite di Android nel 2010 sono cresciute a tripla cifra: con un tasso d’incremento dell‘888,88%. Secondo Gartner i vendor hanno venduto 67.2 milioni di smartphone Android l’anno scorso in crescita dai 6.8 milioni nel 2009: a una media di 184.000 Android venduti al giorno. Apple ha venduto 46.6 milioni di iPhone con una media di 127.000 smartphone iOS al giorno. Android aiuterà il mercato smartphone a crescere del 58% nel 2011 e del 35% l’anno prossimo.

E Richard Stallman, il padre del progetto GNU (”Gnu is not Unix”), guru del software libero, cosa pensa del mondo Linux che si affaccia sul mercato? Richard Matthew Stallman non è sempre contento di come viene usato il codice. Per esempio ritiene che Chrome Os Laptop, noto come Cr-48, è un computing incauto e sbadato (letteralmente: “careless computing“). In una recente intervista al Guardian Stallman ha spiegato che il nuovo sistema operativo di Google, che la BigG vorrebbe portare sui tablet, si rivelerà un ostacolo e non un aiuto per molti utenti, in quanto la sua unica ragion d’essere consiste nel promuovere il cloud computing e rimuovere il controllo dei propri dati dalle mani degli utenti.

Già oggi negli Stati Uniti l’utente del cloud perde i diritti legali se immagazzina i propri dati su macchine di un’azienda invece che sulla propria macchina. “La polizia deve presentarsi con un mandato di perquisizione per ottenere i vostri dati sul vostro Pc; ma se i dati sono sui server di un’azienda, la polizia può ottenerli senza dover mostrare nessun mandato né a voi né all’azienda”. Richard Stallman ritiene che il cloud computing sia essenzialmente uno slogan per il marketing privo di significato, destinato a distrarre gli utenti dalla realtà di gestire i dati presso terze parti.

Richard Stallman boccia Chrome OS Laptop nonostante le sue radici open source. “In poche parole, Chrome OS è un sistema operativo GNU/Linux. Tuttavia arriva senza le consuete applicazioni e sembra fatto apposta per impedire e scoraggiare l’installazione di applicazioni,” spiega Stallman. “Il problema è la natura del lavoro che ChromeOS è chiamato a svolgere. Soprattutto invogliare l’utente a tenere i dati altrove, fare computing altrove, invece che sul proprio computer.” Il Pc non sarà più personal nell’era del cloud computing; ma soprattutto i dati non saranno più dell’utente se affidati a nuvole di terze parti, secondo Richard Stallman. I rischi connessi al cloud sono la privacy (concetto sempre più evanescente e sfumato) e la perdita di autonomia digitale.

Su Apple, che tiene “il piede in due scarpe”, Linux Foundation è stata netta: “È il nostro peggior nemico e il nostro miglior amico se siete appassionati di open source. Apple in diversi modi ha fatto tante cose buone per l’open e per Linux. Ha cambiato la definizione di cos’è il client computing. Questo è stato un bene per Linux. Apple ha inoltre molti componenti open source all’interno dei suoi prodotti e tende a lavorare molto bene, in alcuni casi, con la comunità open. Tuttavia non ho intenzione di dire che non hanno un sistema molto chiuso“.

Per concludere: festeggiare i 20 anni di Linux dimostra la vitalità della community, la bontà dei progetti e permette di capire cosa ci aspetta nel futuro. Però bisogna cogliere l’occasione anche per “non cantare vittoria” troppo presto: in ambito Mobile Microsoft ha siglato un accordo strategico con Nokia per spingere Windows Phone 7 e recuperare il terreno perduto contro Android e iPhone. In ambito tablet Microsoft sta lavorando alacremente su Windows 8 (la Beta è attesa a PDC, la versione definitiva al CES 2012). E, Microsoft, quando insegue, ha storicamente dato il meglio di sé: basta ricordare la “lezione dei netbook”. GNU/Linux debuttò prendendosi la fetta più grossa del segmento netbook, ma poi Microsoft prima portò il “vecchio” Windows Xp, quindi lanciò Windows 7, relegando Linux al 4% dei netbook contro il 96% di Microsoft. Nel Mobile oggi il rivale di Linux è Apple (e con le licenze è Oracle), ma fra qualche mese il gioco è ancora aperto.

Oggi le persone usano di più gli smartphone, in molti modi rispetto a quelli in cui possono usare i loro PC tradizionali. In questo caso Linux ha una quota di mercato dominante grazie ad Android o altre versioni di Linux disponibili nel settore mobile” ha concluso Zemlin.

Ma anche se Linux non è diventato mainstream, la continua crescita va vista come un grande successo: di tutta la comunità, e non solo di Torvalds. Vent’anni da festeggiare, senza se e senza ma.

Gnu/Linux compie 20 anni
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