Linux sì, ma con prudenza

Aziende

Solo il 4% degli utenti di sistemi Unix e il 10% di quelli Windows sta
pianificando la migrazione verso il sistema operativo open source. Perle grandi aziende non è detto sia così vantaggioso

Nonostante la crescita dell’adozione di Linux sia sostenuta, fortemente supportata da vendor come Ibm, Hp e Oracle, in realtà solo il 4% degli utenti di sistemi Unix e il 10% di quelli Windows sta pianificando la migrazione verso il sistema operativo open source: questo è quanto afferma Yankee Group. La società di ricerca evidenzia come Linux si riveli non vantaggioso per le grandi aziende, le quali hanno fortemente investito in infrastrutture e servizi basati su Unix e Windows e, quindi, una migrazione viene presa in considerazione solo quando i manager It sono in grado di dimostrare ai vertici aziendali reali benefici in termini tecnologici e un ritorno degli investimenti ben definito. “Nessun sistema operativo è la risposta ideale per tutte le esigenze”, ha detto Laura DiDio, application infrastructure and software platform senior analyst di Yankee Group, “e ogni azienda deve verificare la propria situazione, effettuare una corretta stima della propria infrastruttura e valutare se questa infrastruttura risponde o meno ai bisogni del proprio business presente e futuro e, solo sulla base di questo, definire il proprio percorso tecnologico”.

Autore: ITespresso
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