Linux usa 283 brevetti non suoi

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Lo rende noto l’associazione Open source risk management.Secondo l’indagine sarebbero 283 i brevetti violati dal sistema, di cui 27 di proprietà Microsoft.

Sarebbero 283 i brevetti violati dal sistema operativo open source. Ma, specificano gli esperti, non è detto che davanti a un tribunale, i brevetti possano essere invalidati. La legge americana non incoraggia i programmatori a controllare se i loro software usano brevetti altrui. Sta a chi detiene il brevetto verificare se viene usato da altri. Inoltre, le norme attualmente in vigore tutelano coloro che inconsapevolmente usano brevetti altrui. Se lo sai sei colpevole, altrimenti no. Proprio recentemente, per esempio, Red Hat ha pubblicamente dichiarato di non infrangere alcun brevetto sulle proprie versioni di Linux. Sta di fatto che l’Open source risk management (Osrm), associazione che assicura protezione legale e coperture assicurative in merito alle proprietà intellettuali, ha riscontrato la violazione di ben 283 brevetti in Linux. In realtà, sostengono gli esperti, non sono nemmeno molti, considerando la complessità del sistema. In particolare la Osrm ha analizzato le versioni 2.4 e 2.6 di Linux: su 283 brevetti, 27 appartengono a Microsoft, mentre 98 sono di proprietà dei distributori del sistema operativo. Altri 60 sono di Ibm, 20 di Hp e 11 di Intel. Intentare un causa è sempre molto rischioso, e soprattutto dispendioso. Non è mai certo chi vinca, se chi detiene il brevetto o chi viene accusato di violarlo. I vincitori assoluti sono sempre, e solo, gli avvocati…

Autore: ITespresso
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