L’invasione degli ultrabook

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Arrivano i notebook ultrasottili che fanno di sobrietà ed eleganza i punti di forza, senza rinunciare alla potenza di elaborazione. Servono per riossigenare il mercato in crisi dei pc, e ancora una volta è Apple a fare scuola, Intel e alcuni vendor invece ne hanno bisogno per rivitalizzare i conti. Il nome ultrabook richiama prepotentemente L’invasione degli

Arrivano i notebook ultrasottili che fanno di sobrietà ed eleganza i punti di forza, senza rinunciare alla potenza di elaborazione. Servono per riossigenare il mercato in crisi dei pc, e ancora una volta è Apple a fare scuola, Intel e alcuni vendor invece ne hanno bisogno per rivitalizzare i conti. Il nome ultrabook richiama prepotentemente L’invasione degli Ultracorpi, un film del 1956 di Don Siegel, finito poi nel ’94 nella National Film Registry della Biblioteca del Congresso USA. All’esordio nessuno si accorse che L’invasione degli Ultracorpi sarebbe stata una pietra miliare tra i film di fantascienza, se non l’archetipo, nel tempo invece l’importanza di questa pellicola divenne sempre maggiore, e il titolo divenne un riferimento con cui confrontarsi e nel quale leggere anche scenari futuri. Lo stesso Jean-Luc Godard lo cita in una scena fantastica di Agente Lemmy Caution, missione Alphaville.

Ora veniamo al punto: come Apple ha dato il là al successo di smartphone, touchscreen e tablet, il suo MacBook Air ha aperto la via a una nuova tipologia di computer, gli ultrabook, appunto. Anche in questo caso Apple, da precursore, ha anticipato di un paio di anni un trend di mercato che inizia a diventare significativo. A IFA 2011 si vedono in primo piano gli ultrabook, che da un lato sfidano i notebook ultraportatili, dall’altro si propongono come alternativa a chi non si è lasciato convincere dai tablet.

La sfida ha la sua ragione di essere perché nel caso dei notebook ultraportatili i vendor hanno fatto rientrare nella categoria anche macchine magari ‘leggere’, ma non a sufficienza, troppo vicine o addirittura oltre i 2 Kg, e per giunta con spessori non proprio ridottissimi o con un’ergonomia non allo stato dell’arte, mentre gli ‘ultra’ curano molto la realizzazione del touchpad (ampia) e la sua sensibilità (eccellente), lo spessore ovviamente è minimo e di solito la batteria non è intercambiabile (per ingengerizzare meglio il tutto).

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