L’iPhone vecchio rallenta? Tutto ok, Apple pensa a voi

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Gli iPhone vecchi che “rallentano” non sono un esempio di obsolescenza programmata per costringere gli affezionati a passare al nuovo modello, ma la forma di tutela per gli iPhone non è piaciuta e negli Usa arriva la class action

Lo smartphone offre il massimo della sua autonomia, della sua velocità quando è nuovo, e poiché lo smartphone nuovo è tra i primi desideri sia dei grandi sia dei piccoli è comprensibile come, quando oramai la sua età si aggiri intorno ai 2/3 anni quasi non si veda l’ora di poterlo cambiare.
Chi ha scelto come smartphone “insostituibile” Apple iPhone, di questi tempi morirà dalla voglia almeno di approdare se non proprio ad iPhone 8 e iPhone X, almeno a un iPhone 7, seguendo il criterio del buon senso per cui si può effettivamente “saltare” l’acquisto di una generazione, e risparmiando qualche cosa perché i modelli non all’ultimo grido sono reperibili a prezzi più vantaggiosi o con le offerte della Gdo.

Tra i motivi più validi per cambiare lo smartphone c’è proprio quello per cui la batteria oramai non ce la fa più, ecco perché Apple ha ben pensato di ovviare a questo inconveniente “rallentando” gli iPhone più vecchi, in modo da impedirne lo spegnimento e assicurando la disponibilità almeno di un minimo di prestazioni quando servono.

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Da iPhone 6 Apple aggiornare il firmware in modo da bilanciare esigenze di picco, durata della batteria e quindi buon funzionamento dello smartphone

E’ quindi una leggenda metropolitana quella per cui il “nuovo aggiornamento Apple” ha reso l’esperienza con il vostro iPhone di vecchia generazione insostenibile, mentre sembra che il motivo dei rallentamenti – peraltro confermato da Apple – sia dovuto al fatto che, poiché una batteria con una certa età non è in grado di sostenere con disinvoltura picchi intensi di lavoro per Cpu e Gpu, o temperature polari, ecco che viene garantito comunque il funzionamento dello smartphone al prezzo di rallentarlo.

Le batterie agli ioni di litio temono infatti l’invecchiamento (dato dai numerosi cicli di ricarica accumulati) ma anche le temperature rigide o troppo elevate. Da iPhone 6, quindi l’aggiornamento firmware di Apple include un algoritmo per evitare che iPhone vi abbandoni sul più bello per “cessata disponibilità di energia” in caso di picchi, e invece continui a supportarvi anche se molto più lentamente, limitando la potenza della Cpu.

In pratica accade proprio il contrario di quello che si pensa: in alcuni casi lo smartphone anziano è sì più lento, ma questo garantisce anche che possiate continuare ad utilizzarlo. Chi sostituisce la batteria pare che si ritrovi anche uno smartphone decisamente “sostenibile” e di nuovo brillante – almeno come quando lo si è conosciuto, anche se datato.

Sarebbe ancora più bello se Apple valorizzasse le potenzialità di questa caratteristica magari anche lasciando all’utente la gestione e la possibilità di scegliere se utilizzarla o meno. Le dichiarazioni ufficiali non sono piaciute comunque o non sono state sufficienti per fermare Stefan Bogdanovich e Dakota Speas, che con la tutela di Wilshire Law Firm hanno accusato Apple avviando procedura legale in California (i due sono di Los Angeles) contro l’azienda. 

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