L’IPO di Twitter in cifre

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L'IPO di Twitter
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A Wall Street interessa è che Twitter sia l’azienda first-Mobile. Infatti nel 2013, più del 65% del fatturato advertising è stato generato da dispositivi mobili. I numeri dell’IPO più attesa

Twitter sta per quotarsi in Borsa. Il microblogging da 140 caratteri, che ha otto anni di età e ha sede a San Francisco, ha offerto i primi dettagli finanziari al pubblico, rendendo noto il prospetto S-1 notificato all SEC, la Consob americana, sulla più attesa IPO della Silicon Valley per il 2013. Si tratta della quotazione più grande dopo quella di Facebook, oltre un anno fa. Nata come startup nel 2006 da Evan Williams, Jack Dorsey e Biz Williams, ora ha 2 mila dipendenti in 15 uffici nel mondo.

Vediamo le cifre in gioco: Twitter conta 218 milioni di utenti mensili ed invia 500 milioni di tweet; il servizio di microblogging verrà valutato circa 12.8 miliardi di dollari di valutazione; Twitter cercherà di raccogliere almeno un miliardo di dollari all’anno; nel primo semestre l’azienda ha registrato un rosso di 69 milioni di dollari su un fatturato di 254 milioni di dollari; il fatturato annuale è in crescita, essendo passato da 28 milioni di dollari nel 2010 a 317 milioni di dollari di fine 2012. Secondo gli analisti Twitter dovrebbe raggiungere il primo miliardo di dollari di ricavi nel 2014. Evan Williams e Jack Dorsey, i co-fondatori, possiedono rispettivamente il 12% e il 4.9%. Dick Costolo è Ceo di Twitter. Altri investitori importanti sono: Benchmark e  affiliati con il 6.7% di azioni; Rizvi Traverse Management, Spark Capital, Union Square Ventures e DST Global con il 5% o più, ciascuno.

L'IPO di Twitter
L’IPO di Twitter

Ormai Twitter è un fenomeno socio-culturale, essendo diventato il canale di comunicazione sia di Papa Francesco che del Presidente Barack Obama; quest’ultimo ha avuto una “storica conversazione” via Tweet con il presidente iraniano Hassan Rouhani, che ha posto fine al disgelo nelle relazione Iran-USA.

Ciò che a Wall Street interessa è che Twitter sia l’azienda first-Mobile, che ha triplicato il fatturato nel 2012. Infatti nel 2013, più del 65% del fatturato advertising è stato generato da dispositivi mobili. Oltre il 75% degli utenti di Twitter ha accesso al sito da device mobili. Invece gli analisti sono più preoccupati per la crescita: raggiungere quota 400 milioni di utenti mensili entro fine anno, non sembra così agile come il Ceo Dick Costolo aveva confidato agli insder, secondo AllThingsD. Altro fattore di rischio: il fatturato deriva all’87% dell’advertising, l’azienda dovrebbe diversificare di più. Inserzionisti di Twitter sono PMI e clienti internazionali. Altro rischio che corre Twitter è perdere l’attenzione dei suoi utenti, magari attratti da nuovi social network.

Twitter ha però un futuro nel monitoraggio dell’audience TV, grazie al fenomeno del Second Screen: chi guarda la Tv, invia Tweet sulla trasmissione televisiva, con hashtag ad hoc, dal tablet o smartphone. In futuro potrà sfruttare meglio queste potenzialità per crescere.

Goldman Sachs guida le banche nella quotazione; ad aiutare l’offerta sono coinvolte anche Morgan Stanley, JP Morgan, BofA Merrill Lynch, Deutsche Bank Securities e CODE Advisors. Twitter non ha ancora rivelato se si quoterà al Nyse o al Nasdaq.

Twitter verso l'IPO
Twitter verso l’IPO
Autore: ITespresso
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